Liverpool, capitale della cultura 2008

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Al John Lennon Airport, tra Yellow Submarine e memorabilia dei Beatles, si intuisce che Liverpool non è più la fumosa città industriale del passato. Il primo porto dell’Impero, dopo la crisi del settore marittimo, si è trasformato in una città vivace e accogliente. Tanto da essere nominata nel 2008 capitale europea della cultura con un calendario di 360 eventi. Innanzitutto musica.

Al John Lennon Airport, tra Yellow Submarine e memorabilia dei Beatles, si intuisce che Liverpool non è più la fumosa città industriale del passato. Il primo porto dell’Impero, dopo la crisi del settore marittimo, si è trasformato in una città vivace e accogliente. Tanto da essere nominata nel 2008 capitale europea della cultura con un calendario di 360 eventi. Innanzitutto musica.

Poi arte, teatro, cinema, letteratura e sport. Il centro storico, così raccolto da visitarlo a piedi, racconta con edifici monumentali l’epoca quando Liverpool era una città ricchissima, la seconda della Gran Bretagna, da dove partivano i transatlantici per America, India, Africa e Australia. La statua equestre della regina Vittoria domina il grande complesso di edifici neopalladiani di metà Ottocento: restaurati, sono stati adibiti a musei, gallerie d’arte, biblioteche e auditorium. L’immenso Saint George’s Hall, nato come tribunale, ospita concerti ed eventi pubblici. Da qui, seguendo Saint George Place e Renshaw Street si raggiunge Saint Paul, la neogotica cattedrale anglicana con una torre alta 101 metri: dalla sua cima si domina la città. Saint Paul confina col quadrilatero tra Bold e Seel Street, viuzze animate da pub, club e discoteche.

E in Bold Street ci sono i più bei negozi. La notte i giovani di Liverpool si ritrovano in queste vie. I turisti vanno invece nella vicina Mathew Street, dove il ritmo è quello dei Beatles: esordirono a The Cavern, dove oggi i Mersey Beatles e altre band replicano ogni sera le loro canzoni. In questa via tutto parla dei Fab Four. Al pub The Grapes il tavolo dove sedevano è un museo con foto e dischi. Ci sono il Lennon Coffee.  La statua di John Lennon. E The Cavern Wall of Fame coi nomi di cantanti e band che suonarono nel più famoso club del mondo.

Quattro isolati e si raggiunge il fiume Mersey. Qui bisogna prendere il ferry per l’altra sponda per ammirare la nuova skyline di Liverpool. Le Tre Grazie, i monumentali palazzi delle compagnie navali, sono state affiancate a occidente da vertiginosi grattacieli. Mentre a oriente dei docks è stata costruita l’avveniristica arena che ospita molti eventi di Liverpool 2008. L’Albert Dock Warehouse (www.albertdock.com), un tempo i maggiori magazzini navali d’Inghilterra, è stato convertito in un centro polivalente con caffè, ristoranti e musei. Ci sono la Tate Gallery con mostre d’arte contemporanea. Il Merseyside Marittime Museum: racconta, anche con filmati d’epoca, la storia di Liverpool e la tragedia del Titanic, che salpò dal suo porto. E The Beatles Story: un percorso visivo e musicale attraverso la carriera del quartetto; www.beatlesstory.com. I fan dei Fab Four non devono perdere il Beatles Tour di Fab Cabs (www.fabcabsofliverpool.com). Un itinerario guidato che in due ore di taxi visita tutti i luoghi votati ai quattro musicisti. Dall’istituto d’arte dove studiarono Paul e George a Penny Lane. Dalle case di John, Ringo, Paul e George agli Strawberry Fields. Per finire in Mathew Street.

Fonte: www.lastampa.it

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