Le spiagge delle Maldive

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In Sri Lanka ci sono svariati luoghi in cui le insegne specificano “solo per gli stranieri”. L’accesso è – pubblicamente – negato ai cingalesi in numerosi hotel, club, ristoranti, etc. Alle Maldive, fortunatamente, non è così…almeno non per quanto riguarda i luoghi di ritrovo che offre la capitale. Ma la situazione è molto diversa nelle isole turistiche. Non è un divieto d’accesso scritto su un’insegna, ma il risultato è lo stesso: chi telefona per sapere se ci sono camere libere riceve quasi sempre una risposta negativa.

In Sri Lanka ci sono svariati luoghi in cui le insegne specificano “solo per gli stranieri”. L’accesso è – pubblicamente – negato ai cingalesi in numerosi hotel, club, ristoranti, etc. Alle Maldive, fortunatamente, non è così…almeno non per quanto riguarda i luoghi di ritrovo che offre la capitale. Ma la situazione è molto diversa nelle isole turistiche. Non è un divieto d’accesso scritto su un’insegna, ma il risultato è lo stesso: chi telefona per sapere se ci sono camere libere riceve quasi sempre una risposta negativa.

Non si sa bene il perchè. C’è chi dice che sia a causa del fatto che i maldiviani non spendono abbastanza soldi al bar e nelle altre attività ricreative e che quindi non sono visti come un buon investimento. C’è chi crede che il veto sia per evitare che i locali vengano a contatto con uno stile di vita non consono alla cultura musulmana (alcol, carne di maiale, costumi da bagno). C’è chi è convinto sia una richiesta dei turisti, non a loro agio nel condividere la spiaggia e il mare con donne completamente vestite e uomini incuriositi dai bikini.

Comunque, la maggior parte dei maldiviani non è interessata ad andare su un’isola turistica in quanto la spiaggia e il mare sono disponibili ovunque…soprattutto nella loro isoletta di residenza. Ovunque eccetto Malè. Nella capitale non ci sono spiagge e tanto meno parchi pubblici capaci di accogliere il vasto numero di persone che vorrebbero passare il weekend facendo un picnic o giocando a calcio sulla sabbia. La spiaggia più vicina è a Villingili, l’isoletta a 5 minuti di traghetto dalla capitale, ma è piccolina e ai maldiviani l’idea di impersonare le sardine (come noi facciamo a Rimini o Riccione) inorridisce.
La soluzione c’è e si chiama Kuda Bandos, un’isola disabitata a nord di Malè usata durante la settimana dai turisti dell’isola turistica accanto e il weekend dai locali che hanno bisogno di evadere dalla metropoli . Il finesettimana – giustamente – è off-limit per gli stranieri che non abbiano un permesso di lavoro.

Gruppi di colleghi, studenti, amici e famiglie intere si recano a Kuda Bandos il venerdì o il sabato per trascorrere una giornata insieme, giocando, parlando, mangiando, nuotando, suonando musica e anche ballando. C’è chi si è portato dietro la chitarra e chi invece ha il tamburo, pronto per improvvisare il Bodu Beru, tradizionale musica e ballo delle Maldive. Alcuni ragazzi giocano a pallone in spiaggia, altri si fanno coprire completamente di sabbia…eccetto la testa e altri, muniti di maschera e pinne, fanno snorkelling per ammirare la magnifica barriera corallina dell’isola. I bambini scavano buche e sperano – invano – di riempirle con l’acqua del mare mentre altri si sono già tuffati ed aspettano un’onda potente che li spinga con forza sul bagnasciuga. Le donne cantano canzoni o fanno giochi con la sabbia. Alcune preferiscono incominciare a preparare le tavole e il cibo per il pranzo. Nessuno fa la cura del sole e la persona straniera che si sdraia al sole osserva le regole d’abbigliamento di tutte le isole abitate delle Maldive: costumi da bagno proibiti per le donne e per gli uomini assoluto divieto di mettersi costumi minuti e attillati. Sono permessi solo quelli stile “bermuda”: larghi e lunghi fino sopra al ginocchio.

A poche centinaia di metri, sul mare che offre diverse tonalità di blu a seconda della profondità, un paio di yacht e un panfilo. Ma i locali non ci fanno caso e continuano a divertirsi senza nemmeno sprecare un secondo a chiedersi chi possano essere i proprietari, se solo ricchi o anche famosi. Nessuno, eccetto me, si è domandato se quel tipo che continuava a volare sopra al panfilo facendo parasailing fosse un paparazzo alla ricerca di uno scoop.

Fonte: www.sabatoseraonline.it

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