Le tasse aereoportuali

Condividi questo articolo su :

Oggi, con il prezzo del carburante che batte tutti i record e le misure di sicurezza sempre più vincolanti, le tasse aeroportuali rapprensentano più del 40% del prezzo del biglietto aereo: una spesa a tutti gli effetti! Per alcuni voli, queste tasse e contributi vari fanno praticamente raddoppiare il prezzo del biglietto. Ma a che cosa corrispondono queste tasse?

Le tasse aeroportuali raggruppano molte categorie

Oggi, con il prezzo del carburante che batte tutti i record e le misure di sicurezza sempre più vincolanti, le tasse aeroportuali rapprensentano più del 40% del prezzo del biglietto aereo: una spesa a tutti gli effetti! Per alcuni voli, queste tasse e contributi vari fanno praticamente raddoppiare il prezzo del biglietto. Ma a che cosa corrispondono queste tasse?

Le tasse aeroportuali raggruppano molte categorie

La prima, la più cospicua, è costituita dal sovrapprezzo del carburante e della sicurezza. Per far fronte all’incremento incessante del prezzo del petrolio, e quindi del cherosene, le compagnie aeree applicano sovrapprezzi del carburante sul prezzo del biglietto aereo. L’ammontare è lasciato alla libera discrezione di ogni vettore. Questa eccedenza può raggiungere i 70 euro per un volo a lunga percorrenza e ammonta in media a 20 euro per un volo a media percorrenza. Questi aggravi sono applicati in maniera progressiva, seguendo il ritmo del rialzo del costo del petrolio. A questo bisogna aggiungere le imponenti misure di rinforzo dei controlli di sicurezza in seguito agli attentati dell’ 11 settembre. Le compagnie aeree hanno dovuto far modificare gli apparecchi e le procedure d’imbarco, con un costo non trascurabile che si ripercuote sul prezzo del biglietto.

La seconda tassa importante è costituita dal contributo per il passeggero. Questa tassa dipende dall’aeroporto e non più dalla compagnia aerea. Essa viene riscossa dal gestore dell’aeroporto e copre i costi aeroportuali, che variano considerevolmente da una piattaforma all’altra. Ancora una volta, le rafforzate misure di sicurezza richieste in questi ultimi anni pesano parecchio sulla parcella. Alcuni aeroporti più piccoli propongono tasse meno elevate e vengono scelti dalle compagnie low cost.

La lista delle tasse continua ad allungarsi. L’ultima in ordine di tempo è destinata all’aiuto dello sviluppo del Terzo Mondo: la tassa di solidarietà va da 1 a 40 euro in più a seconda della destinazione e della classe prenotata. Per i voli interni e a destinazione di paesi dell’UE, va da 1 euro per la classe economica a 10 euro nella classe business e in prima. Fuori Europa, essa ammonta a 4 euro per i voli in classe economica e a 40 euro per le altre classi.

Questo rialzo dei prezzi dei biglietti aerei si è ripercosso ovviamente sulle tariffe dei tour operator. Così, il tour operator può legalmente aumentare le tariffe fino a 30 giorni prima della partenza, fino a un massimo del 10%. Oltre al rialzo del prezzo del carburante, ciò vale anche per il rialzo delle tasse aeroportuali e quelle relative ai tassi di cambio.

Per finire, bisogna aggiungere le spese di emissione o di biglietteria, addebitate dalle agenzie o dalle compagnie aeree. Queste spese amministrative vanno da 20 a 60 euro a seconda del tipo di volo, a corta, media o lunga percorrenza. Le agenzie su internet fatturano solo da 5 a 20 euro.

Spiegazione di un biglietto aereo

I contributi e le tasse aeroportuali sono distinti dal prezzo del tragitto sul biglietto aereo: si trovano nella rubrica taxes/fees/charges e sono ripartite in diversi codici.

– QW: canone passeggero, incassato dall’aeroporto per l’utilizzo delle sue aerostazioni da parte dei passeggeri.

– YQ: sovrapprezzo delle compagnie aeree, riscosso da queste ultime per compensare l’aumento del prezzo del petrolio, delle spese di sicurezza e dei premi d’assicurazione.

– FR: tassa aviazione civile, incassata dallo Stato: finanzia il funzionamento dell’amministrazione dell’aviazione civile e della pianificazione del territorio.

– XT: tassa di sicurezza e di difesa dell’ambiente, riscossa dallo Stato: finanzia le misure di sicurezza, come il controllo dei passeggeri e dei bagagli, o ancora la protezione contro gli incendi. Essa viene versata ai gestori dell’aeroporto.
L’importo di questa tassa è comunque molto variabile. Dipende in particolare dalla compagnia aerea e dall’aeroporto o dai terminali utilizzati durante il viaggio. I grandi aeroporti hanno tasse generalmente più elevate rispetto ai piccoli, le compagnie di linea costano di più rispetto ai charter o alle low cost, che occupano spesso terminali (o addirittura aeroporti) secondari e applicano sovrapprezzi del cherosene e delle assicurazioni più bassi. Infine, un volo interno ha meno tasse di uno internazionale.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: