Le coste del Messico

Condividi questo articolo su :

Nello Stato messicano di Oaxaca, dove, sulla costa del Pacifico, andiamo alla scoperta di Puerto Escondido, Huatulco, Mazunte. Qui venivano nel ‘500 i pirati a sotterrare i loro tesori.

C’era una volta un porto nascosto. Era l’unica baia in una vasta zona dove i pescatori riuscivano ad approdare al riparo dalle onde dirompenti del Pacifico, sulla costa di Oaxaca, lo Stato che si estende a sud del Guerrero, quello divenuto famoso per Acapulco.

Nello Stato messicano di Oaxaca, dove, sulla costa del Pacifico, andiamo alla scoperta di Puerto Escondido, Huatulco, Mazunte. Qui venivano nel ‘500 i pirati a sotterrare i loro tesori.

C’era una volta un porto nascosto. Era l’unica baia in una vasta zona dove i pescatori riuscivano ad approdare al riparo dalle onde dirompenti del Pacifico, sulla costa di Oaxaca, lo Stato che si estende a sud del Guerrero, quello divenuto famoso per Acapulco.

Nell’allora semisconosciuta Puerto Escondido degli anni ‘70 cominciarono ad arrivare i surfisti californiani, poi seguiti da australiani, neozelandesi, hawaiani, tutti attratti dalle onde lunghe e alte che hanno fatto della spiaggia di Zicatela una delle dieci migliori al mondo, tanto da ospitare campionati internazionali in estate, il periodo migliore per i funamboli della tavola.

Poi, Puerto Escondido ha preso a crescere a dismisura, oggi ha voli di linea giornalieri e nella vicina Huatulco – serie di baie fino a pochi decenni fa disabitate e nei secoli addietro conosciute soltanto dai corsari inglesi che le usavano come rifugio dopo gli assalti ai galeoni spagnoli – si sono inventati un centro turistico di alto livello per insidiare il primato di Cancún: aeroporto internazionale, grandi alberghi, campi da golf e centri commerciali.

Intanto, gli amanti della quiete e gli ultimi eredi della cultura hippie – nonché tanti cultori del buddismo tibetano – scovavano un’altra baia nascosta, Mazunte, che fino al 1990 era in pratica un mattatoio: i cinquecento abitanti del villaggio vivevano di tartarughe: raccoglievano le uova e macellavano le madri dopo la deposizione, una “tradizione” che oggi ci sembra una barbarie ma per loro costituiva il principale sostentamento.

Miracoli del Messico: trasformare nel giro di pochi anni una crisi economica in una fonte di reddito da turismo ecologico e sostenibile. Ed ecco che a Mazunte le tartarughe sono diventate l’attrazione per eccellenza: le proteggono amorevolmente e fanno in modo che le uova si dischiudano al riparo dai predatori e la maggior parte dei neonati giungano al mare senza problemi, è sorto il Centro Mexicano de la Tortuga (il cui motto è «Conoscere per conservare ») e anche una piccola fabbrica artigianale di prodotti cosmetici ecocompatibili, a base di elementi naturali e ormai rinomati a livello internazionale.

In questo lembo di paradiso dai ritmi lenti e dove i cellulari non funzionano (per ora), tra le tante specie di tartarughe che continuano a venire ogni anno a deporre migliaia di uova c’è anche la Laúd, la più grande tra quelle marine, circa una tonnellata di peso per due metri di lunghezza, che quando esce dalle onde e si trascina lasciandosi dietro le stesse tracce di un carroarmato, pare di vedere un maggiolino Volkswagen corazzato con le zampe al posto delle ruote.

Mazunte pare debba il suo nome a un granchio azzurro che abbonda su queste spiagge, però, stando all’antica lingua náhuatl degli Aztechi, Mazunte deriverebbe da maxontetia, parola composta da ma, imperativo, xon, che denota la supplica, e tetia, deporre le uova: dunque, significherebbe «ti prego di deporre le uova», un’esortazione in tono gentile che rimanderebbe alla millenaria abitudine delle tartarughe che nella memoria del Dna hanno questa zona come luogo ideale per riprodursi; delle 11 specie marine presenti sul pianeta, ben 10 vengono fin qui da ogni punto del Pacifico, e scelgono in particolare La Ventanilla, la “piccola finestra” tra le scogliere abitata da una trentina di famiglie dove le fitte mangrovie della laguna proteggono un ecosistema popolato di aironi, iguana e coccodrilli, oltre ai crostacei e ai microorganismi che assicurano il nutrimento per le tartarughe. Alla Ventanilla è stato creato anche un vivaio di coccodrilli: li allevano per liberarli una volta raggiunta l’età matura. E si coltivano le mangrovie per riforestare la costa, colpita dall’uragano Paulina nel 1997.

