Libia in hotel e tenda

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Dai laghi smeraldini tra le dune dell’erg di Ubari alle incisioni rupestri preistoriche del Messak, dai pinnacoli di roccia erosi in mille forme alle pitture preistoriche nelle caverne dell’Acacus, viaggio nella memoria. È il deserto del Fezzan, il Sahara libico. Un’avventura? Sì, ma finalmente comoda. È finito il tempo degli spossanti spostamenti in fuoristrada, pernottamenti all’aria aperta e picnic spartani fra le dune.

Dai laghi smeraldini tra le dune dell’erg di Ubari alle incisioni rupestri preistoriche del Messak, dai pinnacoli di roccia erosi in mille forme alle pitture preistoriche nelle caverne dell’Acacus, viaggio nella memoria. È il deserto del Fezzan, il Sahara libico. Un’avventura? Sì, ma finalmente comoda. È finito il tempo degli spossanti spostamenti in fuoristrada, pernottamenti all’aria aperta e picnic spartani fra le dune.

Oggi, con la nascita di piccoli alberghi accoglienti e la creazione dei campi tendati fissi, anche questa parte più impervia è alla portata di tutti.
Da Tripoli si raggiunge Sebha con un piccolo velivolo, per imbarcarsi sui fuoristrada e proseguire verso Dar Germa (circa 170 chilometri di strada asfaltata in direzione sud). 

Nell’antica oasi carovaniera, un piccolo museo archeologico, interessante per quanto trascurato, espone reperti di epoca garamantica, romana e islamica, e oggetti di artigianato tradizionale. C’è un solo albergo, l’hotel Dar Germa di gestione italiana, semplice ma accogliente. Una trentina di camere, tutte con bagno en-suite, a ridosso delle rocce nere del Messak Settafet e delle dune dorate della Ramla dei Dauada.
È il mondo delle oasi, il Fezzan delle vie carovaniere che allacciavano l’Africa nera al Mediterraneo. L’hotel è il punto di partenza ideale per le escursioni: in una giornata, per esempio, si visitano i resti dell’antica città di Garama, capitale del misterioso popolo dei Garamanti, i predecessori degli attuali Tuareg, capaci di attraversare il Sahara alla guida di carri tirati da cavalli al galoppo. Si visitano le vestigia della fortezza medioevale e costruzioni in pietra di diverse epoche.
Il viaggio prosegue verso il campo fisso di Dar Aius, a circa 150 chilometri a sud-ovest di Germa. Realizzato nel 1998, nell’estate 2006 è stato ristrutturato con l’annessione di un bagno con doccia in ciascuna tenda. Adagiato sulle propaggini del Parco nazionale del Tadrart Acacus, tra dune di sabbia e falesie di arenaria, ha una trentina di camere doppie in piccoli bungalow dai pavimenti in legno, veranda con s
 
edie e tavolino, arredi essenziali, comodi letti e fine biancheria italiana. La luce elettrica e il bagno privato con acqua corrente, e soprattutto una doccia, in pieno deserto, garantiscono un livello di confort un tempo impensabile. La sera si cena nella grande tenda berbera con cuscini e stuoie, e si gustano buoni piatti di cucina locale: il tipico cous cous, minestre di verdure e legumi, carne di agnello. Intorno al fuoco si assiste al rito tuareg della preparazione del taajeelah, il pane del deserto, fatto con farina, acqua e un po’ di sale, cotto sotto la cenere e si condivide la cerimonia del tè, secondo la tradizione tuareg.
Si parte a bordo dei fuoristrada per esplorare l’Acacus, labirinto di canyon, rocce arenarie scolpite dal vento nelle forme più bizzarre, a pianure dal colore quasi nero, uadi, i letti di fiumi fossili, preziose pozzanghere d’acqua. E, fra caverne e pareti rocciose, i graffiti vergati da artisti preistorici. Dall’Acacus si penetra nelle dune di Uan Kaza e si raggiunge l’altopiano del Messak Settafet, e il maestoso erg di Murzuk, deserto di sabbia bianca grande quanto la Svizzera.
 
È l’occasione per provare l’emozione di trascorrere una notte in tenda, al riparo delle grandi dune, sotto il cielo stellato, nel silenzio purissimo del deserto. Dal campo, si visitano le celebri incisioni rupestri dello uadi di Metandush, una Cappella Sistina ante litteram, scolpita nella pietra con selce e quarzite da artisti preistorici. Le effigi di ippopotami, elefanti, felini, giraffe e coccodrilli, che un tempo popolavano la zona, incise in prospettiva, ricordano le opere di artisti moderni, da Alberto Giacometti ai futuristi. Sulla via del ritorno, ancora una sosta nell’accogliente Dar Germa, per tornare fra le dune dell’erg di Ubari, a pochi chilometri di distanza, immensa distesa di sabbia costellata di minuscoli laghi salati, fino a Gabr’aun, il lago più grande. I resti di un villaggio abbandonato, palme e giunghi, e l’emozione di una nuotata fra altissime dune.

In Libia non è consentito fare viaggi individuali, ma solo in gruppi, con l’organizzazione di agenzie specializzate, come Dar Sahara (www.darsahara.com), operatore italo-libico che gestisce le strutture nel deserto e garantisce i servizi in loco ai tour operator italiani. Con Drive Out (tel. 02.48.51.94.45; www.driveout.it) e I Viaggi di Maurizio Levi (tel. 02.34.93.45.28, www.deserti-viaggilevi.it), specialisti sulla Libia da oltre vent’anni, prezzi a partire da 1535 € a persona con voli Lybian da Milano (ogni sabato fino a maggio e da ottobre), pensione completa, trasferimenti, escursioni in fuoristrada con guide che parlano italiano.

Fonte: www.corriere.it

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