Malta: La Valletta

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Una città vivace, pulsante e sempre in fermento, baciata dal sole, colorata dai suoi raggi e coccolata da un dolce vento. Anche questo è La Valletta, la città-fortezza, detta anche “Città Umilissima”, “una città costruita dai gentiluomini per i gentiluomini”. La Valletta prende il nome dal suo fondatore, l’amato e rispettato Gran Maestro dell’Ordine di S. Giovanni, Jean Parisot de la Valette.

Una città vivace, pulsante e sempre in fermento, baciata dal sole, colorata dai suoi raggi e coccolata da un dolce vento. Anche questo è La Valletta, la città-fortezza, detta anche “Città Umilissima”, “una città costruita dai gentiluomini per i gentiluomini”. La Valletta prende il nome dal suo fondatore, l’amato e rispettato Gran Maestro dell’Ordine di S. Giovanni, Jean Parisot de la Valette.

Nonostante le sue dimensioni ridotte, è una città imponente e fortificata. Venne eretta sulle aspre rocce della penisola di Mount Sceberras, che si erge a picco sulle due insenature di Marsamxett e Grand Harbour. Edificata a partire dal 1566, La Valletta fu completata, con i suoi imponenti bastioni, le fortezze e la cattedrale, in un arco di tempo straordinariamente breve, in “appena” 15 anni. Le definizioni che sono state attribuite a questa città sono moltissime, tutte riferite alle ricchezze storiche del suo passato.

La Valletta è la città “moderna” costruita dai Cavalieri di S. Giovanni, ma è anche un capolavoro barocco. Passata, nell’ordine, sotto il controllo dei Fenici, dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani, dei Bizantini, degli Arabi, e infine dell’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni, è sicuramente una delle zone più ricche al mondo di valore storico. Il tutto a un’ora di volo dall’Italia.

Sotto il profilo artistico e religioso, il luogo di maggiore attrazione della città è la Co-Cattedrale di San Giovanni. Situata nell’omonima via, la chiesa venne costruita per volere dei cavalieri appena dopo il loro insediamento e, nel corso dei decenni, subì varie aggiunte: la sagrestia, l’oratorio e la loggia. In netto contrasto con la semplicità architettonica (una sola navata centrale con due navate laterali) colpisce l’elaborata decorazione sia pittorica che scultorea: le pareti, la volta e persino il pavimento sono un susseguirsi di colori e materiali differenti, che rispecchiano i vari stili dell’epoca in cui ogni modifica venne apportata.

La Valletta è una città tutto sommato a misura d’uomo, ma di giorno è estremamente caotica e ci si perde nei mercatini pieni di chincaglierie e tra il saliscendi dei suoi vicoli. Meglio non lasciarsi scoraggiare dalle pendenze, talvolta faticose, delle sue strade strette: ospitano alcuni dei più grandi capolavori artistici europei, tra cui antiche chiese e splendidi palazzi. Dunque, la fatica sarà debitamente premiata. Inoltre, piccole meraviglie sono nascoste dietro ogni angolo: statuette votive, nicchie, fontane e stemmi araldici sui parapetti.  Nelle anguste vie secondarie si trovano anche moltissimi piccoli negozi e caffè pittoreschi, mentre sulle strade principali de La Valletta sono dislocati i punti vendita dei grandi marchi internazionali della moda, della musica, della gioielleria e altro ancora.

La cucina maltese è un misto di popoli diversi, ma i suoi piatti tradizionali sono il pesce, il coniglio, la pasta e le zuppe. I piatti tradizionali sono le zuppe di pesce a brodetto, verdure miste, la ricotta, i ravioli con ripieno di ricotta. Tra i piatti a base di verdure "la kapunata", simili alla caponata siciliana, le frittelle di cavolfiore e le patate affogate ai semi di finocchio. Tutte specialità che si possono assaggiare da “Rubino”, ristorante tradizionale maltese nel cuore della città.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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