Musei da … assaporare

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Dal Parmigiano al wurstel, dalle spezie al cioccolato: visita ai siti tematici dedicati alla storia e alla "cultura" dell’alimentazione. In Italia e in Europa.

Dal Parmigiano al wurstel, dalle spezie al cioccolato: visita ai siti tematici dedicati alla storia e alla "cultura" dell’alimentazione. In Italia e in Europa.

Se anche la gastronomia è un’arte perchè non dedicare al mondo dei sapori un museo? Si un vero e proprio spazio espositivo con tanto di biglietteria, bookshop, teche e opere in mostra, accompagnate da didascalie in più lingue. Musei insoliti, che si trovano un po’ in tutta Europa a raccontare questo legame un po’ speciale che ci lega con l’arte culinaria e che illustrano la storia dei cibi più amati dagli abitanti del Vecchio Continente.
 
Ne abbiamo scelti dieci tra i più interessanti, da visitare in un saporito weekend "all season", pronti a utilizzare tutti i cinque sensi per scoprire i piaceri di questa originale forma d’arte, dalle origini antiche ma sempre contemporanea.

In provincia di Parma i Musei del Cibo sono addirittura quattro. A Soragna c’è il Museo del Parmigiano Reggiano, il più classico tra i formaggi italiani.  All’interno di un vecchio caseificio sono raccolti  gli oggetti utilizzati dall’Ottocento in poi per trasformare il latte in questo pregiato prodotto caseario. Un’altra sezione del museo illustra le tecniche di stagionatura e di conservazione, l’impiego gastronomico del prodotto e la  storia del Reggiano.

A Collecchio, in un’antica fabbrica di conserve, si incontra il Museo del Pomodoro con macchinari  d’epoca e pannelli informativi che ripercorrono le vicende storiche del pomodoro e illustrano le tecniche di coltivazione e di lavorazione  di questo importante prodotto agricolo, alla base di alcuni dei più tipici piatti italiani.

A Langhirano ha sede il Museo del Prosciutto di Parma che propone un singolare percorso per immagini che permette di ricostruire il processo di produzione, dal suino al prodotto finale, del re dei salumi emiliani. Con tanto di degustazione finale.

Le cantine del settecentesco castello di Felino accolgono, infine, il

Museo del Salame di Felino, dove si scopre come nasce il principe dei salami parmensi, partendo dalla qualità delle materie prime fino alle abilità delle mani che continuano a lavorarlo.
 
Il Museo delle Paste Alimentari di Roma è purtroppo ancora in fase di restauro ma, assicurano, riaprirà nei prossimi mesi.
 
Gli amanti delle patate fritte – e sono tanti – non devono assolutamente perdersi il Museo delle patate fritte nella splendida città belga di Bruges. Qui si racconta  la storia del tubero, dalle antiche origini fino alle prime fritture dorate,  e sono esposti i  macchinari utilizzati per la semina,  coltivazione, raccolta, pulizia e lavorazione delle patate. Una sezione più artistica mette in luce il ruolo della patata nell’arte figurativa, nella musica e nei film mentre nel ristorante del museo si assaggiano patate fritte preparate in tutte le maniere possibili.

Berlino è sede dell’insolito Museo del Currywurst dedicato a uno dei piatti più semplici e saporiti della capitale tedesca: il currywurstel. Si tratta di una salsiccia ricoperta di salsa al curry, tradizionalmente accompagnata da patate fritte e rosso ketchup. Oltre a servire gli originali currywurst il museo racconta, tramite installazioni interattive, video e fotografie, la nascita di questo alimento, la sua evoluzione e le modalità di preparazione. Non mancano i souvenir a forma di currywurst.

Amburgo è invece sede del Museo delle Spezie dove sono esposte una cinquantina di spezie provenienti dai cinque continenti, dal pepe alla noce moscata, dall’anice ai chiodi di garofano e alla cannella. Oltre novecento tra macchinari, attrezzi e oggetti, dal Cinquecento ai giorni nostri, illustrano l’affascinante mondo della lavorazione delle spezie, esotiche e non, soffermandosi anche sui metodi di coltivazione delle stesse. Il biglietto d’ingresso comprende assaggi speziati e una bustina di pepe.
 
L’edificio chiamato Waaggebouw, vicino al mercato del formaggio della cittadina di Alkmaar ospita il Museo Olandese del Formaggio che espone vecchi utensili e strumenti utilizzati nel corso dei secoli per la produzione dei latticini. Fotografie e video presentano  la vita nelle campagne dei Paesi Bassi, i costumi indossati dalle donne, la produzione e il commercio del formaggio. I bambini sono invitati a partecipare a una divertente caccia al tesoro  e tutti possono assaggiare i formaggi locali.
 
Video, schermi tattili e pannelli informativi, con tanti giochi golosi per i più piccoli, attendono i visitatori del Museo delle Caramelle Haribo nella cittadina francese di Uzès. Un vero e proprio paradiso dei dolciumi a base di zucchero che illustra divertendo la nascita delle caramelle, dalle prime miscele zuccherine fino al confezionamento.

Non poteva che trovarsi in Svizzera uno dei principali Musei del Cioccolato, aperto presso gli stabilimenti dell’Alprose di Caslano, nei pressi di Lugano. Presenta la storia del cacao e offre l’opportunità di osservare le varie fasi di lavorazione del cioccolato: dalla liquefazione del cacao fino alla creazione delle tradizionali tavolette. Alla fine della visita si assaggiano i vari tipi di cioccolato, mentre i bambini più curiosi  possono partecipare al laboratorio che insegna loro a creare la personale tavoletta di cioccolato.

E per digerire i dieci musei dedicati al cibo eccone altri due superalcolici. Un edificio modernista nella cittadina spagnola di Sitges, nei pressi di Barcellona, è sede di Casa Bacardi, il museo del rum che racconta la storia della famiglia – originaria proprio di Sitges – che ha legato il proprio nome a questo famoso superalcolico. L’esposizione illustra le diverse fasi di produzione del rum e termina con una sezione dedicata alla preparazione dei diversi cocktail. 

In Lituania, nella città di Kaunas, si parla invece di insoliti amari. La distilleria oggi nota col nome di Stumbras produce da secoli il celebre amaro "999" il cui nome nasce dalla visione pagana del mondo e dalla suddivisione di questo nelle tre sfere mitologiche degli inferi, della terra e del cielo. La composizione dell’amaro è, infatti, una miscela di questi tre elementi e per ognuno di essi sono stati selezionati 9 radici (inferi), 9 scorze e erbe (terra), 9 foglie, germogli e frutti (cielo). Qui si visita  il Museo Stumbras che illustra l’utilizzo e la cultura dell’alcol in Lituania, presenta la storia della distilleria, espone un’ampia collezione di oggetti utilizzati dall’azienda e mostra la preparazione e l’imbottigliamento dei diversi prodotti Stumbras. Vodka inclusa.

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