Meraviglie da bere e da guardare: perché questa provincia della Spagna è il posto da visitare adesso

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Vini pregiati e cantine disegnate da archistar: è la Rioja, meta perfetta per un viaggio autunnale.

Una piccola regione che ha molto da offrire, soprattutto agli appassionati di vino. La Rioja è circondata dalle montagne del nord della Spagna e il suo clima, perennemente asciutto con forti escursioni termiche, garantisce produzioni pregiate e un itinerario caratterizzato da straordinarie architetture. Soprattutto nel periodo autunnale. La piccola Rioja si scopre in auto o in bicicletta (se non intendete comprare bottiglie) ma è possibile farlo anche in mongolfiera: immaginate di fluttuare leggeri mentre sotto di voi scorre un mare di colline variopinte.

Qualsiasi mezzo si voglia usare, si parte da Logroño, borgo strettamente legato al Cammino di Santiago, e si prosegue fino a San Millán de la Cogolla, che ospita i monasteri di Suso e Yuso, entrambi Patrimonio dell’Umanità Unesco e famosi perché proprio qui furono scritti i primi testi in lingua spagnola. A poca distanza, c’è un’altra meraviglia tutta da scoprire: Santo Domingo de la Calzada, famoso soprattutto per la cattedrale.

La Rioja ha un fascino discreto: conquista con un’apparente semplicità che invece cela un’importante e radicata offerta enogastronomica di qualità. Quello che però attira visitatori da tutto il mondo sono le bodegas, le cantine, dove trovare ottimo vino e architetture d’avanguardia.

Bodegas e archistar

La Bodega Marqués de Riscal a Elciego è stata una delle prime a essere fondate. Un’opera avveniristica nella valle dell’Ebro, che potrebbe arrivare direttamente dal Guggelheim di Bilbao. I volumi, non quantificabili dall’occhio umano, si sviluppano in una cascata di lamine di titanio dal colore cangiante che va dal vinaccia all’oro. La luce, invece, è la vera protagonista degli interni dove ci si può accomodare per una degustazione. Si narra che l’architetto Frank O. Ghery abbia accettato l’incarico solo dopo avere apprezzato un Riscal Gran Riserva dell’anno di nascita della cantina, il 1929.

La Bodega Ysios a Laguardia è forse la più celebre della zona. Il suo tetto richiama le montagne retrostanti della Sierra di Cantabria, anche se a me ricorda più i tentacoli di un polpo. Una struttura bella, bene integrata nel paesaggio ma un po’ respingente: il portone di legno pesante perennemente chiuso fa pensare più al caveau di una banca. Che poi Santiago Calatrava sia stato denunciato dalla proprietà perché il tetto lasciava filtrare l’acqua, è un’altra storia. Immersa com’è tra le vigne, però, è il luogo perfetto per godersi il foliage in tutte le sue sfumature.

Sempre a Laguardia, l’architetto Philippe Mazières ha progettato per la Compagnia Vinicola del Norte de Espana la Bodega Real. Tre imponenti edifici il principale dei quali rappresenta un enorme tino di cedro rosso per la macerazione delle uve.

Zaha Hadid è invece l’artefice della Tienda de Vinos – Bodega Lopez de Heredia, la più antica di Haro. L’elegante punto vendita e degustazione costituito da una grande struttura in vetro, ricorda un decanter e contiene l’originale stand in stile liberty con il quale la cantina partecipò all’esposizione Universale di Bruxelles nel 1910. A ricordare il passato, invece, ci sonno gli oltre 3000 mq di gallerie scavate nell’arenaria dove sono conservate 12.900 barrique realizzate artigianalmente.

L’architetto basco Inaki Aspiazu Iza ha, infine, firmato la Bodegas Baigorri a Samaniego. L’edificio, caratterizzato da linee minimal, si sviluppa su sette livelli con pareti di vetro che permettono di spaziare sul paesaggio circostante. Una cantina suggestiva che a prima vista, però, sembra tutto tranne che un’azienda vinicola.

La regione dei centomila vini

Una legge del 1905 disciplinava la protezione delle vigne a Logroño, ma già nel 1595 era proibita la circolazione di carri lungo strade interne della città per evitare che le forti vibrazioni rovinassero i vini custoditi nelle cantine. Un legame di antica data, quindi, quello tra la Rioja e il vino. Ma la vera svolta ci fu a fine ‘800, quando la fillossera mise in ginocchio la produzione vinicola in tutta Europa, e da Bordeaux arrivarono enologi francesi in cerca di zone non colpite: così furono importate varie pratiche, tra cui l’affinamento in rovere francese, che alzarono il livello qualitativo.

Nella regione chiamata “dai centomila vini”, proprio per la varietà di prodotto, si trovano vini bianchi, rosati e rossi, ma la zona è celebre soprattutto per questi ultimi che traggono ricchezza dall’invecchiamento in barrique. I lunghi tempi di maturazione in botte costituiscono un caso piuttosto particolare. Mentre nelle zone vinicole in altri Paesi la media suggerisce tempi compresi fra i due e i quattro anni, nella Rioja questi valori sono compresi fra i quattro e i dieci anni, ma è facile arrivare anche a venti. Vini importanti, quindi, che si assaporano meglio durante le fresche giornate autunnali, mentre il sole tinge di rosso i vigneti.

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