Lo Street View dei parchi naturali

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L’idea è nata quasi per gioco: un viaggio in Patagonia, il desiderio di far rivivere a più persone possibile le bellezze di quei territori. E poi il sogno di trasformare la passione per i viaggi in un lavoro vero e proprio, così è nato Trail Me Up, il primo progetto web che permette di effettuare visite virtuali all’interno di aree raggiungibili solamente a piedi.

L’idea è nata quasi per gioco: un viaggio in Patagonia, il desiderio di far rivivere a più persone possibile le bellezze di quei territori. E poi il sogno di trasformare la passione per i viaggi in un lavoro vero e proprio, così è nato Trail Me Up, il primo progetto web che permette di effettuare visite virtuali all’interno di aree raggiungibili solamente a piedi.

 Un progetto tutto italiano, nato dall’idea di un geologo e ricercatore del CNR, il 37enne Fabio Zaffagnini, che ha visto la luce nel febbraio 2012 e che ora sta avendo un successo inaspettato, forse anche dai suoi creatorI. Sono infatti altri cinque, oltre a Fabio Zaffagnini, i responsabili di Trail Me Up, tutti giovanissimi, tra i 25 e i 29 anni. «Il progetto è nato nel marzo del 2011 di ritorno da un viaggio in Argentina – racconta Fabio Zaffagnini – A me piace camminare e, una volta tornato in Italia, mentre facevo vedere le foto ai miei amici, mi sono detto: sarebbe bello se Street View fosse andato anche in mezzo alle montagne. Ho cercato in rete ma non c’era nulla, per cui ho deciso di farlo io».

E così è nato Trail Me Up, dalla passione e dall’intuizione di un giovane e di alcuni suoi amici. Un primo viaggio negli Stati Uniti a mappare e filmare i sentieri dello Yosemite Park, dello Zion National Park, ed ecco che per la prima volta al mondo alcuni dei sentieri più belli della Terra finiscono online. Come? Fornendo ad altri appassionati che lo richiedono online, o caricandoselo sulle spalle, uno zaino fornito di cinque telecamere e un gps per poter riprendere vallate, sentieri, montagne e foreste. Ma anche villaggi, come quelli etiopi della South Omo Valley, già online, o i panorami della Tanzania, della Cappadocia e di Cuba.

 Dopo un primo brevetto negli Stati Uniti e uno internazionale Trail Me Up vedrà un’evoluzione nei prossimi mesi con la realizzazione di veri e propri percorsi guidati, «con la collaborazione di alcuni ricercatori e docenti universitari, stiamo realizzando dei commenti ai percorsi filmati che caricheremo online. Un modo per rendere ancora più interessante e coinvolgente la visione dei sentieri. E dargli anche quel tocco di scientificità in più al quale teniamo molto». Un progetto innovativo e autofinanziato, «abbiamo investito nostre risorse, in viaggi, progettazione e sviluppo – continua Fabio Zaffagnini – ma i nostri sforzi sembrano pagare. Ora grazie ad alcuni bandi vinti possiamo concentrarci sul miglioramento della tecnologia». Certo, il nuovo progetto di Google, Street View Trekker, lanciato nell’ottobre scorso con le immagini del Grand Canyon, non sarà un avversario facile per questi giovani amanti del trekking e dei viaggi, ma Trail Me Up sembra avere tutte le carte in regola per andare molto lontano.

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