Musei in festa

Luoghi noiosi e austeri? Tutto il contrario. Da New York a Londra, da Montreal a Milano, i musei diventano teatro di divertimenti. Band dal vivo, balli, aperitivi. E persino scontri con pistole ad acqua.

E’ passato un secolo da quando Filippo Tommaso Marinetti invocava la distruzione di tutti i musei – «identici a cimiteri e dormitori pubblici» nonché simbolo del passato – e forse oggi il provocatore futurista rimarrebbe stupito nel vedere in che cosa si sono trasformati i suoi bersagli. Non più simboli di conservazione della cultura, ma veri e propri contenitori di eventi dove l’arte si sposa agli happening.

Luoghi noiosi e austeri? Tutto il contrario. Da New York a Londra, da Montreal a Milano, i musei diventano teatro di divertimenti. Band dal vivo, balli, aperitivi. E persino scontri con pistole ad acqua.

E’ passato un secolo da quando Filippo Tommaso Marinetti invocava la distruzione di tutti i musei – «identici a cimiteri e dormitori pubblici» nonché simbolo del passato – e forse oggi il provocatore futurista rimarrebbe stupito nel vedere in che cosa si sono trasformati i suoi bersagli. Non più simboli di conservazione della cultura, ma veri e propri contenitori di eventi dove l’arte si sposa agli happening.

Come succede a Londra con Lates, appuntamento che una volta al mese apre il Museo della Scienza solo agli adulti: happy hour a base di cocktail e intrattenimento scientifico. Prossimo appuntamento: il 26 agosto. Tema: la medicina legale. Stessa ricetta il giovedì all’Academy of Science di San Francisco. Mentre i bimbi che vorranno rivivere le avventure di Ben Stiller in Una notte al museo si armeranno di sacco a pelo per dormire tra scheletri di dinosauro al Museo della Scienza di Milano o all’American Museum of Natural History di New York. Nella stessa metropoli, ogni giovedì fino a settembre: cocktail party e concerti nell’Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden del MoMa. Rito dell’aperitivo anche al Guggenheim con le serate Art After Dark: First Fridays. Altre istituzioni hanno seguito l’esempio. Al Museo d’Arte Contemporanea di Montreal ogni primo venerdì del mese: band dal vivo con la rassegna Vendredi Nocturne Series.

Al Centre for Fine Artes di Bruxelles sono attesi per settembre Keith Jarrett e Diana Krall. In Italia invece si preferisce la musica elettronica: alla Triennale di Milano un calendario di dj-set accompagna la mostra Woodstock – The After Party. Si sono già esibiti Boosta, Bertallot e Andy dei Bluvertigo. E chi l’ha detto che in un museo non si può tornare bambini? Al Palais De Tokyo di Parigi, i giovedì estivi partite di scacchi giganti e battaglie con pistole ad acqua.

Fonte: www.corriere.it

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