L’isola di Belle-Île-en-Mer

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Una piccola enclave di parigini ha scoperto Belle-Île-en-Mer, l’isola più grande della Bretagna. Un amore a prima vista, che li ha convinti a ristrutturare le casette dei pescatori e ad abbandonare i riti mondani per le gite in bicicletta, le abbuffate di ostriche, i picnic sulle spiagge a perdita d’occhio. E ancora, le uscite per la pesca con i marinai del posto, la sfida alle onde con la tavola da surf, la spesa al mercatino del capoluogo, in avenue Carnot.

Una piccola enclave di parigini ha scoperto Belle-Île-en-Mer, l’isola più grande della Bretagna. Un amore a prima vista, che li ha convinti a ristrutturare le casette dei pescatori e ad abbandonare i riti mondani per le gite in bicicletta, le abbuffate di ostriche, i picnic sulle spiagge a perdita d’occhio. E ancora, le uscite per la pesca con i marinai del posto, la sfida alle onde con la tavola da surf, la spesa al mercatino del capoluogo, in avenue Carnot.

Nessuna concessione ai lussi della rivale Costa Azzurra. I grand hotel sono stati spodestati dalle maison d’hôtes, i campi da golf dalle distese di ginestre, le limousine dalle ecologiche biciclette. A 3 ore d’auto da Nantes e a 4 da Parigi, Belle-Île-en-Mer è una meta di relax ed evasione. A bordo del battello, che da Quiberon raggiunge l’isola in 45 minuti, s’ intravedono le calette dai colori tropicali della Côte de Dédans, più riparata della Côte Sauvage, sull’altro lato, punteggiata di scogliere a picco sull’Atlantico. Il clima regala temperature mediterranee e l’acqua, mitigata dalle correnti tiepide del Golfo di Morbilhan, raggiunge i 21 gradi contro i 18 della terraferma.

La banchina di Le Palais, il piccolo capoluogo, si anima all’arrivo delle imbarcazioni come nei secoli passati, quando l’isola era un deposito della Compagnia delle Indie e qui sbarcavano Claude Monet, che dipinse ben 39 tele, Jacques Prévert e Sarah Bernhardt, che si isolava nel suo buen retiro alla Pointe des Poulains, belvedere affacciato su tramonti spettacolari. A pochi passi dal porto, la secentesca Cittadella è una delle fortezze capolavoro del maresciallo Vauban, voluta da Fouquet, soprintendente alle Finanze sotto il re Sole, e proprietario dell’isola. Oggi ospita il Musée Historique (sempre aperto, dalle 9 alle 19), dove sono conservate opere e oggetti del glorioso passato, quadri, carte nautiche, manoscritti. E, da un anno, un albergo lussuoso, il Vauban.

Ma ogni estate le mura austere sono anche la location dell’evento dell’isola: Lyrique-en-mer, importante festival musicale, quest’anno in programma fino 15 agosto (tel. 0033.2.97.31.59.59). Passeggiando in avenue Carnot fino alla chiesa, si curiosa tra bancarelle zeppe di gourmandise locali, da acquistare anche a La Belle-Iloise, dove, oltre agli squisiti biscotti bretoni, si trovano le sardine conservate in scatole d’alluminio colorate e disegnate, vere opere d’arte ricercate dai collezionisti. Lungo il corso si affacciano anche boutique, come Moby Dick, un emporio di memorabilia nautici a pochi passi dall’edicola più fornita, o La Providence, bottega colma di pizzi e rocchetti, lini tessuti a mano impreziositi da ricami. Poco distante, il negozio di un brocanteur, Nulle Part Ailleurs, e gli scaffali colmi di berretti e baschi bretoni di Roue Libre, che ha anche un noleggio di biciclette. Proseguendo verso i bastioni, vale una sosta Liber and Co (2, rue des Remparts), un caffè-libreria arredato come una dimora d’antan. Nel salone tappezzato di libri si consultano i volumi, si prende un tè, si partecipa agli incontri con gli autori. Per cena, Annexe, ai piedi della Cittadella, è un bistrot in stile marinaro specializzato in grigliate di pesce.

A pochi minuti di strada, a Pays d’Auray, su un’altura, si può dormire all’ottocentesco Château Bordeneo: cinque camere intitolate alla flora dell’isola, Peonia, Cedro, Eucalipto…, circondate da un grande parco.
Le Palais è anche l’avamposto per scoprire l’isola: dai borghi, Sauzon a nord, Locmaria a sud, Bangor a ovest, alle spiagge e le scogliere della Côte Sauvage.

Fonte: www.corriere.it

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