Le novità sulle Baleari

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Un tempo erano Ibiza e Formentera, ora non più. Minorca calling: se prima era il paradiso di famiglie in cerca di relax, ora l’isola ha cambiato rotta e punta dritto ai giovani. Quelli che della fabbrica del divertimento tutto chiasso e notti bianche non ne possono più. Che quando arriva la vacanza, lo svago non è a orologeria: niente scoppi e sballi. Chi approda a Minorca vive il mare e riti sani.

Un tempo erano Ibiza e Formentera, ora non più. Minorca calling: se prima era il paradiso di famiglie in cerca di relax, ora l’isola ha cambiato rotta e punta dritto ai giovani. Quelli che della fabbrica del divertimento tutto chiasso e notti bianche non ne possono più. Che quando arriva la vacanza, lo svago non è a orologeria: niente scoppi e sballi. Chi approda a Minorca vive il mare e riti sani.

Ci si alza prima delle dieci e non si va a dormire dopo le tre: la movida minorchina non ha frenesie, né smanie modaiole. Dopo una giornata tra spiaggia e sport, si fa tappa in piccole boutique, per continuare in un chiringuito pieds-dans-l’eau con una Pomada (gin e limonata) come aperitivo. Poi, la cena, mai prima delle dieci, in uno dei tanti ristoranti di qualità. C’è una sola discoteca, la Cava d’en Xoroi, una delle più belle delle Baleari, scavata nella roccia, ma colonizzata dai turisti. La notte si trascorre sotto cieli stellati e in locali, nient’affatto fashion ma frequentatissimi. Di rigore, abbigliamento informale: non trasandato, però libero. Magari con qualche tocco alternativo: la parola chiave a Minorca è distinguersi, ma con low profile.

Niente lussi sfrenati e fasto a tutti i costi: hotel e agriturismi sono piccoli e di charme e i prezzi non ancora da capogiro. I ristorantini nascosti tra baie e campagna sono ideali per trascorrere le serate chiacchierando con un calice di buon vino. Magari prodotto qui come il Binifadet, dell’omonima azienda appena fuori Sant Lluís, un tipico pueblo minorchino , bianco, macchiato qua e là dal viola delle buganvillee, nella parte orientale dell’isola. Indimenticabile è una cena a La Rueda, famoso tra la gente del posto per le tapas di pesce: dal polpo alla gallega (con olio e peperoncino), alle polpette di baccalà, ogni portata sorprende. Il prezzo, poi, lascia stupiti: 7 euro le portate complete, 3,50 le tapas. Sempre a Sant Lluís, i Biniarroca è una country house di due artiste londinesi con salottino-biblioteca very british, giardino e due piscine. Le camere nella struttura principale sono un po’ piccole, le suite, invece, si aprono tutte sul giardino o su una terrazza privata. Chi ama la natura può dormire a Alcaufar Vell: 100 ettari di verde con piscina circondano una casa signorile in stile neoclassico. Ventuno le stanze arredate con un mix di high-tech e tradizione. La colazione è basic e il ristorante di nouvelle cuisine ha prezzi un po’ troppo alti. La spiaggia più vicina è Binibeca Nou: scogli bassi, un chiringuito, lettini e acqua pulitissima. Dopo il mare si può passeggiare a Vell, villaggio ricostruito come un borgo di pescatori con case bianche. All’ora di pranzo (dalle 13.30 alle 16) o a cena, ma bisogna prenotare, si va al Club Nautico de Binisafuller, un ristorantino, a 5 minuti d’auto da Vell, che offre gamberi alla brace e fritto di calamari di fronte al mare.
La parte sud orientale dell’isola è la più viva e preferita dagli stranieri: qui si trova Mahón, la capitale, ma anche Es Castell, un porticciolo da cartolina dove i magazzini dei pescatori sono diventati ristoranti, locali e boutique. A Ferreries, a una quindicina di minuti d’auto da Mahón, ha aperto da appena un mese l’agriturismo Canaxini. Vicinissima c’è cala Mitjana, sabbia fine, scogliere intorno e mare quasi sempre calmo, da dove si può partire alla scoperta delle meraviglie naturali dell’isola: spiagge bianche, mare azzurrissimo, baie silenziose circondate da prati che arrivano fino alle scogliere. Ma anche colline, pinete, falesie e il parco di Es Grau, un’area protetta di 1880 ettari.
 
A nord dell’isola dell’isola, il borgo marinaro di Fornells, vale una visita per il ristorante Es Pla: sulla terrazza di fronte al mare si gusta la speciale caldereta de langosta (zuppa di aragosta). Un altro tempio della cucina tradizionale minorchina è N’Aguedet, nel bellissimo paese di Es Mercadal. Da vedere anche la Ciutadella, l’ex capitale, con la cattedrale gotica, la chiesa del Roser e di Sant Crist, palazzi antichi, piazze eleganti e portici a volta lungo le vie pedonali. Ma anche locali dal mood contemporaneo: La Margarete (c/Sant Joan 6, tel. 0034.68.66.45.093) è il regno notturno di Ricard Commeleran, pittore di Barcellona. Sopra il locale c’è il suo atelier e la boutique La Varieté, dove si trovano espadrillas e borse da mare. Non lontano, il Café des Museu (c/des Palau 4, tel. 0034.686.45.98.97) è l’indirizzo per l’ultimo drink. Altri locali si trovano sul porto,che la sera è vivacissimo. Il Café Balear è un’istituzione per il menu di pesce e il fritto misto di aragosta e coda di rospo. Sofisticato negli interni il ristorante Cas Consol: legni scuri, luci soffuse, un enorme lampadario stilizzato sopra al bancone. Nel menu, cuscus vegetale, hamburger di legumi e crema di aglio e coriandolo. Per la notte, appena fuori città, c’è l’ Hotel Rural Sant Ignasi: una ventina di stanze e colazione impeccabile.

Fonte: www.corriere.it

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