Le mele della Normandia

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Nella Normandia di Flaubert, lungo le strade del sidro e del calvados
In Normandia è il tempo delle mele. Ovvero la stagione giusta per raccogliere i frutti maturi di quei 7 milioni di alberi di melo che hanno trasformato le campagne della regione in un enorme frutteto incantato, sullo sfondo di castellucci e pascoli. Così da metà ottobre a tutto novembre è dovunque festa grande, e le atmosfere sembrano uscire dalle pagine di Flaubert.

Nella Normandia di Flaubert, lungo le strade del sidro e del calvados
In Normandia è il tempo delle mele. Ovvero la stagione giusta per raccogliere i frutti maturi di quei 7 milioni di alberi di melo che hanno trasformato le campagne della regione in un enorme frutteto incantato, sullo sfondo di castellucci e pascoli. Così da metà ottobre a tutto novembre è dovunque festa grande, e le atmosfere sembrano uscire dalle pagine di Flaubert.

Certo, Yonville-l’Abbaye, il villaggio di Madame Bovary, è un luogo immaginario (anche se pare che a ispirarlo sia stato il paesino di Ry, dove i souvenir di Emma spuntano a ogni angolo) ma sono decine i petits villages fatti di manciate di case giocattolo attorno al campanile della chiesa, rimasti deliziosamente intatti. Da Lyon-la Foret (dove guarda caso Renoir girò il suo Madame Bovary negli anni 30, e poi anche Chabrol, protagonista una splendida Isabelle Huppert) a Camembert, St-Hymer, Beaumont… Tutti scenari perfetti per mercati e fiere delle mele e del sidro. Già perchè in Normandia la mela è una doppia tentazione, e quasi mille anni (ma forse già dal VI/VII secolo) è l’ingrediente naturale di quel «vino di mele» che è una vera arte di vivere da queste parti.

Delle oltre 750 varietà di mele normanne, solo una cinquantina sono adatte a produrre il sidro: mele «amare» o «dolci-amare» dai nomi suggestivi di Belle Fille de la Manche o Moulin a Vent. La lavorazione del sidro inizia subito, appena le mele vengono raccolte, ridotte in polpa e poi pressate nei torchi d’una volta. Dopo di che il mosto viene messo nelle botti, e lasciato fermentare per 4/6 settimane; quindi viene imbottigliato ed è pronto da gustare, magari in abbinamento con uno dei grandi formaggi normanni, un Camembert fermier, un Pont l’Evêque, un Livarot…Per scoprire tutti i segreti del sidro normanno, e vivere l’atmosfera di villaggi fuori dal tempo, c’è un itinerario su misura : la Route du Cidre una quarantina di km che si declinano tra i paesaggi dolcissimi del Pays d’Auge, nel cuore della regione. Lungo la Route, una ventina di produttori aprono le porte delle loro cantine, in un inebriante profumo di mele mature. Le tappe d’obbligo non si contano. Bonnebosq con il delizioso Manoir du Champ Versant, piccolo castello del ‘500, e il Manoir de Criqueboeuf, altro castelluccio antico con la facciata à colombages.

E poi Cambremer, microvillaggio tipico dove nasce un grande sidro doc, il piccolo borgo antico di Crèvecoeur en Auge, con il castello-museo, Beuvron en Auge, uno dei «più bei villaggi di Francia», tutto case graticcio e decori di pietra. Domenica 26 ottobre la piazza di Beuvron si anima per la Festa del Sidro e il Gran Mercato, con tutti i produttori della zona. L’ultima domenica di ottobre è scenario di feste delle mele un po’ dovunque, con concorsi di sidro in villaggi fatti di niente: Notre-Dame-de-Gravenchon, Toussaint, Saint-Maclou-de-Folleville…E in tutto il cantone di Cambremer sino alla fine di novembre i « week-end du pressoir» attorno ai vecchi torchi da sidro, sono un appuntamento classico.

L’ultimo atto di un tour nell’autunno normanno non può che avere per protagonista l’acquavite distillata dal sidro, il famoso Calvados. Anche questa una lunga storia: la prima citazione del liquore fatto con le mele risale al 28 marzo 1553, nel diario del Sire di Gouberville, gentiluomo del Cotentin. Per i Normanni, una data che equivale a una festa nazionale. Perchè il Calvados qui è un culto, base tra l’altro del rito del trou normand, ovvero un bicchierino di calvados buttato giù a metà di uno di quel pranzi grandiosi raccontati dal solito Flaubert e da Maupassant, per «far posto ad altre pietanze» (rito oggi sostituito da un più banale sorbetto al calvados).

E il Calvados del Pays d’Auge, doc dal 1942, distillato due volte in alambicchi tradizionali (un po’ come il cognac) è una passione per intenditori. La gran parte dei produttori di sidro della Route du Cidre distilla anche Calvados artigianale, e in più ci sono alcune distillerie esclusive da non perdere. Come Calvados Château de Breuil, nel bel castello del XVI-XVII secolo di Breuil en Auge (www.chateau-breuil.fr ), Père Magloire di Pont l’Eveque, storica maison di fine ‘800, con museo annesso (www.pere-magloire.com ) o La Ribaude di Ouilly du Houley, un piccolo manoir nel verde, con i vecchi alambicchi di rame (www.laribaude.com ). L’autunno è la stagione ideale per assistere alla distillazione, e per degustare (e portarsi a casa) un " calva " di 2, 3, 6 ma anche 20 o 40 anni. Perfetto con il cioccolato nero. E con tutte le specialità al burro e alla panna della classica cucina normanna.

Fonte: www.lastampa.it

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