Londra low cost ?

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Gli italiani amano la capitale della Gran Bretagna per tanti motivi: lo shopping, i saldi di Harrods, i musei gratis, i parchi, la regina, il Big Ben, i musical, i pub, i Beatles con l’immancabile foto sulle strisce pedonali ad Abbey road, i ristoranti indiani e cinesi, il Chelsea e l’Arsenal, il Tamigi.

Questa primavera hanno un motivo di più per amarla: le nozze "del secolo" tra il principe William e Kate Middleton, il 29 aprile, avvenimento storico o frivolo, a seconda dei punti di vista, ma che comunque porterà un milione di persone nelle strade per assistere al passaggio della carrozza con gli sposini dalla cattedrale di Westminster fino a Buckingham Palace e attirerà ancora più turisti del solito.

Gli italiani amano la capitale della Gran Bretagna per tanti motivi: lo shopping, i saldi di Harrods, i musei gratis, i parchi, la regina, il Big Ben, i musical, i pub, i Beatles con l’immancabile foto sulle strisce pedonali ad Abbey road, i ristoranti indiani e cinesi, il Chelsea e l’Arsenal, il Tamigi.

Questa primavera hanno un motivo di più per amarla: le nozze "del secolo" tra il principe William e Kate Middleton, il 29 aprile, avvenimento storico o frivolo, a seconda dei punti di vista, ma che comunque porterà un milione di persone nelle strade per assistere al passaggio della carrozza con gli sposini dalla cattedrale di Westminster fino a Buckingham Palace e attirerà ancora più turisti del solito.

Ma c’è una cosa di cui si lamentano tutti quelli che programmano di venirci: i prezzi degli alloggi. Londra, si dice, ha gli alberghi più cari del mondo. Nove amici su dieci che telefonano dall’Italia chiedono, come prima domanda: non conosci un hotel, un bed&breakfast, un residence a buon mercato? Stavolta cedo la parola agli esperti.
 
"In realtà gli alberghi a Londra non sono più così cari come un tempo", dice Laura Panico, napoletana ventottenne, da tre anni in Inghilterra, dove è una manager di HostelBookers, portale internet di hotel e ostelli economici, una delle società leader del settore con 23mila strutture alberghiere di questo tipo sparse per il mondo. I prezzi sono scesi, spiega, un po’ per merito della svalutazione della sterlina, un po’ per via della competitività e degli sconti che ne derivano. "Ma soprattutto perché l’offerta è enorme e variegata. Chi non è pratico del web non ha altra scelta che servirsi delle agenzie di viaggio, ma per tutti gli altri basta navigare in Rete un po’ di tempo e si possono trovare ottime occasioni anche a Londra".
 
I prezzi per un albergo economico compreso nella zona 1 del metrò, vale a dire in centro, variano da 80 a 115 euro a notte per una stanza doppia o matrimoniale con bagno, afferma Laura. Una doppia con bagno in un ostello costa intorno ai 60 euro. E per un giovane che si adatta a dormire in stanza con altre persone bastano 16 euro a notte, inclusa la prima colazione. Qualche esempio concreto: "Il Meininger Hotel, a due passi da Hyde Park, offre doppie con bagno a 100 euro a notte. Ma basta spostarsi verso la zona 2 e i prezzi scendono. A Bayswater, un vivace quartiere a ridosso di Notting Hill, un alberghetto come lo UMI London ha stanze matrimoniali con bagno a 80 euro a notte". La distanza dal centro è poca, qualche stazione di underground: "E non bisogna focalizzarsi per forza sul centro. Ci sono tantissime zone di Londra meno caotiche del West End, piene di verde, buoni ristoranti e fantastici mercatini. Io suggerisco Greenwich e Chiswick Park, dove i prezzi degli alberghi sono decisamente più bassi". E gli ostelli? Laura consiglia il Palmers Lodge, nel quartiere di Swiss Cottage (che non è in Svizzera e ha un solo chalet, trasformato in pub), imponente edificio vittoriano del 1881, ristrutturato in ostello ma anche con camere private con bagno. O il Clink78, ricavato da un ex-tribunale, "un luogo affascinante". O il Generator, "famoso per il suo bar e le sue feste".

Ma se Londra vi piace così tanto che venirci in vacanza non vi basta, Laura ha un altro suggerimento: provate a venirci a lavorare. Come ha fatto lei dopo la laurea, prima con una borsa di studio semestrale, poi distribuendo curriculum e andando a colloqui per due mesi, finché l’hanno assunta al portale internet degli ostelli, dove ha fatto rapidamente carriera. "Oggi ci lavoriamo in una decina di italiani su ottanta dipendenti", esulta. Consigli per chi vuole seguire la sua strada? "Non aspirare a un lavoro d’ufficio, se non si parla e scrive bene in inglese. La concorrenza per un posto è dura, le opportunità però sono tantissime, bisogna meritarsele. Tutto dipende dalle tue capacità. La differenza è che qui, se vali, ti prendono e sta poi a te sapertela giocare, mentre in Italia ti assumono solo se hai gli agganci giusti".

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