Mostre e Fiere a Londra

Condividi questo articolo su :

Un panciuto pullman rosso attraversa la città e conduce i viaggiatori della domenica mattina verso una Londra insolita. Si trova all’estremità orientale, in quell’East End che la storia ha spesso lasciato nell’ombra, primo approdo degli immigranti al seguito dei signori di ritorno nella madrepatria o di quelli partoriti dal ventre delle navi di spezie e di tè che attraversavano i mari e risalivano il Tamigi.

Un panciuto pullman rosso attraversa la città e conduce i viaggiatori della domenica mattina verso una Londra insolita. Si trova all’estremità orientale, in quell’East End che la storia ha spesso lasciato nell’ombra, primo approdo degli immigranti al seguito dei signori di ritorno nella madrepatria o di quelli partoriti dal ventre delle navi di spezie e di tè che attraversavano i mari e risalivano il Tamigi.

Forte e tenace, l’East End lavorò duramente dopo il Great Fire che distrusse la città nel 1666, fabbricando i mattoni per la ricostruzione di edifici, residenze e chiese. Ma neppure ciò servì a risanare la reputazione, aggravata dalla presenza di distillerie di birra, dalle maleodoranti concerie e dalla fama di Jack lo Squartatore che si aggirava proprio da queste parti. Snobbato in passato, l’East End ora invece è diventato famoso per gli atéliers dei giovani creativi e per i mercatini settimanali, dove capita anche di scorgere volti noti.

Ogni domenica mattina l’appuntamento è in Colombia road dove tra due file di case in mattoni color della terra si svolge il popolarissimo flower market, il mercato dei fiori. Con il sole o con la pioggia, le bancarelle sono un trionfo di colori che rimbalzano tra i vasi, dove la bellezza di piante e fiori viene decantata ad alta voce dai venditori che richiamano i passanti invitandoli a non perdere l’occasione di un’offerta speciale. Romantiche donne inglesi e panciuti signori con il berretto camminano recando in braccio un mazzo avvolto in un semplice foglio di carta, o portando borse da spesa (rigorosamente di juta, perché a Londra impazza il biologico) cariche di piante che finiranno ad abbellire un giardinetto.

L’amore per i fiori e per le piante si coglie non solo al mercato di Columbia, ma anche per le strade e nei parchi. Una piacevole passeggiata di una decina di minuti dalla stazione della metropolitana di Sloane Square porta al giardino botanico più antico di Londra, il Chelsea Physic Garden. Racchiuso tra alte mura a ridosso del Tamigi, venne istituito nel 1673 come centro di studio per piante medicinali e fu aperto al pubblico solo alla fine del Novecento. Da allora è meta di decine di migliaia di visitatori che arrivano da tutto il mondo per ascoltare i racconti sulle straordinarie proprietà medicinali delle specie coltivate o esposte nel giardino.
Le belle giornate di autunno permettono ancora di godersi i Parchi Reali, rilassandosi sulle sdraio a strisce bianche e verdi oppure sorseggiando un afternoon tea al Serpentine Bar sulle sponde dell’omonimo laghetto di Hyde Park, o sulla terrazza dell’Inn the Park, sul tappeto erboso del parco di St. James’s di fronte all’isolotto di Duck Island aspettando le 14.30, l’ora del pasto dei pellicani indisturbati abitanti del più antico parco londinese. St. James’s, che unisce Buckingham Palace a Whitehall ed è teatro a giorni alterni delle parate delle Guardie Reali a cavallo, venne ricavato da un terreno acquitrinoso trasformato in riserva di caccia da Enrico VIII. Il controverso sovrano quest’anno è protagonista di una serie di eventi legati al quinto centenario della sua ascesa al trono, nel 1509.