Standosene sulla spiaggia di Mazunte, che è l’ideale per rendere merito al vecchio detto messicano «hechar la hueva» (godersi l’ozio), arrivano gli immancabili cani randagi in cerca di carezze e cibo, con l’aggiunta di un’oca che si comporta come loro, unico pennuto da cortile che qui è da arenile e ama giocare con il barista di un piccolo locale sotto il palmeto; e se si vogliono provare emozioni memorabili, basta affidarsi a uno dei tanti barcaioli che vengono a offrirvi escursioni tra delfini e balene: senza spingersi troppo al largo, è facile avvicinare qualche balenottera o addirittura le balene azzurre, creature lunghe 30 metri, che nuotano incredibilmente agili tra le onde, spesso incuriosite dagli esseri umani, e dato che sono così intelligenti da capire che qui nessuno fa loro del male da diversi decenni (il Messico è stato il primo Paese a bandirne la caccia nelle sue acque), non è raro che si esibiscano in salti acrobatici ed evoluzioni. A Mazunte è facile, basta rinunciare alla hueva da amaca sulla spiaggia e avventurarsi con i barcaioli – tutti esperti e attenti alle norme di sicurezza e di rispetto della natura – per godersi lo spettacolo. Sia all’alba che al tramonto si consiglia una bella scarpinata fino a Punta Cometa, il promontorio più a sud di tutto il Messico (che qui compie una curva verso est, assumendo la forma di un ippocampo), e anche se Tapachula, nel Chiapas che confina col Guatemala, a guardarla sulla carta sembra un po’ più in giù, poco importa, Punta Cometa continua a vantare il primato.

Oltre a quello di luogo sciamanico: i curanderos assicurano che stando su questa roccia protesa sul Pacifico si assorbe una gran quantità di energia cosmica, e vi si incontra il mitico Aldo, sciamano venuto dalla Sicilia, di cui si dice abbia avuto in cura personaggi celebri della musica e del cinema Usa, e che a Mazunte ha dato vita al Nijo, Centro di Medicina Alternativa. Di certo, Punta Cometa è uno di quei rari posti da dove si possono ammirare sia le albe che i tramonti, su un oceano che si arrossa solo alla fine delle giornate.

A pochi chilometri da Mazunte si estende la sterminata spiaggia di Zipolite, che negli anni ’70 divenne il luogo prediletto dei nudisti. Oggi conserva in parte le “tradizioni” che la resero famosa, e dagli stereo dei piccoli bar echeggia sovrano il reggae, con innesti di Carlos Santana, Led Zeppelin e Jim Morrison.

Nonostante le apparenze paciose, Zipolite purtroppo continua a tenere fede al significato del suo nome, che nella lingua degli zapotechi – etnia predominante nell’intero Oaxaca – vuol dire “ spiaggia dei morti”: l’illusione che le onde del Pacifico siano qui meno dirompenti si rivela una trappola, il poderoso riflusso spinge sempre più al largo e fa esaurire le forze, ma per evitare lo stillicidio di morti affogati, oggi i giovanotti salvavidas sono severissimi e vengono ad acciuffarvi per un braccio se solo vi bagnate le caviglie nelle zone segnalate con la bandiera rossa.

Ci sono comunque alcuni punti con bandiera verde, limitati ma sicuri, e altri con la gialla, consigliati ai buoni nuotatori. Al crepuscolo, una gita verso Puerto Escondido, che dista circa un’ora in auto e poco di più in corriera, vale senz’altro la pena se, oltrepassato il villaggio di San Isidro, ci si ferma sulla Barra di Colotepec, una lingua di sabbia che chiude una vasta laguna: migliaia di uccelli sorvolano chiassosi il litorale, pescatori accompagnati da moglie e figli gettano reti a braccio per procurarsi la cena, sporadici viandanti a cavallo si fermano per un saluto, mentre il cielo avvampa di fuoco e l’acqua salmastra assume sfumature iridescenti.

Fonte: www.repubblica.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: