Madonna di Campiglio

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In una delle località sciistiche più glam d’Italia l’allarme pianeta in pericolo ha iniziato a suonare. Prima in sordina, poi sempre più forte. Lo si vede appena si arriva a Campiglio: niente più ingorghi nelle strade e odore di smog. Della quattro ruote si fa a meno. Per andare a sciare si parte da moderne telecabine, tutte vicino al centro del paese. Skibus gratuiti fanno tappa davanti a ogni albergo e, novità, l’Apt propone da dicembre a marzo transfert individuali dai principali aeroporti del Nord Italia al proprio hotel (tel.

In una delle località sciistiche più glam d’Italia l’allarme pianeta in pericolo ha iniziato a suonare. Prima in sordina, poi sempre più forte. Lo si vede appena si arriva a Campiglio: niente più ingorghi nelle strade e odore di smog. Della quattro ruote si fa a meno. Per andare a sciare si parte da moderne telecabine, tutte vicino al centro del paese. Skibus gratuiti fanno tappa davanti a ogni albergo e, novità, l’Apt propone da dicembre a marzo transfert individuali dai principali aeroporti del Nord Italia al proprio hotel (tel. 0465.44.75.01).

 Che spesso, neanche a dirlo, è bio. Come il nuovissimo Chalet Dolce Vita Boutique Hotel , inaugurato il 5 dicembre, fatto costruire da Tiziano Zambotti nel rispetto dell’ambiente che lo circonda.
A fare scuola tra gli alberghi a vocazione ecologica è stato il Biohotel Hermitage, un maso di fine Ottocento completamente ristrutturato secondo le regole della bioarchitettura. La sua fama è legata anche al ristorante Stube Hermitage, una vera baita di montagna regno dello chef Paolo Cappuccio. La sua cucina che propone antichi sapori trentini ha ottenuto riconoscimenti e segnalazioni dalle guide Michelin, Veronelli e Gambero Rosso. È citato, invece, nella Guida de L’Espresso 2008 il ristorante Gallo Cedrone: la cantina, aperta al pubblico per le degustazioni, sorprende per la scelta di vini ricercati e distillati da sorseggiare dopo cena nell’elegante cigar room.

La cucina si distingue per i sapori schietti, ottenuti grazie a un’accurata ricerca di materie prime locali, ma anche per un certo estro negli accostamenti. Più tradizionale nella scelta del menu e nell’ambiente, il ristorante Il Convivio all’interno dell’Hotel Alpen Suite. Anche qui l’uso dei migliori ingredienti, in gran parte biologici, è uno dei segreti della cucina. Da provare, i ventagli di carni su letto di verdure e le composizioni di pesce accompagnati da polenta. Sempre a Campiglio, l’Hotel Garni del Sognoè famoso per l’approccio benessere a 360 gradi; dall’anno prossimo, poi, alle perle dell’hôtellerie ecologica si aggiungerà l’Hotel Campiglio Bellavista, la cui ristrutturazione secondo i principi della bioedilizia dovrebbe terminare per Natale. Il suo punto di forza è anche la posizione: a pochi passi dalla cabinovia Pradalago, è perfetto per gli sciatori. E per quelli che dalle sei del pomeriggio vogliono godere della passeggiata tra negozi e boutique, che si conclude rigorosamente con l’aperitivo. L’hotel, infatti, è vicinissimo a piazza Righi, dove è ormai un cult lo spritz al Bar Suisse, antica casa di caccia dell’imperatore Francesco Giuseppe, restaurata all’inizio del Novecento, oggi tra i ritrovi più up to date del paese.

Vicinissimo, un altro indirizzo à la page: il Ferrari Lounge Nabucco di Carlo Bleggi, wine bar specializzato in bollicine. Calici di spumante, ostriche, tartine al salmone e caviale e, da quest’inverno, un aperitivo con il Perlé Noir, tra le novità in casa Ferrari. Colpisce, invece, per le architetture e gli arredi l’Ober 1, vicino alla cabinovia dello Spinale. All’interno, una struttura ovale in legno e metallo con incastonata una grande goccia di cristallo. Intorno, angoli comodi, un bancone circolare e un soppalco dove due salette sono collegate da un ponte di cristallo. Per chi preferisce passare la serata in quota, l’indirizzo giusto è il rifugio Boch, dove giovani e meno giovani, arrivati alla stazione intermedia della telecabina Grostè con il gatto delle nevi, si lanciano in frenetici dance party. In alternativa, per una sosta di charme, il rifugio Lago Nambino: in legno, curato nei dettagli, propone i piatti della tradizione. Dagli antipasti del lago con trota ed erbe ai ravioli ai funghi porcini, alla selvaggina. Si finisce con la torta di carote, che pare sia stata inventata proprio qui. Il rifugio si raggiunge a piedi: per chi vuole fermarsi a dormire ci sono 13 camere, molto suggestive.

Fonte: www.corriere.it

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