Le turbolenze in volo? 15 cose da sapere e i consigli per viaggiare tranquilli

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Ansia, a volte persino terrore: ma cosa provoca quei fastidiosi scossoni, brevi e per qualcuno interminabili? Ecco quindici cose da sapere per non avere più paura delle turbolenze. La prima, forse la più importante: non fanno cadere gli aerei

ev’essere stata un’esperienza decisamente poco piacevole per i 59 passeggeri che lo scorso 13 febbraio si trovavano a bordo dell’aereo della Delta Air Lines partito da Santa Ana, in California, e diretto a Seattle: l’apparecchio è stato costretto a un atterraggio di emergenza dopo aver incontrato una serie di “terrificanti” turbolenze mentre sorvolava le montagne della Sierra Nevada a 34.000 piedi. I passeggeri sono stati sballottati da una parte all’altra, l’aereo ha fatto un tuffo nel vuoto di 200 piedi e tutto è “volato” verso il soffitto come documentano gli scatti e i video postati sui social dagli stessi viaggiatori una volta a terra.

QUEGLI SCOSSONI TANTO ODIATI

Le turbolenze, spesso, sono la prima preoccupazione dei passeggeri che prendono un aereo, soprattutto di quelli più nervosi, un «fastidio imprevisto e interminabile», un po’ come quando guidiamo su una strada piena di buche. Ma bisogna aver paura? No, dicono piloti, ricercatori ed esperti di aviazione. Che, all’unisono, ribadiscono: si tratta di un fenomeno normale, seppur non del tutto prevedibile, che i piloti riescono a gestire solitamente con la massima tranquillità. Tanto che, a volte, sono loro stessi a “provocare”.

Per non rabbrividire più quando sentite uno scossone in volo, per togliervi ogni dubbio e per volare più tranquilli, abbiamo raccolto 15 cose utili da sapere sulle turbolenze.

TRANQUILLI, L’AEREO NON CADE

Iniziamo col dire che nessuna turbolenza può ribaltare o far cadere un aereo che vola ad alta quota, come ha spiegato qualche tempo fa Patrick Smith del blog Ask the Pilot. Neppure le turbolenze forti (che sono relativamente rare) rappresentano un rischio per l’aereo. Gli aeromobili sono costruiti per resistere a turbolenze molto più intense rispetto a quelle che potrete mai provare.

TRE TIPI DI TURBOLENZA

Esistono tre tipi di turbolenze, classificate in diversi gradi: quella provocata da temporali localizzati (che gli aerei e i piloti riescono a evitare in modo relativamente semplice); la turbolenza in aria chiara – chiamata anche Clear Air Turbolence, o CAT (la più comune, provocata da correnti d’aria che cambia direzione o intensità) e la turbolenza causata mentre si attraversano catene montuose.

INFORTUNI SÌ, MA POCHI

Secondo i dati raccolti dalla Federal Aviation Administration (FAA), l’agenzia federale statunitense per l’aviazione civile, ogni anno negli Usa ci sono circa una sessantina di persone che subiscono infortuni causati da turbolenze. Due terzi di questi sono assistenti di volo o viaggiatori che non indossavano le cinture di sicurezza o stavano in piedi al momento della turbolenza. In altre parole: 20 passeggeri l’anno (su circa 800 milioni di passeggeri totali) si sono fatti male a causa delle turbolenze – un numero decisamente basso.

I PILOTI SANNO QUANDO SUCCEDERÀ

In molti casi, i piloti sanno esattamente quando sta per arrivare una forte turbolenza – grazie anche al radar nella cabina di pilotaggio, il bollettino meteo, le previsioni sulle possibili turbolenze prima del volo e le informazioni che arrivano dagli altri aerei che si trovano in quell’area. A questo punto, il comandante avvisa i passeggeri di allacciare le cinture.

QUELLE PERICOLOSE SARANNO SEMPRE DI PIÙ

Le turbolenze che si trovano in aria chiara (CAT, Clear Air Turbolence), ossia in zone col cielo limpido, dove non ci sono né montagne né formazioni nuvolose, sono le più frequenti e il tipo più «pericoloso» perché inaspettate e non rilevabili dai radar meteorologici. Secondo diversi studi, l’intensità e la frequenza di queste sono destinate ad aumentare notevolmente nei prossimi anni in certe aree e in certi momenti. La causa: il cambiamento climatico.

I PILOTI SANNO COSA FARE

Per prevenire le turbolenze, i piloti studiano attentamente le condizioni meteorologiche, pianificano in anticipo il volo e scelgono la rotta migliore. Una delle cose che un pilota non deve fare durante una turbolenza, spiega  Patrick Smith del blog Ask the Pilot, è proprio provare a combatterla.

A VOLTE SONO PROVOCATE DAGLI STESSI PILOTI

Un pilota italiano di una compagnia low cost ha rivelato che, a volte, sono gli stessi piloti a «provocare» quegli scossoni – d’accordo con gli assistenti di volo. Il motivo? «Richiamare» i passeggeri indisciplinati.

LE CINTURE? ALLACCIATELE!

L’unico modo per prevenire infortuni associati alle turbolenze e indossare  le cinture – sia quando si accende la scritta “allacciare le cinture” che (ovviamente) quando è il pilota a chiederlo. Persino loro, in cabina di pilotaggio, hanno le cinture sempre allacciate – sì, sempre.

I SEGGIOLINI PER I BIMBI, ANCHE IN AEREO

I seggiolini auto per bambini o neonati a bordo degli aeromobili sono consentiti e funzionano, a condizione che rispettino certe caratteristiche di conformità e in base alle regole delle diverse compagnie. Solitamente il passeggino è considerato bagaglio a mano.

EVITARLE DEL TUTTO

Le grosse compagnie aeree sono al lavoro per cercare un modo di evitare del tutto il problema delle turbolenze in volo: stanno infatti testando una tecnologia che utilizza laser ultravioletti che inviano degli impulsi nell’aria davanti all’aeromobile.

VOLATE AL MATTINO

Secondo quando scrive “Captain Laura” nel suo blog, esiste un modo per evitare le turbolenze: volare al mattino presto «quando l’aria è più calma».

COME AFFRONTARE LA PAURA

Per Cynthia Drescher della rivista Traveler un modo per superare la paura delle turbolenze può essere quello di «rimbalzare sul sedile» mentre succedono. «Gli scossoni – scrive – sembrano così meno bruschi».

UN FOGLIO E UNA MATITA

Ci sono poi svariate tecniche di rilassamento che possono aiutare a controllare la paura o quantomeno a evitare condizioni di panico. Il pilota Ron Nielsen suggerisce di prendere in mano una penna (in quella opposta a quella che normalmente usiamo) e scrivere il proprio nome su un foglio.

E SE IL PANICO PRENDE IL SOPRAVVENTO?

Prestate attenzione al respiro, che deve essere calmo, regolare e profondo. Concentratevi sul volto di un’assistente di volo che vi ispira affidabilità e, in caso, chiedetele (con gentilezza) «cos’era quel rumore?»

SE NON SIETE ANCORA CONVINTI

Date un’occhiata a questo nostro articolo sulle 15 domande su cui ci s’interroga ogni volta che si allaccia la cintura. Dal buchino nel finestrino alle stanze segrete delle hostess. Oppure, cliccate questo link, dove vi sveliamo le 20 cose che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere sugli aerei.

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