Le migliori vie d’acqua del Mediterraneo. Quando il viaggio diventa liquido

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Corsi d’acqua placidi e quasi immobili, che attraversano campagne coltivate, paesi senza tempo, lande dove la vita scorre senza variazioni da secoli… Il Mediterraneo da gustare in barca non si incontra solo sul mare.

I dolci colori del Canal du Midi © copyright Trabantos / Shutterstock

Canal du Midi, Francia

C’è una via d’acqua tra il Mediterraneo e l’Atlantico: è il ‘Canal des deux mers’, che unisce Sète, sul Golfo del Leone, con Bordeaux, su quello di Biscaglia. Il Canal du Midi, Patrimonio dell’UNESCO, è il braccio meridionale di questo sistema: parte da Sète e arriva a Tolosa, la capitale dell’Occitania, città universitaria e multiculturale.

Il mezzo migliore per percorrere un tratto del canale è… la bicicletta! È possibile, naturalmente, navigare lungo il canale a bordo di canoe, barche a remi o piccole imbarcazioni con qualche posto letto (non è necessario alcun brevetto per pilotarle), ma è preferibile la totale libertà che solo la bicicletta può offrire: non si perde niente del fascino delle vie d’acqua (per chilometri e chilometri i percorsi ciclabili corrono direttamente sull’alzaia, all’ombra delle migliaia di platani che la fiancheggiano) e in qualunque momento è possibile fare una deviazione nella campagna francese, alla scoperta dei villaggi, dei vigneti, delle cittadine medievali come Carcassonne, con lo sguardo che in certi punti può spaziare dai Pirenei al Mont Caroux. Le bici si possono noleggiare senza problemi lungo il percorso e Tolosa dispone di comodi collegamenti in treno con le principali città della Francia.

La via d\'acqua del Parco del Sile © Copyright Marco Florian / Shutterstock

Parco del Sile, Italia

Estesa su oltre 4000 ettari tra le province di Treviso, Padova e Venezia, l’area verde del Parco del Sile offre soluzioni di viaggio varie ed emozionanti. Il territorio ricco di depositi argillosi e impermeabili della bassa pianura fa sì che le acque sotterranee della zona più alta riemergano in risorgive creando polle particolari, intorno a cui si sviluppano zone paludose, torbiere e piccoli boschi planiziali.

Il parco è un santuario del birdwatching, tra picchi, aironi, garzette, morette e altri volatili; a questi si aggiungono ramarri, lucertole e rane. Il modo migliore per vivere il verde intorno al Sile è a piedi o in bicicletta: trovate diversi sentieri tracciati e percorsi ciclabili recenti e ben segnalati, in un ‘corridoio ecologico’ che unisce il parco dalle sorgenti del fiume a Pontegrandi, passando per Treviso e le bellezze del suo centro storico.

Empuriabrava, sotto il caldo sole di Spagna © Copyright Bborriss.67 / Shutterstock

Empuriabrava, Spagna

Parlare di ‘città galleggiante’ è impegnativo in tutti i contesti che non siano Venezia o Tenochtitlán, la meravigliosa capitale dell’impero azteco, eppure qualcosa di simile si trova in Catalogna, a 50 km da Girona. La pianta regolare e squadrata di Empuriabrava è scandita da viali d’acqua, e davanti alle case i parcheggi sono sostituiti dagli ormeggi per le barche. Tenuto conto che l’insediamento si sviluppa lungo 35 km di canali, nei quali c’è posto per 5000 imbarcazioni, l’atmosfera è ancora a misura d’uomo e il mare che bagna la spiaggia di fronte all’abitato è pulito.

Camminando per i moli, le passeggiate e i ponticelli che attraversano i canali si sentono parlare varie lingue, soprattutto tedesco, olandese e russo: il turismo internazionale ha scoperto da tempo questa località, il che spiega scelte architettoniche non felicissime come i grattacieli sorti a ridosso della battigia. Ma è stato preservato bene il quartiere storico, chiamato Villa Condal, e la speculazione edilizia non ha messo in secondo piano l’attenzione per l’ambiente, come testimonia il vicino Parque Natural del Aiguamolls de l’Empordà, che tutela quel che rimane delle paludi che un tempo coprivano interamente la fascia costiera.

Attraverso il Canale di Corinto © Copyright tetiana_u / Shutterstock

Canale di Corinto, Grecia

Dall’alto o dal basso, in barca o piedi. Sono due i modi per visitare il Canale di Corinto e provare sulla propria pelle il fascino sublime delle sue pareti di roccia a picco, che precipitano quasi verticali per altezze anche di 90 m.

Non si tratta di uno spettacolo della natura, ma di un dramma messo in scena dall’uomo. Un artificio, perché il canale è un’opera ingegneristica ideata per risparmiare centinaia di chilometri di navigazione, mettendo in comunicazione il Mar Egeo e il Golfo di Corinto. Una sfida lanciata già dagli antichi greci alla solida roccia e vinta soltanto 25 secoli più tardi. Sì, perché fu probabilmente il tiranno Periandro, nel VII secolo a.C., a considerare l’idea per la prima volta, ma solo nel 1870, dopo l’inaugurazione del Canale di Suez, una compagnia francese avviò il progetto, che venne portato a termine 23 anni dopo dai greci.

E ora eccoli lì: il mare che si incanala nell’istmo per oltre 6 km e le barche che vi navigano lente, attente a non urtare le rocce che si aprono in un varco di soli 25 m.

Fortificazioni veneziane lungo il Canale di Vivari © Copyright Leonid Andronov / Shutterstock

Canale navigabile di Vivari, Albania

Dovevano sentirsi a casa i marinai veneziani che, scesi in fondo all’Adriatico, raggiungevano il Lago di Butrinto, un’ampia laguna salmastra presidiata dall’omonima roccaforte. Per farlo percorrevano il Canale di Vivari, 3 km di via navigabile che tuttora permette l’accesso al lago alle navi con un pescaggio fino a 3 m.

Sarebbe questo il modo migliore per raggiungere le rovine dell’antica città (prima ellenica, poi romana, quindi bizantina e veneziana), Patrimonio dell’UNESCO dal 1992 e oggi principale sito culturale e turistico dell’Albania. Da Corfù basta una brevissima traversata per superare lo stretto che divide ufficialmente l’Adriatico dallo Ionio e imboccare il canale che conduce al grande bacino lacustre. Qui la natura regna sovrana e prosperano gli allevamenti di cozze.

Per chi arriva via terra, invece, il canale è un ostacolo, una barriera nel viaggio lungo la costa greca e albanese. Per fortuna c’è un traghetto a fune per attraversarlo, il che permette di evitare una lunga deviazione.

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