Le spiagge dell’Asinara

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Gli abitanti dell’isola? Asini albini e mufloni. Prima colonia penale, poi carcere di massima sicurezza, oggi l’Asinara è un Parco Nazionale e un’area marina protetta: le dritte per scoprire uno degli angoli più intatti del Mediterraneo.

Era l’isola del contrappasso. Dove gli animali erano liberi e gli uomini dietro le sbarre o in catene. Per un secolo e 30 anni è stato così. Un Paradiso abitato da diavoli.

Gli abitanti dell’isola? Asini albini e mufloni. Prima colonia penale, poi carcere di massima sicurezza, oggi l’Asinara è un Parco Nazionale e un’area marina protetta: le dritte per scoprire uno degli angoli più intatti del Mediterraneo.

Era l’isola del contrappasso. Dove gli animali erano liberi e gli uomini dietro le sbarre o in catene. Per un secolo e 30 anni è stato così. Un Paradiso abitato da diavoli.

Colonie penali, lazzaretti, carceri di massima sicurezza, bunker disseminati sui suoi 52 kmq ad alta prova di evasione, nell’estremo nord ovest della Sardegna. Ora l’Asinara è un Paradiso e basta. La natura si sta riprendendo tutto, come se i cespugli verdi che coprono persino le strade avessero il colore dell’espiazione, del perdono. E non sembra nemmeno di essere in Italia o in Europa. In questo processo di trasformazione quasi karmica sta l’unicità di un luogo tanto primitivo quanto carico di storia, che attrae sempre più vacanzieri. Se prima si cercava di evitare le evasioni, oggi si scongiurano le invasioni.

LE STAR DELL’ISOLA: ASINELLI ALBINI E MUFLONI
Sull’isola dove erano imprigionati Franceschini, Cutolo, Totò Riina, dove Falcone e Borsellino decidevano le strategie antimafia, hanno aperto un ostello, un ristorante, qualche chiosco bar. Eppure non c’è turista che riesca a scalfire la ferma volontà del Parco di conservare questo spicchio di Eden. A costo di limitare gli sbarchi: si arriva a piedi, in bicicletta o, meglio, si esplora l’Asinara in fuoristrada con la guida. Anche se i visitatori da Stintino o da Porto Torres crescono di circa 3000 unità all’anno (erano 85.000 nel 2012). Perché adesso questo è il regno degli asinelli bianchi e grigi, delle capre, dei cinghiali, dei mufloni, dei cavalli che corrono liberi sulla spiaggia, in branchi. È il regno dell’euforbia che colora tutto di giallo a maggio (il mese migliore per fotografarla) e poi vira sul rosso, oppure del cisto, del lentisco e del fiordaliso spinoso, unico al mondo, delle 29 piante endemiche; e poi del falco, del gabbiano corso, delle tartarughe marine; delle cernie, dei delfini, dei saraghi, delle corvine che si vedono a occhio nudo, della patella ferruginea e della Pinna Nobilis, altrove in via di estinzione.

BIRDWATCHING, VELA, PESCATURISMO
È l’isola del silenzio, delle notti illuminate solo dalle stelle, dei paesaggi che fanno pensare al primo giorno dopo la Creazione. “Mamma” ha detto una bambina di 5 anni “quando torniamo a casa mi devi comprare i pastelli nuovi perché quelli che ho non bastano per disegnare i colori di questo mare!”. Fare il bagno in una delle sue spiaggette vergini – tra cento chilometri di coste incontaminate – viene sui 50 euro a testa, traghetto compreso (sono 16 gli operatori abilitati ai tour individuali, uno per tutti: ScopriSardegna, cell. 328.45.64.682). Fermarsi due o più giorni all’Asinara, invece, è un privilegio di pochi. Di quelli che la raggiungono con la propria barca e prenotano una boa. Di quelli che si sistemano in camerate stile militare nell’ostello con ristorante dalla sopravvivenza incerta (forse anche a causa del nome: Sognasinara). E di chi partecipa a campi di birdwatching nel centro rapaci o è ospite della foresteria del Parco a Cala Reale. L’unico residente è lo scultore Enrico Mereu, con atelier a Cala d’Oliva. Sull’isola si può praticare pescaturismo o noleggiare charter a vela, ci sono diversi centri sub (uno anche per disabili, tel. 079.52.70.00, cell. 347.35.72.811) e un maneggio (Cavalcando l’Asinara, tel. 348.81.22.191). I primi di settembre l’Asinara si anima per il festival di libri e film “Pensieri&Parole”.

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