Lo ScrapBook

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La foto del vicolo più caratteristico. Il biglietto d’ingresso di una mostra. Lo scontrino del ristorante dove si è passata la serata più bella. Tutto accuratamente conservato ed incollato su un quaderno personale. Questo, e molto di più, è lo ‘scrapbook’, termine inglese derivante dai vocaboli scrap, ritaglio e book, libro, il diario con le foto ed i reperti di viaggio che da un paio di anni a questa parte è diventato il ‘must have’ per turisti curiosi, creativi e un po’ romantici, che in vacanza non tralasciano nessun particolare e non si abbandonano ad imperdonabili distrazioni.

La foto del vicolo più caratteristico. Il biglietto d’ingresso di una mostra. Lo scontrino del ristorante dove si è passata la serata più bella. Tutto accuratamente conservato ed incollato su un quaderno personale. Questo, e molto di più, è lo ‘scrapbook’, termine inglese derivante dai vocaboli scrap, ritaglio e book, libro, il diario con le foto ed i reperti di viaggio che da un paio di anni a questa parte è diventato il ‘must have’ per turisti curiosi, creativi e un po’ romantici, che in vacanza non tralasciano nessun particolare e non si abbandonano ad imperdonabili distrazioni.

Nato come album dei ricordi su cui attaccare a collage ritagli di giornale, disegni, fotografie e francobolli, lo scrapbooking si è trasformato in un fenomeno di tendenza in versione ‘diario di viaggio’, da portare con sé in vacanza, per raccogliere di giorno in giorno ticket, biglietti, scontrini, o da compilare una volta tornati a casa.

L’obiettivo è realizzare un resoconto turistico personale, con la selezione dei ristoranti più apprezzati, il ticket del museo più bello, i biglietti degli alberghi e dei B&B dove si è stati o dove si vorrebbe andare la prossima volta, il nome dei vicoli che hanno offerto gli scorci più belli della città, insomma una sorta di ‘lonely planet’ personalizzata, da conservare al ritorno a casa e riprendere ogni volta che si vorrà ripercorrere la vacanza con la memoria.

Una moda, questa, che sta prendendo sempre più piede anche nella cittadina adriatica. A realizzare gli scrapbook sono soprattutto i giovani, ma l’età leggermente più adulta non è immune da questo fenomeno. Tutti noi abbiamo foto racchiuse in buste o scatoloni parcheggiati in soffitta, in cantina o in un angolo remoto dell’armadio e nel riguardarle, ci siamo sforzati di ricordare un particolare legato a quella foto, senza successo. Altre volte, invece, ci siamo soffermati ad osservare le foto di famiglia in bianco e nero, un po’ sbiadite ed ingiallite, interrogandoci su alcune facce e posti sconosciuti.

Lo scrapbooking ci aiuta a ricordare ciò che ci accade ogni giorno in modo piacevole ed ‘artistico’, a ricordare ai nostri figli ed alle generazioni future quella che è stata la nostra vita, le nostre aspirazioni, tradizioni, esperienze, sogni, attraverso album fotografici simpatici, carini e completi di ogni informazione. La tecnica dello scrapbook, infatti, permette di creare degli album dei ricordi davvero speciali.

Alle foto decorate da carte colorate, nastrini, stickers e fiocchetti vari, vanno ad aggiungersi scritte, cartine, biglietti dei viaggi, depliant…insomma, tutto ciò che vogliamo per ricordare e descrivere le nostre vacanze, i nostri momenti più belli, il primo viaggio in coppia. E molto altro. Realizzare uno scrapbook con brandelli di mappe, polaroid e biglietti da visita, tuttavia, non è l’unica possibilità.

C’è anche chi, ad esempio, preferisce raccontare disegnando. In questo caso si parla di sketchbook, ovvero si realizza un quaderno di viaggio con bozzetti e schizzi di monumenti, in genere più appannaggio di artisti o amatori della matita. Oppure c’è chi preferisce ‘fermare’ pensieri, indirizzi e ricordi del proprio viaggio solo con le parole, componendo un tradizionale diario di viaggio.

Per realizzare uno scrapbook da viaggio non esiste una ricetta ben precisa, perché ciascuno è libero di catalogare la propria vacanza come preferisce. Gli unici ‘ingredienti’ sicuri sono il ‘book’, il quaderno e gli ‘scrap’, cioè i dettagli di viaggio da raccogliere ed incollare. Dopo aver scelto il quaderno o il taccuino si passa alla scelta dei dettagli. Tutto dipende da cosa si desidera ricordare del viaggio e dai reperti cartacei che si trovano. Via allora a ricevute di alberghi, bigliettini da visita di ristoranti e negozietti, polaroid, biglietti di treno, autobus e metropolitane, foto– tessere scattate alle macchinette automatiche delle stazioni, fiorellini raccolti e messi a seccare fra le pagine, brandelli delle mappe usate durante il viaggio, ticket di cinema, musei e spettacoli teatrali, francobolli, cartoline, adesivi, ritagli di giornale, post-it con i numeri di telefono e gli indirizzi delle persone conosciute e così via, all’infinito.

Diventare un perfetto  scrapbooker è semplice: basta avere stile e creatività. E l’hobby made in Usa ci sta contagiando sempre più.

Fonte: www.termolionline.it

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