Musica a Berlino

Entrare in un locale e trovarci alla stessa console un rockabilly agée e un teddy boy del Duemila. Incrociare sulla stessa via un club di gothic rock e il tempio sinfonico. Capita solo qui. È il gran contrappasso: la città simbolo del mondo diviso si fa inno alla coesistenza. Con mille piccoli mondi dove ognuno è se stesso. Specie di sera. Niente mode dominanti. E se uno stile si impone, gli è concessa solo una manciata di stagioni.

Entrare in un locale e trovarci alla stessa console un rockabilly agée e un teddy boy del Duemila. Incrociare sulla stessa via un club di gothic rock e il tempio sinfonico. Capita solo qui. È il gran contrappasso: la città simbolo del mondo diviso si fa inno alla coesistenza. Con mille piccoli mondi dove ognuno è se stesso. Specie di sera. Niente mode dominanti. E se uno stile si impone, gli è concessa solo una manciata di stagioni.

La Berlino del Muro diventa quella in bianco e nero degli angeli di Wenders, lo scettro di rockstar ufficiale della città passa da David Bowie a Nick Cave. Se una tendenza accomuna la metropoli è il nuovo tocco chic. Basta centri sociali in fonderia. Come Friedrichshain: già distesa di case operaie e fabbriche di mattoni, oggi è tra i quartieri più in. O la scena techno, che esce dagli scantinati e pulsa in localini lungocanale come il Club der Visionaere, nell’emergente Treptow. Senza perdere la creatività. E il mondo green oggi può contare su posti come Emma Pea, vegano sì, ma con i dj-set nella cucina a vista, la videoarte e tanta bella gente. Belli e alla moda, senza perdere la creatività.

GOLF DA TERRAZZA
Un esempio? L’ultima ossessione metropolitana: l’urban golf, che è stato inventato dal movimento tedesco dei Natural Born Golfers e si gioca sui tetti, le terrazze, tra bidoni e tombini (si può vedere su YouTube). I suoi adepti si trovano nei sempre più numerosi rooftop bar. Con un aperitivo in mano sulla terrazza al quinto piano dell’Hotel de Rome, cinque stelle vicino Bebelplatz, ad esempio, il prossimo campo da gioco si sceglie meglio. E che dire dei cocktail del Solar, lounge bar al 17 piano del grattacielo Excelsior. Oggi qui ci si rilassa con musica dub e lounge minimal, ma da questa torre, pare finanziata dalla Cia nel 1967, un tempo gli agenti segreti spiavano Berlino Est. Tutto nuovo invece il palazzo su cui si annida, all’ottavo piano, il 40Seconds, tra la trafficata Potsdamer Strasse e il più tranquillo Reichspietschufer, con musica house, deephouse e r’n’b, e una vista mozzafiato su Potsdamer Platz. E dal Puro Sky Lounge, agli ultimi tre piani del grattacielo Europa Center, Berlino si ammira davvero a 360 gradi. Da lussuosi sofà.

DAL ROCK AL JAZZ
Altra costante nel tempo: la riconversione degli spazi, qui, è un’arte, specie se c’è musica di qualità da ospitare. Lo conferma il Radialsytem V, vecchio edificio industriale sulla Sprea che diventa esperimento architettonico d’avanguardia, dove il vetro la fa da padrone, e la luce inonda le scene. Vi si tengono eventi legati alla danza, alla musica, al video, alla netart… Così come quello che nel 1927 venne edificato come capannone per autobus dell’azienda dei trasporti, e oggi è un tempio della musica: l’Arena Berlin. Si tratta di un centro articolato in più spazi, tutti utilizzati per eventi live. Tra questi anche una nave bar-ristorante, ormeggiata nella Sprea e usata la domenica per oceanici reggae party. Costruito attorno a quello che restava del Columbia Sports Centre, il centro sportivo delle truppe americane che si stanziarono a Berlino dopo la guerra, il Columbiahalle è invece oggi, con i suoi 3500 posti, una delle sale concerti più capienti della città. Per chi poi cerca spazi live più raccolti e alternativi, la scelta diventa praticamente infinita. Spicca il K17, il gothic metal club più amato di Berlino, con i suoi celebri Dark Friday, gettonatissime serate Anni 80. Sono sempre diverse invece le sere al KingKongClub: dal post punk all’electro pop francese, nel cartellone ci può finire di tutto. A metà strada tra una pagoda cinese e il set di un oscuro B-movie, il White Trash Fast Food è infine un locale sempre sopra le righe, dedito al culto del rock’n’roll. I concerti sono solitamente torride esibizioni di punk rock, ma nella Diamond Lounge, nel seminterrato, si può volendo riprendere fiato con un minimo di silenzio e di relax. È antica e gloriosa la tradizione berlinese del jazz. Il Club A-Trane, nonostante abbia solo 100 posti è, ormai dal 1922, un autentico tempio del genere. Qui hanno suonato tutti, da Herbie Hancock a Diana Krall, passando per Till Brönner. Il suo eterno concorrente è lo Yorckschlösschen, un locale vecchio di cento anni in un edificio storico di una zona di Kreuzberg fatta di ampi viali alberati e intatti edifici di fine secolo. Da più di trenta stagioni il calendario più ricco e variegato è il suo, con una democratica alternanza di grandi stelle e nuovi talenti locali. Si suona tre volte alla settimana: sabato, domenica, mercoledì. In questo ultimo giorno non va però sottovalutata anche la serata a ingresso gratuito del Club Jazz B-flat, un locale che, dal 1995, propone ogni sera concerti dal vivo. Si spazia dall’acid jazz allo swing, dal modern jazz alle sonorità latine.

