Letti a 5 stelle

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Il riposo dell’ospite è sacro. Per garantirlo (e garantirsi il ritorno dell’ospite) le grandi catene alberghiere ormai non badano a spese. L’allestimento di stanze-nido con pareti insonorizzate, porte blindate, impianti di ventilazione e di illuminazione eco-rispettosi e di Quiet Zone (le zone tranquille, interi piani interdetti a comitive e bambini) non è che l’ultimo atto di una guerra in corso da anni, combattuta senza esclusione di servizi, extra e accessori: kit di oli essenziali per l’aromaterapia, ai cd di musica classica e jazz rilassante, massaggio defatigante e anti-jet lag in camera.

Il riposo dell’ospite è sacro. Per garantirlo (e garantirsi il ritorno dell’ospite) le grandi catene alberghiere ormai non badano a spese. L’allestimento di stanze-nido con pareti insonorizzate, porte blindate, impianti di ventilazione e di illuminazione eco-rispettosi e di Quiet Zone (le zone tranquille, interi piani interdetti a comitive e bambini) non è che l’ultimo atto di una guerra in corso da anni, combattuta senza esclusione di servizi, extra e accessori: kit di oli essenziali per l’aromaterapia, ai cd di musica classica e jazz rilassante, massaggio defatigante e anti-jet lag in camera.

Fino alla mascherina per gli occhi (un must quella in visone bianco rasato a 275 dollari offerta dai Ritz). Tutti offerti dal Director of Sleep, il responsabile del riposo, figura emergente nell’industria dell’ospitalità ideata dal tour operator inglese Travelodge.

Ma è sul letto che si gioca la sfida decisiva per la conquista e la fidelizzazione del cliente. Ha cominciato Westin, nel lontano 1999, con il suo Heavenly bed, giaciglio-nuvola, nel cui nome c’è già il suo significato. Qualche anno dopo Marriott annunciava il makeover dei suoi oltre 600 mila posti-letto in tutto il mondo. A ruota li hanno seguiti Hilton con Serenity Collection, Sheraton con Sweet Sleeper, Hyatt con Grand Bed, Sofitel con My Bed, Rocco Forte Collection con The Rocco Forte Suite Experience: attori di un salto di qualità planetario del concetto del dormire che Price Waterhouse Coopers stima in 1,4 miliardi dollari. Poco si sa invece degli introiti dei materassai (Simmons, Tempur, Serta, Hästens) che continuano a beneficiare della pubblicità indiretta degli hotel, di cui spesso sono anche partner finanziari. Quasi tutti i cinque stelle vendono infatti sui loro siti i loro letti da favola. E le vendite, pare, si sono impennate da quando l’attrice Julia Roberts, nel salotto televisivo di Ophra Winfrey, ha svelato che il suo benessere dipende da un comodo materasso acquistato da un five stars.

Il vero comfort dipende anche da questioni di lana, pardon, di cachmere, caprino. Di piuma d’anatra o d’oca. Di lenzuola di seta o di lino. Tante possibili e opposte soluzioni che fanno la differenza (e la qualità del sonno) e possono determinare la scelta di un albergo piuttosto che di un altro. Contano, pare, anche i fili del cotone, una sorta di grammatura di trama e ordito. Dalla marca della biancheria si riconosce il posto esclusivo: il lungo monopolio di Frette, per esempio, è insidiato dall’inglese Anachiri e da un altro nome italiano, Bellora, brand di nicchia, il preferito dai Bulgari Hotels. I raffinati coordinati made in Italy si trovano anche all’Hotel Cristallo di Cortina, al Principe di Piemonte di Torino e nella luxury Suite Brioni dell’Hotel Four Seasons di Milano. Altro «atout» indispensabile per dormire come ghiri è il «pillow menu», la lista dei guanciali (diversi per forma, misure e tipo di imbottitura) in cui eccellono gli americani. Il Benjamin a New York ne offre 12: al grano saraceno, al lattice, ipoallergenico, snore-no-more, anti-cervicale, con attacco iPod incorporato.

Il Four Season di Manhattan ha brevettato un tipo ad acqua e uno swedish memory gel, ripieno di una sostanza gelatinosa che memorizza e conserva la forma della testa. The Fairmont Copley Plaza di Boston ha anche un formato per donne incinte. Per sprofondare nella preziosa piuma della Eider duck bisogna alloggiare al The Imperial di New Delhi e al Taj di Mumbai, mentre il Park Hotel di Tokyo, ha assunto un sarto-materassaio pronto a soddisfare tutte le richieste dei suoi ospiti. Che, tra l’altro, possono contare sulla sterilizzazione delle federe ad ogni arrivo. Al Casa Camper di Barcellona provvedono anche a quella del rivestimento della testiera del letto, perché l’igiene, è garantito, favorisce sogni d’oro.

Fonte: www.lastampa.it

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