Lungo il delta del Po

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Il vasto Delta del più grande fiume italiano disegna paesaggi fantastici lungo le coste romagnole e venete, caratterizzando il nord-ovest dell’Adriatico con la sua imponente azione. Un tempo zone selvagge hanno opposto una dura resistenza all’infiltrazione umana. Nei secoli, come molti altri ecosistemi, si sono piegate alla presenza ingombrante dell’uomo, sottolineata dalle grandi bonifiche che ne hanno compromesso duramente la "verginità" permettendo il sorgere di una lunga striscia di insediamenti costieri.

Il vasto Delta del più grande fiume italiano disegna paesaggi fantastici lungo le coste romagnole e venete, caratterizzando il nord-ovest dell’Adriatico con la sua imponente azione. Un tempo zone selvagge hanno opposto una dura resistenza all’infiltrazione umana. Nei secoli, come molti altri ecosistemi, si sono piegate alla presenza ingombrante dell’uomo, sottolineata dalle grandi bonifiche che ne hanno compromesso duramente la "verginità" permettendo il sorgere di una lunga striscia di insediamenti costieri.

Oggi le foci del Po ospitano il Parco del Delta, nato una ventina di anni fa a cavallo tra le province di Ferrara e Ravenna che conserva la natura delle terre bonificate salvaguardando l’ integrità delle zone umide rimanenti. Da Goro, a Nord sul confine con il Veneto, fino a Cervia si svolge una serie di oasi e un’infinità di paesaggi suggestivi il cui protagonista è quasi sempre il Po che, nei suoi momenti di quiete, appare in tutta la sua maestosa indolenza.

Paesaggi dolcissimi – In primavera le aree salmastre come le valli di Comacchio accolgono migliaia di uccelli migratori che vengono a nidificare qui o sono solo di passaggio. I boschi e le pinete racchiusi in oasi protette vivacizzano l’orizzonte piatto della pianura padana in macchie di un bel verde brillante, la vegetazione galleggiante ricopre gli specchi d’acqua più tranquilli e le saline sono tanti specchi azzurri. D’inverno il Delta diventa un paesaggio dolcissimo e malinconico, spoglio forse, ma vivo quasi quanto ai primi tepori, con in aggiunta il fascino di un’atmosfera sognante, pacifica, assolutamente unica. Gli argini e le strade deserte invitano a lunghe biciclettate lungo uno dei tanti itinerari possibili offerti dalle valli padane. E’ straordinaria la sensazione di pace che si respira una volta che ci si è inoltrati lungo le stradine delle aree bonificate. E mentre si getta uno sguardo su di un airone o un mestolone solitario, quasi d’improvviso, ci si trova di fronte un’incantevole struttura estense, magari il castello di Mesola illuminato dal sole rosso del tramonto o un’antica opera idraulica risalente alla colonizzazione rinascimentale di quest’area un tempo insalubre e paludosa. Vale la pena di investire una giornata illuminata da un tenue sole invernale in queste terre. Se le Valli del Delta e la loro pacata bellezza sono la vostra meta, magari perché siete birdwatcher, patiti di fotografia naturalistica oppure semplici amanti delle giornate en pleine air , vi suggerisco di eleggere come base delle vostre escursioni Comacchio, non solo perché situata strategicamente al centro delle aree annesse al parco, ma anche perché è un luogo incantevole, piacevolmente lagunare, forse una delle cittadine che a mio avviso meglio esprime insieme a Venezia e Carole la realtà della vita in laguna.

Le bellezze di Comacchio – Un tempo Comacchio, nata dalla colonizzazione di 13 isolotti sabbiosi, era raggiungibile solo montando su una delle tante barche che facevano da spola tra le valli e quella serie di dune su cui poggiava il centro abitato. Oggi si accede all’abitato grazie ai ponti che lo congiungono con il resto della Romagna e le bonifiche che l’hanno in qualche modo riavvicinata alla terra ferma. Spicca su tutti il grandioso Trepponti, ponte monumentale voluto dagli Este, che costituisce l’ingresso principale alla città. La cittadina ha una struttura atipica in cui è difficile perfino indicare un centro vero e proprio in quanto è costituita integralmente da palazzi e strutture "storiche" molto ben conservate che fanno di Comacchio un vero gioiellino architettonico. Il largo impiego di mattoni rossi la infiamma nei tramonti invernali e, traversata da canali sormontati da ponti e ponticelli richiama le atmosfere della laguna veneta anche se rimane un non so che di austero che non mi sembra di aver trovato nelle città lagunari venete. Oltre alle curiosità architettoniche e gli scenari suggestivi di cui è prodigo il centro abitato, a Comacchio potrete cogliere l’occasione per fare un po’ di turismo culturale, visitando magari il Museo Del Carico della Nave romana, allestito in un vecchio magazzino del pesce con i pezzi unici ritrovati nel carico della Fortuna maris, antico cargo latino recuperato durante le opere di bonifica.

I piatti a base di pesce – D’estate il turismo comacchiese oltre a sfruttare le bellezze del Parco del Delta non nasconde chiare ambizioni balneari legate ai 7 lidi che poco distante si svolgono sulla costa adriatica. La ricettività è ottima, non mancano trattorie e ristoranti in cui gustare il buon pesce delle Valli e dell’Adriatico, prerogativa storica della località. La circolazione in auto a Comacchio è limitata dalla natura stessa della cittadina, perciò preparatevi a lunghe, piacevoli, passeggiate lungo i suoi canali.

Fonte: www.tiscali.it

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