Lo smartphone in vacanza

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Cellulari, il boom delle applicazioni da viaggio. Per verificare lo stato dei voli o telefonare gratis dagli antipodi; per "capire" il metrò di Tokio o trovare la toilette.

Un tempo il viaggio era sinonimo di scoperta, avventura, esperienza. Piccole o grandi sorprese, disguidi e cose da ricordare. A chi non è mai capitato di perdere un treno, finire in un albergo orribile o mangiare nel ristorante sbagliato? O ancora, perdersi per strada, armeggiare per ore con una cartina, comunicare a gesti in mezzo a persone che parlano una lingua sconosciuta?

Cellulari, il boom delle applicazioni da viaggio. Per verificare lo stato dei voli o telefonare gratis dagli antipodi; per "capire" il metrò di Tokio o trovare la toilette.

Un tempo il viaggio era sinonimo di scoperta, avventura, esperienza. Piccole o grandi sorprese, disguidi e cose da ricordare. A chi non è mai capitato di perdere un treno, finire in un albergo orribile o mangiare nel ristorante sbagliato? O ancora, perdersi per strada, armeggiare per ore con una cartina, comunicare a gesti in mezzo a persone che parlano una lingua sconosciuta?

Oggi, volendo, tutto questo può appartenere al passato. Man mano che gli smartphone stanno diventando un oggetto sempre più popolare, sul web si moltiplicano le applicazioni per il turismo hi-tech. Un vero e proprio universo di soluzioni per ogni tipo di "problema": dalle cancellazioni dei voli alle traduzioni linguistiche in arabo o giapponese, dalle istruzioni per limitare gli effetti del jet-lag a come spedire una cartolina con la propria faccia in copertina.

Tra entusiasti e scettici, sui blog la discussione è più vivace che mai. I responsabili del sito di Budget Travel, ad esempio, hanno invitato i lettori a immaginare le apps del futuro, con risultati ai limiti della fantascienza. Ma dal Giappone suona un campanello d’allarme: secondo uno studio commissionato da LastMinute.com, le giovani generazioni – i cosiddetti "nati digitali" – potrebbero perdere l’interesse per il viaggio. Ne è convinto il futurologo Ian Yeoman, autore di "Tomorrow’s Tourist", per il quale gli operatori del turismo dovranno tirar fuori dal cilindro numeri spettacolari se vorranno competere con le infinite possibilità della realtà aumentata. Di seguito una panoramica su alcune delle applicazioni più "cool" per il turista "(h)app-y".

Le apps per organizzare il viaggio. Tanto per iniziare, ci sono quelle che ti assistono nella fase di pianificazione del viaggio. Una su tutte è What’s Next, realizzata da NileGuide per iPhone (costo 2,99 dollari). Scaricando l’applicazione, si accede a un patrimonio di guide virtuali di oltre 290 destinazioni, con tanto di informazioni sui luoghi da visitare, dove dormire, mangiare, fare sport e quant’altro. L’itinerario può essere programmato in base alle proprie preferenze, tenendo conto delle "perle nascoste" suggerite per ogni luogo da un team di "esperti locali". Per avere sempre a portata di mano il programma di viaggio c’è invece  Travel Itinerary di TripIt, applicazione gratuita per iPhone, Android e BlackBerry. Inviando le e-mail di conferma delle prenotazioni (aereo, albergo, escursioni, visite guidate), TripIt costruisce una pagina con il tuo itinerario, consultabile anche in modalità offline e facile da condividere. Se il problema è sincronizzarsi con altri fusi orari per fissare un meeting di lavoro o una conference call, la soluzione è iTimeZone di Tangerine Element: applicazione in grado di fornire l’ora esatta nel passato, presente e futuro per oltre 21.000 città in tutto il mondo.

Volare meglio. Per contrastare il mal d’aeroporto c’è TripItPro, adatta soprattutto a chi prende spesso l’aereo (costo 69 dollari l’anno). L’applicazione monitora lo stato del volo e avverte se ci sono condizioni atmosferiche avverse, ritardi, cancellazioni o cambiamenti di gate. Se necessario, è anche in grado di trovare soluzioni alternative e avvertire automaticamente parenti e amici. Un servizio simile è offerto da Flight Tracker Pro. di Mobiata (app per iPhone e Android a 7,99 euro, disponibile anche in italiano).

