Mosca e San Pietroburgo. Due capitali di cui innamorarsi

I colori dell’una o l’eleganza dell’altra, le guglie di San Basilio e il Bolshoi da una parte, i grandi palazzi imperiali dall’altra. Facile restare ammaliati dalle metropoli russe. Che non sono poi così distanti

Mosca incanta per i suoi colori accesi, le sue geometrie. San Pietroburgo invece ha fascino, è estremamente elegante e romantica. L’una distante appena 650 km dall’altra, circa quattro ore di treno. Quindi, perché non visitarle entrambe?

Mosca stimola tutti i 5 sensi: è arte, cultura e balletti. Potrete passare da una ballerina che volteggia leggera sul palco del Bolshoi all’esperienza suggestiva delle caleidoscopiche cupole della cattedrale di San Basilio, dal totale relax tra i vapori dei bagni Sanduny allo stupore nel vedere opere di Chagall, Kandinsky e Malevich al MMOMA per poi finire con uno shot di vodka nella città che non dorme mai. E San Pietroburgo? Prospettiva Nevskij e la Chiesa del Sangue Versato, l’incisivo verde acqua che contraddistingue l’Hermitage, il celeste acceso di Peterhof, una delle più affascinanti residenze imperiali eretta per eguagliare lo splendore di Versailles e poi l’immensa piazza del Palazzo d’Inverno. Ma partiamo dal primo giorno e percorriamo insieme l’itinerario.

Arrivate a San Pietroburgo e perdetevi tra le vie pedonali del centro. Che sia giorno o sera, ha sempre il suo fascino: con la luce del sole potete ammirare i colori e la perfezione dei palazzi, al crepuscolo la città si fa magica. La visita non può che cominciare dal centro culturale, storico e politico della città: piazza del Palazzo dove si affaccia maestoso il Palazzo d’Inverno, scenario di eventi sanguinosi come la Rivoluzione d’Ottobre del 1917. E lì, dove si udivano urla di disperazione, ora si ascoltano melodie di manifestazioni musicali e teatrali organizzate durante l’estate e non solo. Al centro della piazza, il più grande monolite del mondo eretto senza supporti: la colonna di Alessandro. In granito rosa è alta quasi 48 metri e pesa appena 600 tonnellate. Il Palazzo ospita l’Hermitage e con i suoi 8mila mq si estende lungo il fiume Neva per ben 230 metri. La facciata principale è opera dell’italiano Bartolomeo Francesco Rastrelli costruita durante la seconda metà del ‘700. Ma al suo interno affascina la scalinata di Giordania del XVIII secolo realizzata sempre dai Rastrelli. Proprio di fronte all’Hermitage, dall’altra parte della piazza, si trova maestoso il Palazzo dello stato maggiore dove è possibile ammirare opere di Matisse (la più grande collezione di quadri fuori dalla Francia), Cezanne, Picasso, Monet, Degas, Sisley, Van Gogh, Gauguin e tanti altri. Un doppio arco di Trionfo, eretto nel 1830 per celebrare la vittoria su Napoleone, congiunge il Palazzo alla sede del Ministero degli Esteri. È interessante notare come nella piazza riecheggino spesso nomi di architetti italiani. Oltre ai Rastrelli, infatti, anche il napoletano Carlo Rossi che ha progettato sia l’arco che il Ministero.

Mosca e San Pietroburgo. Due capitali di cui innamorarsi

Mosca. Via Nikolskaya (foto Sara Stefanini)

Spostandoci un po’ visitiamo la Moschea costruita nei primi del Novecento e la Cattedrale di Sant’Isacco, tra l’omonima piazza e quella dei Decabristi. È uno dei monumenti più interessanti dell’arte russa, la seconda chiesa ortodossa orientale più alta, dopo la cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e con una cupola tra le più grandi al mondo.  Last but not least: la Chiesa del sangue versato. Non lontano dalla Prospettiva Nevskij, affollata di negozi e ristoranti oltre che di palazzi storici, sorge la chiesa eretta sul luogo dove venne ucciso lo zar Alessandro II di Russia, vittima di un attentato avvenuto il 13 marzo 1881. Qui si nota una forte influenza dell’architettura russa medievale, delle chiese del XVII secolo di Jaroslavl’ e della famosissima cattedrale di San Basilio di Mosca. È ricoperta di oltre 7mila metri quadri di mosaico, una delle superfici maggiori al mondo, più della basilica di San Marco a Venezia. Per una cena con vista panoramica sulla città consigliamo Azimut Sky Bar, all’ultimo piano dell’omonimo hotel.

Il secondo giorno dedicatelo alle residenze imperiali un po’ fuori dalla città. Il Palazzo di Caterina era la residenza estiva degli zar e si trova a 25 km dalla città, nella località di Puskin. In stile rococò e voluto dall’imperatrice russa Caterina I, è stato pesantemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e tuttora si trova in fase di recupero. Turchese e bianco con inserti dorati: si presenta così la facciata progettata da Rastrelli. Ma la parte più famosa è di sicuro la Camera d’Ambra, rivestita quasi interamente di preziosa resina fossile. Altra tappa obbligatoria è Peterhof, che si affaccia sul Golfo di Finlandia. Voluta dallo Zar Pietro il Grande per eguagliare Versailles è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Il complesso è stato la residenza degli zar fino alla Rivoluzione del 1917. Spiccano i giardini con le meravigliose fontane, giochi d’acqua e statue immerse nel verde. Si può arrivare al sito via mare, con l’Hydrofoil – un’imbarcazione veloce che si prende nel porto di fronte all’Ermitage e che ci mette circa 30 minuti ad arrivare – o via terra con metro e bus. Una volta tornati in città, rilassatevi con un balletto o un’opera al teatro Mariinskij eretto nel 1859. Il teatro si contraddistingue per essere stato il luogo in cui le più importanti opere musicali russe hanno visto il proprio debutto tra cui le più importanti opere di Tchaikovsky: “La dama di picche” nel 1890, “La bella addormentata”, “Lo schiaccianoci “e “Il lago dei cigni”. Anche l’opera “La forza del destino” di Giuseppe Verdi è stata rappresentata qui in prima assoluta il 10 novembre 1862.

È un nuovo giorno, ma prima di lasciare San Pietroburgo visitate la Fortezza dei Santi Pietro e Paolo, raffigurata sulla banconota da 50 rubli, dove sono conservate le tombe dei Romanov. La cittadella è stata commissionata da Pietro il Grande all’architetto Domenico Trezzini durante la Grande guerra del Nord (1700-1721). Si trova sull’isola delle Lepri, lungo il fiume Neva. Dopodiché, è la volta di Mosca. Per arrivare in quattro ore prendete il treno veloce Sapsan – moderno, come il nostro Frecciarossa – o il più economico Nevsky express, dall’aspetto molto vintage e nostalgico. È soprannominata la città che non dorme mai, quindi una volta arrivati e dopo aver ammirato lo splendido tramonto sul Floating bridge del parco Zaryadye dietro la piazza Rossa, scegliete uno dei club o caffè nella zona di Arbat. Ma prima prenotate un tavolo per una cena tradizionale al Caffè Pushkin. E quando tutto finisce e il sole comincia a sorgere – specie durante il periodo delle notti bianche – il popolo della notte può far tesoro della suggestiva vista dei raggi che svegliano le colorate cupole della Cattedrale di San Basilio.

L’indomani mattina recatevi subito alla piazza Rossa passando per via Nikolskaya, strada molto suggestiva soprattutto di sera per le sue luminarie. Una volta entrati nella piazza si vive un’esperienza molto emozionante guardandosi intorno: dall’imponente Cremlino, simbolo del potere politico in Russia, alla caleidoscopica Cattedrale di San Basilio, dal Mausoleo di Lenin in granito al sontuoso edificio in mattoni rossi del Museo storico di Stato e alla particolare facciata del centro commerciale extra lusso GUM. Visti singolarmente sono già di per sé maestosi, ma tutti insieme lasciano veramente senza parole. E poi di sera, le illuminazioni rendono il tutto ancora più magico. Al crepuscolo salite sul battello e fatevi un bel giro lungo la Moscova. E per girare la città non fatevi mancare la famosissima metropolitana russa. È una delle più belle al mondo, nonché un pezzo di storia e un museo d’arte. I lavori sono iniziati per volere di Stalin negli anni Trenta ma continuano ancora oggi. La sera passatela al teatro Bolshoi e poi andate a bere in posti come il White Rabbit, un ristorante gourmet che fa anche ottimi cocktail.

È l’ultimo giorno nella città e prima di fare gli ultimi acquisti e rivedere per l’ultima volta ciò che più vi ha appassionato, non mancate la visita al museo di belle arti di Puskin nel quale potrete ammirare celebri opere di impressionisti come Degas, Manet, Renoir, Pissarro e postimpressionisti come Van Gogh, Cezanne, Gauguin, Matisse. E poi ancora artisti come Miró, Kandinsky e Chagall. Una vera perla per gli amanti dell’arte. Se avete tempo recatevi al convento Novodevichy, ancora in attività. Fondato nel 1524, qui si ritiravano più o meno volontariamente le nobildonne. Si narra che fosse una delle mete invernali preferite da Tolstoy che viveva nei paraggi e amava pattinare sul ghiaccio del laghetto fuori le mura del convento. Dall’altra parte della città si estende il parco Gorky e con le sue fontane, campi da gioco, opere d’arte e caffè è diventata una delle attrazioni più trendy. Se poi avete più tempo per rilassarvi allora fatevi fare una banya, un massaggio con i rami di betulla per tonificarvi e purificarvi ai Bagni Sanduny.

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