Macao

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A soli 60 chilometri di distanza dall’isola di Hong Kong, su una superficie di 26 chilometri quadrati (la maggior parte dei quali strappata al mare con un piano di bonifiche che va avanti da anni) si estende Macao, la seconda Regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese. Se nell’immaginario collettivo Macao è spesso associata a Hong Kong, di fatto le due isole hanno in comune soltanto posizione geografica, passato coloniale e presente cinese.

A soli 60 chilometri di distanza dall’isola di Hong Kong, su una superficie di 26 chilometri quadrati (la maggior parte dei quali strappata al mare con un piano di bonifiche che va avanti da anni) si estende Macao, la seconda Regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese. Se nell’immaginario collettivo Macao è spesso associata a Hong Kong, di fatto le due isole hanno in comune soltanto posizione geografica, passato coloniale e presente cinese.

Grazie alla presenza di caffè all’aperto, musicali toponimi portoghesi, piazze piene di fiori, palazzi coloratissimi spesso con portici, qualche palma e diversi ristorantini portoghesi, a Macao si respira l’aria tipica dell’Europa meridionale. Pur senza perdere le caratteristiche più forti della tradizione cinese. La vera peculiarità di Macao, rispetto ad ogni altra destinazione in Cina, consiste proprio nell’essere riuscita a conservare gli aspetti più tradizionali delle due civiltà che ne hanno plasmato la crescita in secoli di storia. Ed ecco che se vecchie fortezze, chiese barocche e grandi palazzi ricordano l’Europa, le stradine in rovina vicino al porto riportano i turisti nella Hong Kong di cinquanta anni fa. Un melting pot architettonico che merita sicuramente di essere ammirato.

Nel centro storico di Macao, che si estende dalla Piazza del Senato alle rovine di San Paolo (Cattedrale di cui resta solo la facciata in pietra, poiché il resto della struttura, in legno, è stato distrutto durante un incendio nel 1835), si susseguono, uno dopo l’altro, templi taoisti dell’epoca Ming, come A-Ma e Kuan Tai, chiese barocche del XVIII secolo come quella di San Domenico, l’unico teatro europeo rimasto intatto in Asia, quello di Dom Pedro, costruito nel 1860, e la biblioteca in stile cinese dedicata a Sir Robert Ho Tung, mercante famoso nei primi decenni del XX secolo.

Infine, a Macao anche l’intreccio dei sapori della tavola è ben riuscito, e non si può ripartire dall’isola senza aver provato la versione macanese della famosa pastel de nata portoghese (una tortina all’uovo insaporita da poche gocce di sciroppo alla frutta), chorizo, sardine e baccalà.

Tuttavia, per i milioni di fanatici delle scommesse che vivono a Hong Kong o altrove sul continente, Macao è semplicemente la patria del gioco d’azzardo, un unico grande casinò in cui i cinesi amano passare notti di follia, con la (remota) speranza di arrotondare il proprio patrimonio.

Fonte: www.panorama.it

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