Le Channel Island in California

Condividi questo articolo su :

Addio ville da capogiro, spiagge per surfisti e fiammanti decappottabili. Santa Catalina e l’arcipelago delle Channel Islands, le Galapagos della California, regalano solo silenzio, natura intatta, scenari incontaminati e spiagge deserte. Sono riserve di leoni marini e foche, si visitano solo con permessi e accompagnati dalle guide.

Addio ville da capogiro, spiagge per surfisti e fiammanti decappottabili. Santa Catalina e l’arcipelago delle Channel Islands, le Galapagos della California, regalano solo silenzio, natura intatta, scenari incontaminati e spiagge deserte. Sono riserve di leoni marini e foche, si visitano solo con permessi e accompagnati dalle guide.

Santa Catalina, l’unica a offrire alberghi, è il primo approdo, proprio di fronte a Long Beach, a sud di Los Angeles (un’ora di navigazione, 22 miglia), selvaggia e allo stesso tempo elegante, ideale per un weekend o per fuggire dalla mondanità della West Coast. Un’isola-gioiello con insenature e scogliere a picco, perla del Pacifico dove scorrazzano cinghiali, cervi, volpi e centinaia di bufali, portati qui negli anni Quaranta in occasione delle riprese del film Golden West (1932). L’isola si scopre a cavallo e in barca a vela, ma molti preferiscono il trekking e la mountain bike per spingersi tra gli anfratti e le vallate dove riuscire ad avvistare le tante specie di uccelli che vivono sull’isola: falchi pellegrini, poiane della Giamaica, cormorani e aironi azzurri.

Fu acquistata nel 1887 per 200.000 dollari da un pioniere del Michigan di nome George Shatto, che costruì strade e villaggi. Oggi è sotto la tutela della Catalina Island Conservancy (www.catalinaconservancy.org ), che rilascia permessi e dà informazioni sull’habitat. Il cuore dell’isola è Avalon, cittadina tranquilla e colorata che si anima soprattutto il weekend e dalla tarda primavera in poi, quando le sue colline diventano un manto fiorito. Ad Avalon, dove per girare in auto occorrono dei permessi (meglio noleggiare motociclette e golf cart), l’atmosfera non è molto diversa da quella che conquistò i divi di Hollywood, da Joan Crawford a Bing Crosby, e big della politica come Winston Churchill, che qui veniva a pescare. La si esplora comodamente a piedi, una passeggiata di un’ora tra il lungomare che pullula di negozietti e ristoranti e il Casinò, un bell’edificio anni Venti. Ovunque insegne colorate e décor autentico nei locali. Come allo storico Marlin Club (www.marlinclub.com ), del 1946, ancora lì a forma di barca, “the right place to stay”, il posto giusto per il dopocena. Sempre affollato anche il Catalina Island Yacht Club (tel. 001.310.51.00.022), simile a un faro, lì dal 1927 e celebre set di tanti film cult degli anni Trenta, ricordati anche dal museo locale (www.catalinamuseum.org ). Attorno al molo del villaggio, che da sempre non ama fast food e luci al neon, è un pullulare di localini per l’aperitivo e il dopocena: Cantina Catalina, Galleon. Imperdibili i cocktail del Glenmore Plaza Hotel, dove alloggiava Clark Gable quando l’isola fu scelta come fondale per Gli ammutinati del Bounty.

A Santa Catalina si dorme allo storico b&b The Inn on Mt. Ada (sei camere), una mansion del 1921 sulla baia di Avalon, un tempo dimora di William Wrigley Jr, il re del chewing gum e vecchio proprietario dell’isola. Prenotando, si può pranzare o bere un drink sulla magnifica terrazza (da 30 dollari, 19 €). Tra gli alberghetti di charme, Vista del Mar, sempre sulla baia di Avalon, ha jacuzzi, aria condizionata e un patio fiorito dove consumare la prima colazione. È accanto al ristorante Steve’s (tel. 001.310.51.00.333), elegante, con tante foto vintage dell’isola. Per pranzo o cena si prenota il menu di pesce del Catalina Café, all’interno del Catalina Country Club, non lontano da Batemans Bay. Da non mancare Armstrong’s Seafood, pesce fresco tutti i giorni, calamari, granchi e gamberi, da gustare sulla terrazza fronte mare. Lo gestisce Russel Armstrong, newyorkese di nascita e pescatore di conchiglie di abalone per più di 15 anni, proprietario anche del ristorante Villa Portofino (111 Crescent Av., tel. 001.310.51.00.558), aperto solo la sera e rinomato per i suoi piatti di pesce. Proprio accanto, l’hotel Villa Portofino, camere e suite accoglienti, e, non lontano, il Metropole, senza dubbio tra i migliori dell’isola, con 52 stanze, due cottage suite con vista mare e una spa.

Sull’isola è difficile annoiarsi, tra passeggiate a cavallo, safari e gite in barca alle insenature di Seal Rock, per vedere intere colonie di foche. I più pigri si stendono al sole a Descanso Beach, acque pulitissime e un centro sportivo dove noleggiare kayak e organizzare immersioni subacquee. L’attrezzatura si affitta pure da Catalina Scuba Luv, fornito di bombole, mute e macchine fotografiche. Il proprietario è il sindaco di Avalon, orgoglioso di chiamarsi Bob Kennedy. Per esplorare l’isola vale la pena di prenotare i Jeep Eco-Tours a bordo di fuoristrada organizzati dal Catalina Island Conservancy (4 ore, 495 dollari per 6 persone, 318 €, compreso snack e bevande). Si viaggia sfiorando insenature, punti panoramicissimi e spiagge immacolate come quella di Shark Point. In un paio d’ore si arriva a Two Harbors, pacifico e isolato villaggio sul mare, con un piccolo porto dall’acqua cristallina dove gettano l’ancora le barche che salpano da Avalon. Per una notte spartana il Two Harbors Campground, in alto sul mare, ha tende, cabine e servizi. Da programmare anche una gita in barca fino a Emerald Bay, una baia dalle acque color smeraldo che regala lunghe nuotate. Si parte da Isthmus Cove toccando anfratti e baiette, 4th of July Cove, Cherry Cove, Little Geiger & Big Geiger Cove, Howland’s Landing, dove scorrazzano e nuotano indisturbati foche e delfini.

 Fonte: www.corriere.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: