Museo dei numeri a New York

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Un manuale di algebra non è esattamente il tipo di libro che la gente legge prima di addormentarsi. Ma c’è un lato intrigante delle discipline matematiche che gli amanti di quelle umanistiche ignorano, fantasioso e comprensibile. Per scoprirlo, però, si dovrà aspettare: i segreti della materia inopinabile per definizione verranno infatti rivelati non prima dell’anno prossimo al numero 11 della East 26th Street di New York dal MoMath, il primo museo d’America dedicato alla matematica. Per creare questa struttura di quasi 2mila metri quadrati gli States hanno investito 22 milioni di dollari (2 provenienti da Google e donazioni private). Ma, secondo l’ideatore Glen Whitney, ex manager finanziario, ne è valsa la pena.

Un manuale di algebra non è esattamente il tipo di libro che la gente legge prima di addormentarsi. Ma c’è un lato intrigante delle discipline matematiche che gli amanti di quelle umanistiche ignorano, fantasioso e comprensibile. Per scoprirlo, però, si dovrà aspettare: i segreti della materia inopinabile per definizione verranno infatti rivelati non prima dell’anno prossimo al numero 11 della East 26th Street di New York dal MoMath, il primo museo d’America dedicato alla matematica. Per creare questa struttura di quasi 2mila metri quadrati gli States hanno investito 22 milioni di dollari (2 provenienti da Google e donazioni private). Ma, secondo l’ideatore Glen Whitney, ex manager finanziario, ne è valsa la pena.

Approccio alternativo. Il museo nasce con l’ambizioso obiettivo di riconciliare con formule e teoremi tutti coloro che non li capiscono, li odiano o, semplicemente, li trovano noiosi. Inebriati da logica e geometria, secondo Whitney decine di migliaia di visitatori affollerranno il Museum of Mathematics di Manhattan, e torneranno a casa con l’idea che la matematica è divertente. "Se fermassi persone per strada e chiedessi loro di dare una definizione di questa materia – spiega – poche risponderebbero che è "bella". Io vorrei mettere in luce invece proprio questo: la sua bellezza". Una sfida che ha entusiasmato la comunità scientifica e attirato l’attenzione del New York Times e del New Yorker.

Resta ora da vedere, precisano le due testate, come reagiranno gli americani, poco avvezzi a un approccio "alternativo", tanto da aver costretto l’unico museo a tema prima di questo (il piccolo Goudreau, a Long Island) a chiudere nel 2006.

"La matematica? Fantasiosa". Da noi la situazione non è molto diversa: il festival della matematica di Roma è sopravvissuto tre anni, dal 2007 al 2009, "sebbene i presupposti per avviare la cosa in modo interessante ci fossero – spiega l’ex direttore scientifico Piergiorgio Odifreddi – : è stata un’occasione mancata. L’ennesima, in un Paese di letterati e filosofi e che ha in casa il Vaticano. La situazione è difficile da cambiare: la riforma Gelmini ha proposto per l’ennesima volta il latino allo scientifico, sacrificando le ore di matematica". Lo scienziato e saggista invidia i soldi che gli Usa hanno messo a disposizione del MoMath, progetto potenzialmente in grado di mettere in luce gli aspetti più affascinanti della materia: "Si dice che uno studente un giorno sia andato dal professore dichiarando: "Voglio fare l’artista, ho deciso di abbandonare la matematica". E che il professore gli abbia risposto: "Fai bene, non hai abbastanza creatività per lavorare coi numeri". Matematica e fantasia sono dunque due cose legate tra loro. Solo chi non le conosce può pensarla diversamente", spiega Odifreddi. Ma allora perché è così difficile far apprezzare algebra e geometria? "La matematica è un’arte – continua – ma la attitudini logico-deduttive che permettono di capirla si sviluppano tardi, a 13-14 anni. Per questo molti ricordano con disgusto il primo approccio col quaderno a quadretti".

"Scienza stimolante". "Basti pensare – aggiunge Wilma Di Palma, responsabile del Museo della Matematica del Comune di Roma – che anche in assenza di oggettive difficoltà cognitive, per alcuni questa materia può essere fonte di un disagio tale da determinare una vera e propria fobia. L’ansia da matematica provoca tensione, apprensione o paura. La diagnosi viene formulata con un questionario di valutazione standardizzato, la "Mathematics anxiety rating scale" (Mars). Io, ovviamente, trovo questa scienza divertente e stimolante. E’ la sola che permette di condividere con la comunità i propri risultati, democraticamente. Come diceva Georg Cantor, è una branca del sapere in cui c’è libertà: quella di credere a un’affermazione, non perché ce lo impongono, ma perché ne possiamo verificare la veridicità, dimostrandola".

Arte della sintesi, non scienza di serie B. "Una famosa frase di Einstein "Do not worry about your difficulties in mathematics. I can assure you mine are still greater" la dice lunga sui tanti modi che ci sono di fare divulgazione: – spiega Isabeau Birindelli, professore di Matematica presso l’universita di Roma La Sapienza – più si fa matematica più ci si addentra in strutture, teorie e definizioni complicate. E’ noiosa quella che invece di essere uno strumento di comprensione è un’elenco di formule arcane che non svelano nulla (e forse è questa la "non" matematica che si insegna a scuola). Le formule sono un’incredibile scorciatoia. Dire "Il marito della madre del fratello di mio padre" è molto più complicato che dire "mio nonno". I matematici cercano questo tipo di sintesi. Paul Halmos, nel saggio sull’American Scientist "Mathematics as a creative art", lo spiega bene". La studiosa precisa che in Italia la matematica è tuttavia ancora relegata al rango di disciplina intellettuale di serie B: "Nessuno si vanta di non aver letto "I promessi sposi" ma tantissimi ammettono con soddisfazione di non aver mai capito nulla di matematica. Il problema non è tanto di divulgazione ma di mentalità".

Eppur qualcosa si muove. Ci sono tante realtà in Italia che si occupano, istituzionalmente, di condividere con un pubblico di non addetti ai lavori il pensiero e i metodi della matematica antica e moderna, dal Giardino di Archimede, presso l’Università di Firenze, al Matureka, al Pennabilli e a tutte le iniziative organizzate nei singoli Dipartimenti di Matematica. A Roma esiste un Museo della matematica comunale, finora chiamato "I Racconti di Numeria" (la dea romana della matematica), aperto da oltre dieci anni: "Abbiamo migliaia di visitatori l’anno – spiega Vincenzo Vomero, direttore del sistema Musei Scientifici del Comune di Roma – molte scuole s’intende, ma anche adulti e tanti stranieri. Un’iniziativa, in particolare, ha riscosso successo: un pomeriggio al mese il museo ha offerto gratuitamente un "englih tea" con i grandi nomi del settore. Nei "Salotti di Numeria" si parlava e si discuteva di matematica con grande passione".

Matematica per tutti. Da 13 anni in Italia Michele Emmer, docente di matematica alla Sapienza ed esperto di cinema scientifico, arte e scienza, organizza un convegno dal titolo "Matematica e cultura", uno dei maggiori eventi internazionali di divulgazione, in cui vengono presentati libri, film, commedie teatrali, musiche e ricerche tra matematica e moda, architettura, cucina, fumetti, arte e medicina; altra iniziativa interessante è il sito ufficiale della SIMAI – Società Italiana Matematica Applicata e Industriale , in cui vengono presentate mensilmente, in modo allegro e creativo, le ultime novità nel campo della matematica. Comprensibili a tutti.

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