TANGO, BURLESQUE E DANZA DEL VENTRE
Se c’è un capitolo in cui la variegata ricchezza della notte berlinese emerge in tutta la sua potenza, è quello delle serate a tema. Vintage, trash, all’ultimo grido. Se è l’alternative music quello che si vuole, l’indirizzo è SO36: quest’antro oscuro dietro un tranquillo portone di Kreuzberg è da sempre il cuore punk di Berlino. Imperdibile l’appuntamento mensile con Gayhane, party con danze del ventre e pop turco. Negli ex uffici della compagnia aerea di bandiera ceca il CSA è il bar da fine settimana per chi vuole scendere dalla giostra. Niente house né party ma, tra luci soffuse, marmi stalinisti e un soffitto in legno Anni 50, si godono con un sottofondo lounge divanetti in pelle e tavolini con posacenere rotante incorporato che esaltano le ultimissime tendenze del design. L’universitario o giovane professionista che vuole stabilirsi in città punti alle serate Erasmus del Neue Odessa, dove ballano gli studenti (e i cocktail sono low cost). Un classico le serate Anni 20 della Clärchen’s Ballhaus, in un cortile di Mitte dal 1913, con cena e valzer in costume. Ha invece le atmosfere di un saloon della Berlino Anni 30 la Ballhaus Berlin, piccolo viaggio nel tempo con tanto di vecchio telefono per agganciare il commensale del terzo tavolino a destra. Anche la serata romantica in due può essere vintage o di tendenza. All’Altdeutsches Ballhaus, un locale dove il tempo sembra aver frenato alla Belle Epoque, ci si può vestire eleganti e giocare al primo appuntamento in una delle sue frequenti serate tanghere. Al Club Chalet, invece, l’evento è semplicemente quello di riuscire a entrare. Tra gli ultimissimi indirizzi lanciati a Berlino, il suo poetico giardino nel centro di Kreuzberg – in una casa che ha 150 anni di storia – ha creato molte code. Per chi al romanticismo preferisce l’ironia e lo spirito festaiolo non c’è che La Vie en Rose. È una sorta di Moulin Rouge piazzato dentro l’aeroporto di Tempelhof. Qui il menu offre sexy acrobati, can-can sfrenati e drag queen (tra cui le star Rita Calypso e Joaquín La Habana), balletti esilaranti e un pizzico rinfrescante di erotismo. Per i cultori del burlesque e di Koko La Douce, incontrastata star tedesca del genere, è invece opportuno seguire i cartelloni di due teatri: il Wintergarten e l’Admiral Palast. Quest’ultimo venne aperto nel 1873 come una lussuosa spa cui nel 1911 furono aggiunti un caffè e, successivamente, una pista di pattinaggio. Göbbels lo volle centro ricreativo per gerarchi nazisti, e oggi è un punto fermo della vita culturale berlinese. Le serate burlesque però attualmente sono ovunque, basta consultare siti come teaserettes.de e lafetefatale.de.

CELESTE OSTALGIE
D’accordo, il burlesque ormai c’è anche nel villaggio vacanza. Se si cerca qualcosa di davvero berlinese, però, negli interstizi della notte trova ancora spazio e pubblico l’Ostalgie. Parliamo dello strisciante revival dell’Est, tanto lontano dalla capitale di oggi che ci si può perfino giocare. Ecco allora i giovani creativi che girano con le divise blu elettrico della gioventù comunista, mentre è cool fumare le f6, le Nazionali marxiste-leniniste nate a Dresda. O bere Vita-Cola, risposta della Turingia alla famigerata bibita (vai al sito). Ricompaiono gli scoppiettanti Schwalbe, motorini di Stato dalla Sassonia, e persino la Trabant, l’auto più brutta di sempre, sta tornando col navigatore e, forse, l’elettricità… L’Ostalgie ha la sua antenna, Radio Russkij Berlin – sui 92.7 FM –, tra marcette e rock russo. E la sua nightlife. Vedi gli appuntamenti bimensili di RussenDisko al Berlin’s Kaffee Burger, con tanto sound balcanico, country rock e punk. Il Café Sibylle è la foto vivente di un caffè Ddr Anni 60, con una mi miniesposizione su viale Karl-Marx-Allee e i suoi Palazzi dei Lavoratori. E per dormire c’è l’Ostel – Das DDR Hostel, il cui logo è un sol dell’avvenire. Un tuffo nel socialismo reale e nel suo design (il classico armadio a muro Karat, i tavolini multifunzione…). Al suo sito è collegato un "ost-blog" con molti eventi e show ostalgici in città.


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