Musica in Provenza

Il Luberon è un po’ la quintessenza della Provenza d’antan. Quella delle distese di lavanda e dei campi di girasoli, dei petits villages di pietra dorata e dei vigneti, delle cicale e delle piazzette con i platani. Avete presente le atmosfere raccontate da Peter Mayle e tradotte in immagini da Ridley Scott nel film Un’ottima annata ? Ecco, quella Provenza lì, che continua ad affascinare stuoli di turisti non per caso, convertendoli ai piaceri dell’art de vivre esattamente come ha fatto con il ruvido e cinico quanto basta Max Skinner/Russell Crowe, broker della City.

Il Luberon è un po’ la quintessenza della Provenza d’antan. Quella delle distese di lavanda e dei campi di girasoli, dei petits villages di pietra dorata e dei vigneti, delle cicale e delle piazzette con i platani. Avete presente le atmosfere raccontate da Peter Mayle e tradotte in immagini da Ridley Scott nel film Un’ottima annata ? Ecco, quella Provenza lì, che continua ad affascinare stuoli di turisti non per caso, convertendoli ai piaceri dell’art de vivre esattamente come ha fatto con il ruvido e cinico quanto basta Max Skinner/Russell Crowe, broker della City.

E dal 24 luglio al 22 agosto c’è una buona ragione in più per perdersi per i villaggi e i vigneti del Luberon : è il festival di piano della Roque d’Anthéron, « la Woodstock del pianoforte » come è stato definito : un festival itinerante che gioca sul binomio musica-natura e si declina in alcuni dei « più bei villaggi di Francia »,  da La Roque a Lourmarin, Gordes…

Di sera un concerto, e di giorno itinerari da coup de coeur. Punto di partenza d’obbligo La Roque d’Anthéron, raccolta attorno al bel castello del 600, dalle torri angolari,  e il parco, scenario d’eccellenza del festival. Dopo di che, via dove porta la voglia di scoperte. Se siete cinefili convinti, vi divertirà ritrovare le location del film di Scott, ma i luoghi sono strepitosi comunque, con quel tocco di charme fou che hanno i villaggi del Midi. Per cominciare, Gordes, ultrascenografico e superpanoramico, inserito, va da sé, tra « i più bei villaggi di Francia » : è la prima immagine che si vede nel film quando l’aereo di Crowe vola verso Marsiglia, e il Café de la Renaissance, sulla piazza, è il caffè-ristorante di Fanny Chenal/ Marion Cotillard, dove sono state girate molte scene. Quindi, Bonnieux, da raggiungere con la tortuosa e magnifica D 943 fra i vigneti, proprio dove Max per poco non investe con l’auto Fanny in bicicletta. Il villaggio di pietra dorata è una cartolina, con la vecchia chiesa su in alto tuffata tra i cedri, la terrazza panoramica, il ponte romano, il piccolo Museo della Boulangerie, tutto sull’arte di fare il pane. Da Bonnieux, si possono seguire i cartelli che indicano Château la Canorgue.

Da 30 anni, Jean-Pierre Margan vive in questo vigneto, che ha fatto rinascere, e dove produce vino doc Côtes du Luberon biologico : nel film la tenuta è diventata Château la Siroque, che Max eredita dallo zio. Si continua sulla D 943 per Lourmarin, un altro dei “più bei villaggi di Francia”, tutto piazzette, gallerie d’arte, caffè e bistrot all’ombra del bel castello rinascimentale, sede della fondazione Laurent-Vibert e scenario di mostre ed eventi culturali. Albert Camus, che comprò casa qui nel 1958, riposa nel piccolo cimitero, e sua figlia Catherine vive ancora in paese, come la nipote di Picasso. Anche Peter Mayle oggi abita qui, e capita di incontrarlo al Cafè Chez Gaby e a fare la spesa al mercato del venerdi. Da Lourmarin, deviazione sulla D56 per Cucuron, tuffato fra i vigneti. Con la chiesetta romanica, il Museo archeologico nell’ Hôtel de Bouliers, XVII secolo, vecchi lavatoi, la torre dell’orologio, e soprattutto la scenografica Place de l’Etang, un enorme stagno circondato da platani e terrazze di caffè, location delle feste di paese (nonchè della scena della festa di Un’ottima annata).

E poi Lacoste, delizioso petit village dominato dai ruderi del castello del marchese de Sade, signore di Lacoste, che qui dava grandi feste e allestiva spettacoli teatrali : oggi è proprietà di Pierre Cardin e le antiche Carrières sono location di festival e spettacoli. L’abbazia di Silvacane affaccia i suoi tetti rosa sulla valle della Durance, mentre l’abbazia di Sénanque, capolavoro dell’architettura cistercense, è immersa nei campi di lavanda, e i monaci offrono ospitalità per ritiri spirituali e vendono miele e prodotti a base di lavanda. Ménerbes, il primo posto dove Mayle ha preso casa e dove ha scritto il best seller Un anno in Provenza, è l’ennesimo dei  “più bei villaggi di Francia” del Luberon, un piccolo gioiello di charme, anche Picasso ha abitato qui. Ma le tentazioni per una sosta sono infinite : girare per il mercato di Cavaillon, il lunedì mattina, e gustarsi uno dei celebrati meloni, andare a visitare il Museo della Vigna e del Vino a Château Turcan di Ansouis, e a vedere tutte le sfumature dell’ocra nelle case di Roussillon, e le falesie e le guglie di terra rossa attorno al paese…Un’ottima idea, scoprire il Luberon.

Il festival

La XXIX edizione  del Festival Internazionale di Piano della Roque d’Anthéron si svolge dal 24 luglio al 22 agosto 2009, con 96 concerti in 11 magnifici siti naturali e storici, dal Parco del Castello di Florans a La Roque d’Anthéron, al chiostro dell’ abbazia di Silvacane, la Chiesa di Lourmarin, il Grand Théâtre de Provence a Aix-en-Provence, il teatro di Gordes, la Chiesa de Cucuron… Il programma spazia dalla musica barocca alla contemporanea e al jazz, con concerti di piano dedicati ad Haydn, Mozart, Bach, Mendelssohn, Chopin e l’integrale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Una chicca l’esecuzione integrale del Catalogue d’oiseaux di Messian, affidata alla pianista giapponese Momo Kodama (19 agosto). All’edizione 2009 partecipano grandi nomi del jazz come Richard Galliano alla fisarmonica (27 luglio), e pianista Chick Corea con Gary Burton al vibrafono (29 luglio).

Informazioni e acquisto di biglietti via internet: www.festival-piano.com

Fonte: www.lastampa.it

Condividi questo articolo su :
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: