Le cose da non ordinare MAI al servizio in camera in hotel

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Se esiste un indicatore del lusso in vacanza, sicuramente è il servizio in camera negli hotel. A disposizione quasi 24 ore su 24, elegante e discreto ma altrettanto sollecito, a portata di telefono o di app negli alberghi di alto livello più aggiornati, il servizio in camera può veramente alzare l’asticella del relax nel soggiorno in un hotel. Vuoi mettere la sacrosanta goduria di rientrare nella tua camera con vista, goderti una doccia fenomenale o un bel bagno bollente, avvolgerti in morbidissima spugna profumata e mangiare del cibo buonissimo direttamente appollaiati sul letto? Lusso vero. Al tempo stesso è proprio da questo particolare di hotellerie che si può comprendere il funzionamento ottimale dell’albergo, nello specifico per quanto riguarda le cucine. E ci sono dei cibi specifici che dovreste fare attenzione a ordinare quando volete concedervi una serata rilassante in albergo.

1. Il caffè, il tè, le bevande calde

Sembra un controsenso: ma come, la sacrosanta colazione in camera no? Beh, guardate al portafoglio: il servizio in camera ha un costo, e solitamente il maggiore ricarico avviene proprio sulle bevande calde della caffetteria. Un normalissimo caffè che nella sala della colazione forse non paghereste nulla, vi arriverebbe maggiorato in maniera esagerata e per giunta anche freddo. Sì, perché dovete metterci preparazione, vassoio, cameriere che si fa tutta la strada fino alla vostra stanza. Idem con il tè o altre bevande calde: irrimediabilmente si raffreddano. Meglio usare il bollitore che di solito è a disposizione nelle stanze degli alberghi di lusso.

2. Le uova

Per le deliziose uova strapazzate mettetevi l’anima in pace: il cibo continua a cuocersi anche quando tolto dal fuoco, quindi sarà molto difficile che restino debitamente baveuse dopo aver compiuto il tragitto dalle cucine al vostro letto. Il rischio è che arrivino un po’ indurite e al tempo stesso umide dalla condensa per tenerle in caldo. Non va meglio con le eggs benedict o uova alla benedict: il delicato equilibrio che le compone (un muffin inglese morbido, l’uovo appena cotto con tuorlo morbido e la salsa hollandaise tiepida) rischia di essere irrimediabilmente compromesso dalla lunga attesa per la consumazione.

3. Il toast (anche con l’avocado)

Se pensavate di semplificarvi la vita con un toast, la strada è totalmente sbagliata. Cos’è che caratterizza un toast? Il pane tostato, appunto. E come si fa a mantenere in caldo un toast? Non si fa: il pane diventa irrimediabilmente molliccio. Ogni bar o bistrot degno di questo nome prepara i toast sul momento (sempre che, è il caso di dirlo, non sia in un albergo di lusso tale da arrivare con la piastra in camera). Per quanto riguarda l’avocado, è un cibo facilmente ossidabile: diventa nero in pochissimo tempo, se non trattato con succo di limone che lo protegge un po’. In questo caso non è un problema di gusto ma di vista.

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4. La colazione, in generale

Niente da fare: del menu della colazione col servizio in camera non si salva praticamente niente. La spiegazione della non efficienza del room service di primo mattino l’ha data direttamente una ex chef di hotel al magazine Men’s Journal: il massimo numero di ordinazioni per il servizio in camera arriva proprio durante le colazioni, e anche la brigata di cucina più organizzata può soccombere all’eccesso di richieste personalizzate. La soluzione? O ordinate molto presto, all’apertura delle cucine, oppure fate lo sforzo di infilarvi la vestaglia e scendere a fare colazione.

5. L’insalata già condita

Bestialità che in molti luoghi del mondo avviene ma che sarebbe da evitare come la peste: l’insalata bisogna condirla da sé, punto. Su questo non si discute. Già tende ad afflosciarsi mentre la si mangia, debitamente guarnita di olio, sale e altre preferenze, figurarsi come può arrivare dopo un discreto viaggetto tra i corridoi dell’hotel. Se proprio ci tenete a sgrassarvi il palato con l’insalata, fatevela portare scondita e occupatevi voi di aggiustarla a piacimento.

6. Le verdure (comprese le patatine fritte)

Le verdure bollite rischiano di afflosciarsi oltremisura sotto le scenografiche cloche, col risultato di diventare sempre meno appetibili: meglio evitare broccoli, carote e cose simili. Ma con il fritto non va meglio: come per il toast, il fritto è buono quando è espresso e consegnato il prima possibile. Un tempo di attesa troppo lungo può diventare davvero fatale.

7. La pasta

Ok, siamo al limite: scuocere la pasta è il peccato mortale che ogni chef cerca di rifuggire il più possibile. L’idea di consegnare un piatto di pasta scotta potrebbe stroncare una carriera. Nel servizio in camera, la pasta è da evitare per il bene dello chef. Oltre che del vostro, naturalmente.

8. La carne alla griglia

Sulla cottura del filetto&co apriamo nuovi mondi: ognuno ha le sue preferenze. Il rischio concreto è quello che colpisce ogni cibo: che continui comunque a cuocere dopo essere stato tolto dal fuoco. Con la carne è ancora peggio: una tagliata al sangue diventa subito media, una media si stracuoce, una molto cotta acquista la consistenza della soletta della scarpa. La soluzione? Sceglierla in un grado di cottura minore. All’arrivo in camera, se non altro, sarà quasi giusta. E il vostro lussuoso servizio in camera sarà riuscito ad adempiere al suo ruolo.

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