Le compagnie aeree più amate dagli italiani

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Italianità, nuova Alitalia, “battaglie” tra Fiumicino e Malpensa? Sono questioni che ai viaggiatori italiani non interessano particolarmente: la priorità è piuttosto volare in sicurezza, con aerei puntuali e atterrare in aeroporti in grado di offrire servizi di qualità. La nazionalità non conta. Sono queste alcune delle risposte che emergono dall’ultimo sondaggio sui Travel Trends di TripAdvisor, la community di viaggiatori più grande del mondo, con oltre 25 milioni di visitatori mensili, più di 20 milioni di recensioni e 6 milioni di iscritti.

Italianità, nuova Alitalia, “battaglie” tra Fiumicino e Malpensa? Sono questioni che ai viaggiatori italiani non interessano particolarmente: la priorità è piuttosto volare in sicurezza, con aerei puntuali e atterrare in aeroporti in grado di offrire servizi di qualità. La nazionalità non conta. Sono queste alcune delle risposte che emergono dall’ultimo sondaggio sui Travel Trends di TripAdvisor, la community di viaggiatori più grande del mondo, con oltre 25 milioni di visitatori mensili, più di 20 milioni di recensioni e 6 milioni di iscritti.

900 viaggiatori italiani hanno partecipato a un sondaggio per identificare le compagnie aeree più amate, ma anche per individuare gli aeroporti internazionali meno apprezzati. Ecco i risultati. In cima alla classifica delle compagnie più apprezzate dai turisti svetta Lufthansa (14%), seguita dalla low cost Ryanair (12%), da Alitalia (11%), da British Airways (8%) e da Air France (6%). Al quinto posto figurano, a pari merito, Singapore Airlines, EasyJet ed Emirates (5%).

Per oltre la metà degli intervistati (51%) la sicurezza resta il fattore più importante nella scelta della compagnie aerea con cui volare, ma anche la presenza e la frequenza di voli diretti verso le mete prescelte (45%) rientrano fra gli elementi che più contano. Molto importanti anche la puntualità dei voli e la facilità di recupero dei bagagli – votate a pari merito dal 38% dei viaggiatori – così come l’ampiezza dello spazio disponibile a bordo per allungare le gambe (19%).

A rendere impopolari le compagnie aeree sono, invece, i voli cancellati o posticipati (41%), gli aumenti ingiustificati dei prezzi e la scortesia del personale (31%), la scomodità dei posti a sedere (24%), la scarsa qualità del menù a bordo (20%) e il frequente smarrimento dei bagagli (21%) anche se in questo caso la responsabilità dovrebbe cadere sulla società aeroportuale.

Importante anche il Bon Ton. Quasi un terzo dei turisti (29%) si dichiara insofferente ai bambini che scalciano dietro ai sedili, mentre uno su cinque odia chi parla ad alta voce al cellulare. Poca tolleranza anche per i passeggeri che reclinano il proprio sedile in modo maleducato, ossia senza degnarsi di vedere chi hanno dietro (13%) e quanti impiegano troppo tempo per mettere i propri bagagli nelle cappelliere a bordo, impedendo il passaggio nei corridoi agli altri viaggiatori (12%).

Se potessero esprimere un desiderio, i viaggiatori italiani di TripAdvisor vorrebbero che le famiglie con bambini piccoli viaggiassero in aree dedicate in sezioni separate (70%), che non fosse consentito l’uso dei telefoni cellulari a bordo in qualunque momento (82%) e che fosse sempre possibile la connessione a Internet, anche senza pagarla “extra” (44%).

Quanto agli aeroporti meno amati, la maglia nera va a Fiumicino (Aeroporti di Roma) votata da quasi un italiano su quattro (24%), ma nella black list troviamo anche gli scali di Parigi Charles de Gaulle (7%), New York JFK International (5%) e gli hub londinesi di Gatwick (4%), Stanstead e Heathrow, votati a pari merito dal 3% degli intervistati (giudizi negativi assegnati anche in base ad alcuni criteri qualitativi come la percezione di una scarsa efficienza delle misure di sicurezza, l’assenza/lontananza di parcheggio, la lentezza di recupero dei bagagli, la mancata pulizia dei bagni e la difficoltà di individuazione dei gate).

Un ultimo dato: quello per le diverse compagnie aeree sembrerebbe essere un “amore infedele” visto che ben il 53% degli intervistati non è iscritto ad alcun programma di accumulo miglia o lo ritiene comunque una perdita di tempo considerata la situazione attuale mentre anche quel 15% che è invece appartiene ad un programma “frequent flyer” non ha la più pallida idee di quanti punti abbia accumulato.

Fonte: www.panorama.it

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