Personal trainer anti-jet lag. Appena uscita sul mercato, Jet Lag Fighter è frutto di una collaborazione tra la Virgin Atlantic e l’Edinburgh Sleep Centre. Inserendo alcune semplici informazioni (come dettagli di volo, sesso, età e abitudini di sonno), l’applicazione genera una tabella di marcia per limitare gli effetti del jet lag dopo un lungo viaggio. Ecco che l’iPhone si trasforma in un inflessibile personal trainer che ti dice a che ora dormire, in quali orari è bene esporsi o ritrarsi alla luce, quando fare esercizio fisico o bere un espresso.

Tra lingue e ristoranti. In fatto di lingue, la app più gettonata tra i turisti hi tech è World Nomads: 29 idiomi per la maggior parte gratuiti, altri a un prezzo massimo di 1,59 euro. Si va dalle lingue romanze a idiomi per noi più ostici, come l’hindi, lo swahili, il nepali o la lingua khmer. L’applicazione fornisce traduzione, spelling e pronuncia di centinaia di frasi utili. A metà strada tra lingua e cucina c’è Google Goggles, applicazione gratuita di Google per ora disponibile solo per Android: facendo una foto a un menu in una lingua incomprensibile, lo smartphone ci restituisce la traduzione di quello che stiamo per ordinare. Un buon modo per evitare cibi troppo piccanti o piatti strani come "cervelli di rana", assicura chi l’ha già sul telefonino. Per provare ogni sera un ristorante diverso, soprattutto negli Stati Uniti, c’è Urban Spoon (iPhone e Android), che con la sua "slot machine" guida il turista nel suo itinerario gastronomico. Per i vacanzieri italiani, invece, ci sono le applicazioni per iPhone "Ristoranti d’Italia 2010" del Gruppo L’Espresso e "Gambero Rosso 2010".

Un mondo di trasporti. Per avere informazioni sui trasporti pubblici uno degli strumenti più utilizzati è Google Transit (gratis per tutti gli smartphone). La app offre direzioni per prendere treni, metropolitane e autobus in circa 450 città. Ancora più dettagliata, HopStop (gratuita per iPhone) copre città come New York, Washington, San Francisco, Chicago, Atlanta, Londra e Parigi.

Telefonate e cartoline. Al primo posto tra le apps per chiamare c’è Skype (gratis per ogni smartphone), seguita a ruota da VoipCheap (gratis ma solo per iPhone): un modo per ridurre al minimo il costo delle telefonate internazionali e farsi comunque sentire da chi è rimasto a casa. Se si è in cerca di un pensiero originale, forse conviene scaricare GoPostal, applicazione per iPhone di PrintYourLife.com: consente di creare cartoline personalizzate, che vengono poi stampate e inviate direttamente a destinazione pagando solo i costi di spedizione.

Di tutto di più: spiagge, wi-fi e toilette. Tra le apps più curiose, Beach Finder merita sicuramente un posto in prima fila. Realizzata per iPhone (0,79 dollari), il "cacciatore di spiagge" è un database che raccoglie foto, informazioni e commenti su oltre 5.300 spiagge lungo le coste canadesi e nordamericane. Meno esotica ma estremamente funzionale è Wi-Fi Finder (gratis per iPhone), applicazione di JiWire che permette di visualizzare una mappa di oltre 300.000 punti di connessione wi-fi in più di 140 paesi nel mondo. Sempre in tema di utilità, c’è SitOrSquat, applicazione per iPhone e BlackBerry dedicata alla ricerca dei bagni: inserendo indirizzo, codice postale e città, si ottiene una mappa che conduce fino alla toilette più vicina. Dal sito internet è anche possibile aggiungere una nuova "stazione" ed entrare in contatto con la comunità di "quelli che hanno a che fare con i bagni".

Frontiere – e rischi – della realtà aumentata. Grazie alla combinazione di GPS, bussole e fotocamere che caratterizza gli smartphone, le possibilità sono davvero infinite: da Wikitude World Browser, sorta di Cicerone polifonico fatto dagli utenti, a Family Finder, applicazione che consente di mettersi sulle tracce di un familiare smarrito. Grazie a questa tecnologia, in sostanza, perdersi diventa sempre più difficile: appena ci si allontana dal gruppo, appare un’icona che punta verso di noi. Il rischio, secondo alcuni, è che tutte queste informazioni possano uccidere uno degli aspetti più affascinanti del viaggio: la scoperta. Se così fosse, lo scenario tratteggiato dal futurologo Ian Yeoman potrebbe tramutarsi in realtà: nuove fila di ragazzini che, invece di partire con lo zaino sulle spalle, preferiscono starsene seduti credendo di avere il mondo tra le mani.

Fonte: www.repubblica.it

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