Le notti bianche di San Pietroburgo

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Il 2011 è stato proclamato "Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia": cento grandi eventi e più di mille iniziative organizzate nei due Paesi per promuovere la conoscenza e l’amicizia reciproca.

Scoprire la Russia in Italia o partire?
Arte, cinema, musica, danza, teatro, letteratura, sport, spiritualità, innovazione, motori e tecnologia le aree tematiche in cui si sviluppa il gemellaggio, inaugurato dalla mostra dedicata ad Aleksandr Deineka da poco conclusasi a Roma e che si chiuderà con un’esibizione del Teatro alla Scala al Bolshoi di Mosca.


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Per chi desidera conoscere la Russia più da vicino e non si accontenta di respirarne le atmosfere in territorio italiano ( elenco completo degli eventi sul sito del Governo Italiano, tra cui si segnalano la mostra "Il tesoro del Cremlino" fino all’11 settembre a Palazzo Pitti di Firenze  e la tournée estiva del "Caligula" diretto da Nekrosius e interpretato da Mironov all’Auditorium Parco della Musica di Roma), perché non organizzare un weekend a San Pietroburgo?

La magia delle notti bianche

Il periodo da maggio a luglio è il più indicato per godere di uno spettacolo naturale che proprio a San Pietroburgo – unica metropoli al mondo dove questo accade – si manifesta nel suo più suggestivo splendore: le notti bianche.

Un fenomeno caratteristico delle alte latitudini, che il 21 giugno ha la sua apoteosi (il sole sorge alle 4.30 e tramonta alle 22.00, per un totale di quasi 18 ore di luce) e che ha ispirato poeti e scrittori, sedotti dai riflessi rosa che illuminano il cielo e si mischiano alle imponenti architetture della città, rendendo San Pietroburgo un luogo a dir poco fiabesco.
Proprio seguendo le tracce dei grandi autori russi è possibile scoprire una città meno turistica e oltremodo affascinante, che ha saputo conservare – nonostante gli stravolgimenti sociopolitici che l’hanno coinvolta negli ultimi secoli – una maestosità imponente e malinconica al tempo stesso.

Una città come un romanzo

San Pietroburgo è il luogo che più di ogni altro ha ispirato gli autori russi: impossibile comprenderne veramente romanzi e poesie se non si è visitato la città; allo stesso modo, le opere in prosa e in versi sono un ottimo mezzo per cogliere la cultura e la "personalità"della metropoli, sospesa tra presente e passato.

"Delitto e castigo" di Dostoevskij è uno dei romanzi più rappresentativi, ambientato nei dintorni di Sennaya Ploschad. L’area è stata restaurata nel 2003, ma lo squallore, la sporcizia e il brulicare di taverne e malavita descritti dallo scrittore non sono difficili da immaginare. Sull’altra sponda del canale si raggiunge Stolyaerny Pereulok, dove si trova uno dei due possibili appartamenti di Raskolnikov, il protagonista del romanzo. L’ubicazione alternativa (e più probabile) è al numero 9 di  Stolyarny Pereulok: in cima alle quattro rampe dell’ingresso 2 ci sono spesso delle scritte lasciate da turisti e appassionati che dicono "Rodya (soprannome di  Raskolnikov) non uccidere" e altre citazioni dal libro.

Lasciato il quartiere, merita una visita il Museo Dostoevskji (5/2 Kuvenchny Lane), inaugurato nel 1971, in concomitanza con l’ottantesimo anniversario della morte dello scrittore (il monumento funebre è nel cimitero monumentale del Monastero ortodosso Aleksandr Nevskij), in quello che fu il suo appartamento dal 1878 al 1881. 

Tra i monumenti più originali di San Pietroburgo, una scultura dedicata al naso di Gogol, lo scrittore e drammaturgo ucraino autore de "I racconti di Pietroburgo" (1842), raccolta caratterizzata da un misto di realismo e mostruosa comicità con cui ha rappresentato le condizioni sociali dell’allora capitale russa. Come non ricordare l’assessore Kovalev che si sveglia senza naso, per poi scoprire che è stato il naso stesso a fuggire da lui?

Impossibile parlare di San Pietroburgo e di letteratura senza citare Aleksandr Puskin, le cui opere sono considerate tra le più alte espressioni del romanticismo russo. Al 18 della Prospettiva Nevskij –  l’arteria principale della città, che la attraversa per 4,5 chilometri da Piazza del Palazzo fino al Monastero ortodosso fondato da Pietro il Grande – si trova il Caffé Letterario (ex Caffé Wulf), un tempo frequentato dallo scrittore e dagli intellettuali pietroburghesi.

A Puskin sono dedicati inoltre  il Teatro accademico di prosa situato in Piazza Ostrovskogo, alle spalle del monumento di Caterina II, un appartamento-museo lungo il fiume Moyka (12, Nabereznaia Reki Mojki – aperto dal mercoledì alla domenica) situato dove lo scrittore visse per circa un anno e dove morì nel 1837, e un monumento in Piazza delle Arti, davanti al Museo Russo.

Non resta che addentrarsi nella città e scoprirne la scintillante bellezza contrapposta alla timida malinconia, passeggiando nel centro storico (incluso tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco) tra la Piazza del Palazzo su cui si affaccia il Museo dell’Ermitage, la Cattedrale di Sant’Isacco nell’omonima piazza, la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato sulla riva del canale Gribaedova.

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