L’inferno dei voli low cost

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Negli ultimi anni volare in classe economica è diventata una crescente, miserabile esperienza». Lo ha scritto di recente l’autorevole «New York Times». E aggiunge l’inglese «Sunday Times»: «Il destino dei passeggeri di classe economica è raramente felice». Persino la Camera dei Lord ha affrontato il problema, mettendo sotto accusa la politica delle compagnie aeree che, per ridurre i costi, hanno spesso finito per considerare i passeggeri come semplici pacchi da stivare.

Negli ultimi anni volare in classe economica è diventata una crescente, miserabile esperienza». Lo ha scritto di recente l’autorevole «New York Times». E aggiunge l’inglese «Sunday Times»: «Il destino dei passeggeri di classe economica è raramente felice». Persino la Camera dei Lord ha affrontato il problema, mettendo sotto accusa la politica delle compagnie aeree che, per ridurre i costi, hanno spesso finito per considerare i passeggeri come semplici pacchi da stivare. E’ interessante notare che sul banco degli imputati ci sono i grandi nomi del trasporto aereo e non sempre le low-cost che, paradossalmente, in alcuni casi hanno sistemazioni più confortevoli.

L’inchiesta del «New York Times» analizza i vantaggi economici per le compagnie nel ridurre le attenzioni verso i passeggeri. La United, dal gennaio 2007 ha eliminato lo snack che offriva sui voli di meno di due ore. Così ha risparmiato 650mila dollari. Altre compagnie nord-americane hanno ottenuto risultati migliori: la Northwest tagliando gli snack si è ritrovata in cassa 2 milioni di dollari in più e la American, che ha eliminato i pasti gratis in classe economica, addirittura 30.

Parallelamente al calo di comfort in classe economica stanno crescendo le attenzioni per i passeggeri che viaggiano in business o in prima, in quelle compagnie che l’hanno conservata. Tutta gente che paga molto di più. E’ stato calcolato che rappresentano solo l’8 per cento del totale dei passeggeri, ma assicurano il 36 per cento del reddito delle linee aeree.

Sopravvivere in classe economica è diventato un problema, soprattutto nei lunghi voli non-stop. Non solo per i rischi di salute, dovuti all’immobilità forzata, ma anche per la scelta e la prenotazione della poltrona giusta, cosa non sempre possibile. Le sistemazioni più confortevoli sono nella prima fila, in corrispondenza delle uscite di sicurezza e comunque nel lato corridoio.

I migliori e peggiori posti per ogni tipo di aereo delle maggiori compagnie sono facilmente individuabili su internet (sito http://www.seatguru.com). Ad esempio, prendendo in esame i Boeing 767 dell’Alitalia si scopre che i posti ottimali sono tutti quelli della fila 11, la prima, ma anche alla fila 22 quelli indicati con A, C, J e K. Discreti sono considerati l’A, C, J, K della fila 21 e i D, E, G della 24. Pessimi J e K della 38 e D, E, G della 39.

Viene presa in esame anche la larghezza della poltrona e la distanza da quella davanti il cosiddetto seat pitch, da non sottovalutare per motivi di sicurezza. Si deve infatti avere lo spazio sufficiente per assumere la posizione consigliata negli atterraggi d’emergenza. Sempre sul sito seatguru è possibile scoprire quali compagnie offrono una migliore distanza fra i sedili di classe economica. Il record, con 91 centimetri, viene segnalato sui Boeing 777 della United e sugli Airbus A-340 della Thai, ma sono in alcune zone dell’aeromobile. Significativi anche gli 89 centimetri garantiti dalla Korean, e gli 86 di American. Il grosso delle compagnie, compresa l’Alitalia assicurano 81 centimetri, che sono già qualcosa rispetto ai 78 di British, Klm e ai 76 di qualche Jumbo della Lufthansa. Ma ci sono aerei low-cost che scendono a 71. In fatto di larghezza dei sedili la dimensione generalizzata è di 43 centimetri. Per i più corpulenti sono consigliabili i 47 di Air Canada e American e i quasi 50 che Singapore Airlines offre sul nuovo gigante dei cieli Airbus A-380.

Ecco la sintesi dei consigli di sopravvivenza in classe economica del Magazine di viaggi del «Sunday Times»: assicurarsi i posti D e G negli aerei con configurazione 3-4-3 o D e H in quelli con 2-5-2; non bere alcolici in volo, fanno male e costano il triplo rispetto a un bar d’aeroporto; chi ha un bimbo in braccio deve cercare un posto vicino alla toilette; la stessa logica vale per chi deve frequentarla spesso, assicurandosi un posto di corridoio (non si illuda di essere ammesso alle toilette della Business Class); evitare di reclinare la spalliera quando servono i pasti per non schiacciare sul vassoio chi sta dietro; cercare di stabilire buoni rapporti con chi siede vicino, perché c’è già abbastanza tensione per la scomodità e per un’eventuale paura di volare.

Pacchi regalo che spuntano tra i bagagli, gran voglia di raggiungere le mete delle vacanze o di rientrare a casa per trascorrere con i propri cari le festività natalizie. È la fotografia all’aeroporto di Fiumicino dove, tra ieri e sabato, sono transitati circa 200 mila viaggiatori. Un ulteriore picco è atteso tra i giorni 28 e 30 dicembre per via delle partenze di Capodanno e dei turisti stranieri che hanno scelto di trascorrere le vacanze in Italia.

Fonte: www.lastampa.it

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