Mare di Calabria

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Capo Vaticano, con il suo mare turchese e le spiagge di sabbia bianca intervallate da scogli frastagliati. I vicoli di Tropea, dove si affacciano antichi palazzi nobiliari e piccole botteghe. La Costa degli Dei è un paradiso dove trovare angoli di natura ancora intatta, trattamenti all’avanguardia in spa raffinate. E una cucina capace di indurre in tentazione .

Capo Vaticano, con il suo mare turchese e le spiagge di sabbia bianca intervallate da scogli frastagliati. I vicoli di Tropea, dove si affacciano antichi palazzi nobiliari e piccole botteghe. La Costa degli Dei è un paradiso dove trovare angoli di natura ancora intatta, trattamenti all’avanguardia in spa raffinate. E una cucina capace di indurre in tentazione .

«Vedete quello scoglio in mezzo al mare? È il Mantineo, proprio di fronte alla punta di Capo Vaticano», racconta Salvatore mentre armeggia con il timone e le cime della barca a vela. «Qui ogni scoglio ha un nome, una storia». Un nome denso di suggestioni, nel caso di questa roccia, che sembra richiamare il verbo greco μαντεύω, "vaticinare, dare responsi sul futuro". Lo sapeva bene lo scrittore veneto Giuseppe Berto, tra i primi ad accorgersi della magia e della bellezza di questi luoghi, tanto da costruire proprio qui, poco distante dal faro di Capo Vaticano, la villa che divenne il suo rifugio. E che si può vedere, a picco sulla scogliera, arrivando dal mare.

LUNGO LA COSTA DEGLI DEI
Sì, perché uno dei modi migliori per scoprire questo tratto di costa della Calabria è proprio la barca, che permette di addentrarsi in grotte e approdare su spiaggette altrimenti inaccessibili. Come Praia ‘i focu, incastonata tra scogli a strapiombo, subito sotto il faro. Un fazzoletto di sabbia chiara circondato dal turchese dell’acqua, raggiungibile solo via mare. Navigando lungo la Costa degli Dei dal promontorio di Capo Vaticano nella direzione di Tropea si incontrano le tre baie di Grotticelle, lunghe parentesi di sabbia una di fila all’altra, intervallate da scogli frastagliati; si vedono Torre Marino, circondata dal piccolo borgo, e Torre Ruffa, che in passato servivano per avvistare e segnalare con grandi fuochi agli abitanti dell’entroterra le navi saracene. E ancora, costeggiando le falesie a strapiombo su un mare che vira in tutte le gradazioni dell’azzurro, si incrociano la spiaggetta di Santa Domenica e i resti del porto che i Romani avevano costruito a breve distanza da Tropea, chiamato Porto Ercole, in omaggio alla tradizione che vuole la città fondata dall’eroe del mito di ritorno dalla Spagna.
Ma è la Baia di Riaci con la sua spiaggia e la Grotta dello Scheletro – soprannominata così perché l’effetto della luce rende bianchissimo il corpo di chi si immerge in acqua – ad annunciare l’arrivo a Tropea.

TRA I VICOLI DI TROPEA
A un primo sguardo dalla barca, colpiscono le case del centro storico e i palazzi nobiliari del Settecento e dell’Ottocento,costruiti direttamente sulla roccia e arroccati sulla rupe a precipizio sul mare, con la lunga spiaggia sottostante. Prima di approdare, si circumnaviga la chiesa di Santa Maria dell’Isola: un convento benedettino di origini medievali che si erge su uno scoglio proteso verso il mare, ora legato alla terra da un lembo di spiaggia, ma un tempo interamente circondato dall’acqua. Tropea al suo interno è un intrecciarsi di vicoletti, dove si affacciano i portoni di antichi palazzi – talvolta diroccati e spesso affiancati dalla propria chiesetta, retaggio di antichi privilegi nobiliari – con bouganville di un fucsia intenso abbarbicate sugli stipiti e sui balconi in ferro battuto.

Tra la Cattedrale normanna e il belvedere, nelle viuzze e sul corso principale si trovano numerosi negozietti che vendono le specialità del luogo, prime fra tutte le cipolle rosse di Tropea e la ‘nduja di Spilinga, il tipico salame calabrese morbido e piccante, da gustare con la focaccia calda. Vale la pena anche fare scorta di peperoncini essiccati che fanno bella mostra di sé appesi a grappoli all’ingresso delle botteghe, o di capocollo e soppressata, altri salumi caratteristici della zona. L’importante è non lasciare questo posto senza avere prima assaggiato un piatto di fileja, la pasta di grano duro fatta a mano secondo la tradizione, condita con pomodoro e scaglie di pecorino del Poro.

BENESSERE IN RIVA AL MARE
Se decidete di trascorrere una vacanza o anche solo un weekend sulla Costa degli Dei, avete almeno tre buoni motivi – non necessariamente in questo ordine – per soggiornare al Capovaticano Resort Thalasso & Spa. Il primo è la lunga spiaggia di sabbia bianca lambita da un mare cristallino, dalla quale, al tramonto e nelle giornate senza foschia, lo sguardo si perde fino a Stromboli. Il secondo è la spa, dove concedersi, dopo una giornata di sole, il relax di un trattamento rigenerante. Il terzo, lo chef.

Situato nella Frazione San Nicolò del Comune di Ricadi (VV), il resort è dotato di una piscina dalla quale si gode una vista spettacolare sul mare. La spa, con ambienti dalle linee essenziali e nei toni naturali, offre una scelta di trattamenti vasta e adatta a tutte le esigenze. Si va dai peeling ai sali di Guérande mescolati con olii nutritivi, ideali per preparare la pelle all’abbronzatura, ai rituali di bellezza come il "Corpo di velluto" che associa allo scrub un impacco idratante all’ibisco, seguito da un massaggio lento e profondo atto a riarmonizzare il flusso di energie. La novità di quest’anno sono i trattamenti viso personalizzati Salin de Biosel (anti-age, lenitivo o defaticante) creati di volta in volta appositamente in base alle caratteristiche della singola persona. E ancora, massaggi per snellire, drenare i liquidi in eccesso e rendere la pelle più compatta.

Ma il consiglio, quando si viene qui, è di lasciare a casa le preoccupazioni per la linea e di approfittare della presenza di Dario Marco Bettoni, uno chef che ha alle spalle esperienze importanti (allievo di Claudio Tallarini, è stato lui a ideare la cucina fusion che ha reso famoso 10 Corso Como Caffè di Carla Sozzani) e dà il meglio di sé quando rielabora le ricette della tradizione locale con un tocco di creatività. Da provare, il dentice delle Eolie bruschettato con maionese di agrumi o il gambero rosso accompagnato da stracciata di bufala. Ma sarà la fileja con polpa di riccio, pomodoro pendolino e brusche di pecorino del Poro a conquistarvi definitivamente.

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