Le vacanze dei miliardari

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Dove vanno i miliardari in vacanza? La risposta viene da uno studio del 2007 sui consumi di lusso commissionato dal gruppo Kuoni al Gottlieb Duttweiler Institute.
Dallo studio è emerso che il numero delle persone facoltose è in costante crescita, ma è soprattutto la loro ricchezza ad essere aumentata in maniera vertiginosa (+35%) e si prevede che continuerà a crescere nei prossimi anni.

Dove vanno i miliardari in vacanza? La risposta viene da uno studio del 2007 sui consumi di lusso commissionato dal gruppo Kuoni al Gottlieb Duttweiler Institute.
Dallo studio è emerso che il numero delle persone facoltose è in costante crescita, ma è soprattutto la loro ricchezza ad essere aumentata in maniera vertiginosa (+35%) e si prevede che continuerà a crescere nei prossimi anni.

Si assiste ad una differenziazione del mercato del lusso con un passaggio dalla cultura dei nuovi ricchi a quella delle ‘nuove nicchie’. Per quanto riguarda il mercato dei viaggi di lusso, si evidenzia un trend in costante crescita e quindi perfettamente in linea con i risultati della ricerca. Questo emerge dalla ricerca sulle mete di lusso elaborata da Kuoni sulla base delle prenotazioni effettuate negli ultimi due anni negli hotel a 5/6 stelle della propria programmazione.
La classifica vede al primo posto la Thailandia, meta di lusso preferita degli ultimi due anni, seguita da Egitto, Mauritius, Emirati Arabi (che devono la loro ascesa principalmente ai grandi investimenti per la recente costruzione di Dubai) e Maldive. Al contrario Bali, Turchia e Sri Lanka sono in calo a causa delle situazioni politiche locali che hanno avuto ripercussioni anche la domanda turistica.

Più in generale, Asia ed Europa dominano i primi posti della classifica, mentre ad occupare le posizioni più basse sono Australia, America Latina e Africa: risultato che non può essere riconducibile unicamente al fattore distanza, ma riflette piuttosto l’eccellenza dell’offerta delle destinazioni asiatiche. Africa e America Latina tuttavia mostrano grandi potenzialità di sviluppo, come evidenziato dallo straordinario salto in avanti compiuto negli ultimi due anni dal Sud Africa.
Poi ci sono le mete ‘nostrane’, posti alla moda diventati appuntamenti fissi per i ricconi di turno; primo fra tutti Porto Cervo. L’atmosfera che lo scorso agosto si respirava in Costa Smeralda (dopo aver bandito veline e paparazzi ricattatori) era quella di una volta, assicurano gli ‘esperti’: fatta di sussurri, di ville meravigliose, di regate e tornei di polo, di yacht da sogno che navigano in uno dei mari più belli del mondo. Quella Costa Smeralda in cui, a detta di Maddalena Ciociola, della Starwood: «La suite presidenziale del Cala di Volpe che costa 30 mila euro a notte, è difficile trovarla libera». Lo stesso posto in cui secondo Nicola Parente, marketing manager del Billionaire si prevedeva di «Aumentare il fatturato del venti per cento» e così è stato.

Siamo di fronte a una società mobile ed ermetica, quella che prende l’aereo come gli altri prendono il tram, quella dei nati benissimo costretti a lavorare, ovvero quadri di gran levatura dell’Amministrazione e dell’industria privata, ereditieri che cercano solo la pubblicità smaltata e decorativa delle grandi riviste. Una società che non smette mai di agitarsi mondanamente, in continua competizione con sé stessa, che come tutti i ricchi adora i ricchi, pronta a tutto pur di essere con la gente giusta nel posto più ‘in’ del momento. Forse però, il paradiso è più domestico di quanto immaginiamo.

Fonte: www.repubblica.it

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