Iniziative a Londra (la British Library dedica una mostra alla figura di Enrico VII uomo e sovrano, con l’obiettivo di superare gli stereotipi legati al monarca) e nella residenza reale di Hampton Court, nel sobborgo di Richmond, conosciuto come l’Arcadia londinese e celebre per i parchi e per le straordinarie distese di verde a ridosso del Tamigi. Tra chi ha scelto questo angolo di Inghilterra c’è anche Francesco Boglione, gentleman gardener un po’ per caso da quando nel 2002 con sua moglie decise di acquistare le serre confinanti con la loro proprietà. Quelle serre oggi sono diventate le Petersham Nurseries (www.petershamnurseries.com , Petersham Road, tel. 0208 605 3627, anche con caffetteria e ristorante), frequentato punto di ritrovo per appassionati di piante e fiori a caccia di begonie, dalie, ortensie, piante aromatiche e grasse, ma anche di libri, attrezzi per giardino, tavoli, sedie mobili e a qualche rimando alla passione di Francesco per i viaggi. Vasi e oggetti sono in vendita sotto una delle serre, in parte adibita a originale sala da tè che continua fuori, con le immancabili fette di torta e le insalate biologiche servite da camerieri con il grembiulone verde da giardiniere a signore che sembrano sedute nell’orto di casa e che chiacchierano salutandosi amabilmente da un tavolo all’altro.

Non sarà certo un caso se per arrivare a Richmond dal centro di Londra si debba prendere la District Line, la linea della metropolitana di colore verde. E’ questo il colore che domina durante tutto il percorso, verdi i prati, verdi i balconi, verdi le aiuole. Verdissime le fronde che sporgono dal muro di cinta dei vasti Royal Botanic Gardens di Kew (www.kew.org ), due secoli e mezzo di vita nel 2009 e una serie di eventi per festeggiarli. Meritano una giornata intera di visita, ma se il tempo stringe bisogna almeno andare a curiosare nella Palm House, con le collezioni più importanti del giardino, o nel Rose Garden, proprio alle spalle, ristrutturato quest’anno e risistemato in base ai disegni originali del 1848.
La storia della lunga tradizione britannica per il giardinaggio viene raccontata nel piccolo ma gradevole Garden Museum (www.gardenmuseum.org.uk , tel. 020.74018865, tutti i giorni dalle 10.30 alle 17) da poco riaperto a Londra nelle sale della chiesa di St. Mary a Lambeth, dove vennero rinvenute le tombe dei due più famosi cacciatori di specie arboree, John Tradescant il Vecchio e John Tradescant il Giovane, entrambi giardinieri reali, viaggiatori e ricercatori di piante esotiche. Documenti e oggetti raccontano 400 anni di giardinaggio e ripercorrono le vicende dei giardinieri e dei gentlemen gardeners, gli aristocratici appassionati di giardinaggio. Quando la passione del verde dilagò, infatti, anche i signori si decisero a scendere dai saloni e a camminare tra la terra dissodata delle proprie tenute. Prima con un sopracciglio alzato, calzando stivali di pelle e poggiandosi a bastoni dal manico intagliato per distinguersi dai giardinieri loro dipendenti, poi con maggiore convinzione e sempre più crescente interesse. La passione divenne moda e la moda un patrimonio inestimabile di conoscenza che ancora oggi, dopo secoli, continua a caratterizzare lo spirito britannico.

Dai colori delle piante a quelli delle sculture di Anish Kapoor, indiano di nascita ma londinese di adozione, direttore artistico del Brighton Festival nel 2009 e vincitore del premio Turner. Le sue opere multicolori aprono l’autunno dell’arte contemporanea a Londra con una esposizione nelle Main Galleries della Royal Academy (www.royalacademy.org.uk , fino all’11 dicembre), che per la prima volta dedica una mostra a un artista vivente. Cera su rotaie, sparsa sui pavimenti della sala espositiva per i quali si muove Svayambh (che in sanscrito significa auto generata), cera rossa sparata a intervalli regolari da un cannone puntato verso un angolo. L’arte contemporanea è protagonista anche della fiera più importante del settore, giunta alla settima edizione: Frieze Art Fair (www.friezeartfair.com , dal 15 al 18 ottobre a Regent’s Park) raduna oltre 150 gallerie d’arte contemporanea di 30 paesi del mondo per un totale di oltre 1000 opere di artisti noti o emergenti. Per poter apprezzare meglio i lavori esposti, professionisti dell’arte accompagnano le visite in itinerari guidati durante tutta la durata dell’evento.

Fonte: www.lastampa.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: