Milano – Parte il WiFi gratuito

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Giovedì 13 febbraio l’Anagrafe. Entro fine marzo il primo gruppo di reti wireless federate. Milano ha scelto il suo modello di Wi-fi. Oggi, l’Atm presenterà al sindaco Letizia Moratti il piano concordato con la direzione generale del Comune e in particolare con Christian Malangone. Il piano metterà insieme diverse reti: quella dell’Atm, del Sistema controllo traffico e territorio Sctt, di Campus 2, e in un prossimo futuro anche Metroweb con cui il Comune sta rivedendo gli accordi per l’utilizzo della fibra. Quindi, un sistema modulare, destinato ad ampliarsi nel tempo. Soprattutto ai privati che potranno mettere a disposizione della comunità il loro «pezzo» di rete .

Giovedì 13 febbraio l’Anagrafe. Entro fine marzo il primo gruppo di reti wireless federate. Milano ha scelto il suo modello di Wi-fi. Oggi, l’Atm presenterà al sindaco Letizia Moratti il piano concordato con la direzione generale del Comune e in particolare con Christian Malangone. Il piano metterà insieme diverse reti: quella dell’Atm, del Sistema controllo traffico e territorio Sctt, di Campus 2, e in un prossimo futuro anche Metroweb con cui il Comune sta rivedendo gli accordi per l’utilizzo della fibra. Quindi, un sistema modulare, destinato ad ampliarsi nel tempo. Soprattutto ai privati che potranno mettere a disposizione della comunità il loro «pezzo» di rete .

Sei mesi di sperimentazione. Si parte con la zona centrale che va dal Castello arriva a piazza Duomo, passa per la Galleria arriva a piazza della Scala, devia per corso Vittorio Emanuele e arriva a piazza San Babila. Chiunque dotato di laptop, di smartphone o ipad e si ritroverà a passeggiare in quest’area potrà collegarsi a Internet. Gratuitamente. Con due vincoli: la banda non consentirà più di 2.500 connessioni contemporanee e la navigazione non potrà durare più di un’ora. A meno che uno non si colleghi a siti istituzionali: Comune, Provincia, Regione, Polizia, Carabinieri e via dicendo. In questo caso, la connessione è illimitata. Successivamente si lavorerà sul Wi-fi e si aggiungeranno le aree coperte dalla rete Sctt: San Siro, il parco di villa Scheibler, l’area dei Navigli. Contemporaneamente si procederà alla realizzazione del Wi-fi indoor: dell’Anagrafe si è detto. Ma il Wi-fi è presente anche al Museo del Novecento e in tre biblioteche comunali. Il progetto è ambiziosissimo: collegare i 220 edifici comunali e le 480 scuole della città che dovrebbero essere cablate entro autunno.

A gestire l’operazione sarà Atm. Che realizzerà un Network Operation Center nella sua sede di via Monte Rosa. Tra le altre cose il Noc avrà il compito di «identificare» gli utilizzatori del Wi-fi e soprattutto «detterà» le regole per l’accesso in rete perché la filosofia del Wi-fi «federale», ossia la possibilità di ampliare sempre di più i punti di accesso con pezzi di reti differenti, richiede una serie di accorgimenti: non solo quelli che riguardano la compatibilità delle diverse piattaforme ma anche l’esigenza che se uno si muove in città con il device in mano non deve essere costretto a interrompere e riaprire la propria sessione di lavoro se finisce sotto una copertura wireless differente.

L’accesso al sistema avverrà attraverso un portale di accoglienza multilingua (Captive portal) in grado di adattarsi ai diversi dispositivi utilizzati per la connessione. Dal portale ci si potrà autenticare per entrare in rete o registrarsi per ottenere l’accesso la password arriverà con un sms sul cellulare. Dal portale si potrà accedere ai servizi istituzionali quelli a cui ci si potrà connettere giorno e notte, ma l’amministrazione vuole ampliare l’offerta e quindi chiede ai privati di attivarsi per sfruttare al massimo la potenzialità della banda larga. Ad esempio con la sperimentazione del Face Time, la tecnologia di Apple che permette le videochiamate. Servizi innovativi di infomobilità Infotraffico, Infoparcheggi, Mobilità alternativa o legati al turismo con la possibilità di poter costruire una guida turistica interattiva con guide video/audio che accompagnano il turista in giro per la città. O, ancora: servizi georeferenziati, in grado di informare l’utente di tutti i punti di interesse presenti in zona si pensi alle associazioni di via o di quartiere che potrebbero decidere di «unirsi» alla rete comunale per pubblicizzare servizi ed esercizi commerciali della zona. Infine – perché no? – anche la possibilità di giocare in rete, permettendo alle consolle più note di connettersi al Web.

Potenzialità enormi. Basate sul presupposto di aggiungere «rete» a «rete», «isola» a «isola», dove ognuno è responsabile del funzionamento e della manutenzione della propria porzione di infrastrutture. Modello che potrebbe permettere al Comune di abbattere enormemente i costi. Lo stanziamento previsto è di 250mila euro. E dovrebbe essere sufficiente a portare a termine la prima fase della sperimentazione.

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