Le mete degli italiani per l’ estate 2009

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Come saranno quest’anno le vacanze degli italiani? All’ombra della crisi? Al sole della speranza? Nella tranquillità del chissenefrega? Diciamo intanto che nessuno ha intenzione di rinunciarci, un vestito di meno, niente cene fuori casa, niente regali e regaletti per i compleanni, ma guai ad accantonare il progetto di partire verso i mari, le montagne, la campagna, gli agriturismo, il trekking, le città d’arte, quelle mangerecce, quelle con tante chiese, quelle con tanti outlet, quelle che costano poco e offrono di più, quelle che sono care ma sono chic, quelle lontane, un po’ esotiche “dove ci vado solo io”.

Come saranno quest’anno le vacanze degli italiani? All’ombra della crisi? Al sole della speranza? Nella tranquillità del chissenefrega? Diciamo intanto che nessuno ha intenzione di rinunciarci, un vestito di meno, niente cene fuori casa, niente regali e regaletti per i compleanni, ma guai ad accantonare il progetto di partire verso i mari, le montagne, la campagna, gli agriturismo, il trekking, le città d’arte, quelle mangerecce, quelle con tante chiese, quelle con tanti outlet, quelle che costano poco e offrono di più, quelle che sono care ma sono chic, quelle lontane, un po’ esotiche “dove ci vado solo io”.

La crisi c’è ma non si vede. Basta ricordare l’esodo biblico del ponte del primo maggio, che ha lasciato le città deserte come fosse scoppiata la bomba atomica. Ma anche nei normali week-end le autostrade sono prese d’assalto, file infinite di automobili corrono verso quelle 48 ore di relax, costi quello che costi. Saranno tutti miliardari? Franceschini ha impostato la sua lamentosa campagna elettorale su due giaculatorie, sempre quelle: io sono bravo, Berlusconi no, gli italiani non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.

Prendiamo nota allora che quelli che non rinunciano a un ponte, o a un fine settimana, ce la fanno tutti. E sono tanti. È chiaro che altri davvero hanno grossi problemi e vanno aiutati con ogni mezzo, ma non ci venga a dire Franceschini che gli italiani sono tutti in ginocchio.

Voglia di novità
Una cosa comunque ha cambiato il rito delle vacanze 2009, la voglia di novità, la voglia di fare qualcosa di diverso, in posti diversi, con mezzi diversi.

Per esempio la Sardegna è un po’ passata di moda, ci tornano quest’anno quelli che hanno casa, che in qualche modo sono obbligati, ma i ricchi di passaggio con le barche, quelli che volevano farsi vedere a Porto Cervo, o a Porto Rotondo, al Billionaire o a cena dal Pescatore, hanno in programma, incredibile a dirsi, la Croazia, la Jugoslavia, posti che una volta erano considerati da travet e oggi invece sono molto in. Perché? «Perché la sinfonia è cambiata», mi dice un grosso imprenditore milanese con moglie da schianto, «non ho più voglia delle solite facce, della solita gente, delle solite discoteche. Sarà anche che gli anni passano e cambiano i gusti. In Croazia per esempio c’è un mare stupendo, piccoli paesini da fiaba e se mi viene voglia di musica la faccio sulla mia barca. È mia moglie che sentirà un po’ la nostalgia della Sardegna, perché lei è mondanissima e con tutti i vestiti che ha non sa a chi farli vedere in Croazia. Anche se l’anno scorso ci abbiamo incontrato un sacco di gente famosa».

Sembra davvero che i gusti siano un po’ cambiati, quest’anno si privilegiano i concerti a Salisburgo, il jazz all’isola d’Elba, le poesie a Cetona, il nuovo museo archeologico di Atene, il Festival della letteratura di Calabria, gli Aperitivi d’autore in Garfagnana in compagnia dello scrittore famoso, la musica in quota fra le montagne del Trentino.

Ma c’è anche chi preferisce, come al solito, le vacanze esotiche: per esempio, pare che molti giovani partano per il Vietnam per fare canoa sul Mekong, per visitare Saigon alla ricerca dei “segni” lasciati dalla guerra. Alcuni studenti della Bocconi vogliono scrivere un diario di viaggio dove raccogliere le testimonianze dei vecchi vietnamiti e attraverso i loro racconti ricostruire una storia che loro non hanno vissuto perché erano troppo giovani.

Altri più temerari hanno chiesto a un’agenzia di viaggi di organizzare una settimana su un’isola deserta del Borneo. Vogliono arrivarci con un elicottero, un medico, scorte di acqua e cibo e farsi venire a riprendere sette giorni dopo.

Come tetto una tenda, come materasso la spiaggia, come cibo solo scatolette. E qualche sorpresa: apparizioni improvvise di varani, lucertole giganti, scorpioni, iguane e pipistrelli con una apertura d’ali impressionante, che al tramonto sorvolano l’isola a bassa quota. Tutto compreso nel prezzo.

Città d’arte
I giovani invece che devono contenere le spese e sono la maggior parte, hanno scelto, secondo i tour operator, il noleggio di grossi camper con i quali girare l’Europa, tutti ammassati insieme, ragazzi e ragazze, musica al massimo volume e mete condivise: Berlino, Praga, Budapest, Parigi. Partono versando nella cassa comune una certa cifra a testa e quando il malloppo finisce si torna a casa.

Anche i vip quest’anno sembrano preferire la riservatezza, i luoghi appartati, meno noti in cerca di quiete, di vero riposo. Va alla grande la Toscana dove arriverà per qualche giorno Carlo d’Inghilterra, dove possiede una farm spettacolare Sting, dove gli albergatori giurano che hanno prenotato Brad e Angelina e nientemeno che Madonna.

Per chi, invece, vuole divertirsi alla vecchia maniera c’è sempre la Romagna dove si mangia bene, si beve meglio, ci sono musica, giochi, discoteche, belle ragazze, spiagge affollate ma accoglienti: se vuoi dimenticare la crisi è il posto giusto. Ti stordisce quanto basta.

Fonte: www.libero-news.it

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