Le castagne della Garfagnana

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Full immersion nel mondo della castagna in Garfagnana, una delle zone dove è maggiormente diffusa l’antichissima coltivazione del castagno da frutto. Oggi questo prodotto povero diventa l’ingrediente che arricchisce le più ardite contaminazioni gastronomiche degli chef . Un esempio? Castagna ed aragoste, tanto per cominciare.

Full immersion nel mondo della castagna in Garfagnana, una delle zone dove è maggiormente diffusa l’antichissima coltivazione del castagno da frutto. Oggi questo prodotto povero diventa l’ingrediente che arricchisce le più ardite contaminazioni gastronomiche degli chef . Un esempio? Castagna ed aragoste, tanto per cominciare.

C’erano una volta i prodotti "poveri" della terra che finivano sui piatti dei contadini e delle famiglie numerose con molte bocche da sfamare. Ed oggi? Ci sono ancora, eccome. Non solo padroneggiano le ricette dei piatti più prelibati, ma fanno anche bella mostra di sé sulle tavole imbandite nei locali di tendenza e diventano ingredienti indispensabili per la creatività di molti chef di grido. Insomma, un trionfo della "povertà" a tavola con risvolti interessanti sull’enogastronomia.

Tra i protagonisti di questa revolution culinaria, la castagna è quella di più recente scoperta. Già apprezzato per la sua versatilità, che le consente di accompagnarsi a piatti dolci e salati, il saporito frutto torna a nuova vita grazie alle arditezze dei cuochi più ispirati che tentano contaminazioni tra la dolcezza della castagna e la delicatezza dei sapori di mare, come gli scampi o le aragoste. Un luogo dove queste sperimentazioni ci prendono letteralmente gusto, è la Garfagnana, la terra dei prodotti "poveri" come il Farro della Garfagnana IGP, il granturco formenton oltre, naturalmente, alla castagna.

Fiere e sagre di stagione sono un buon passpartout per avvicinarsi a chi di sapori se ne intende, di solito i produttori locali che amano promuovere direttamente i loro tesori gastronomici, ma anche gli chef di alberghi e ristoranti di alto livello che di questi tesori fanno opera d’arte sulle tavole. Ed allora, avviciniamoci a questo tripudio di creatività a base di castagna, sostando al Ristorante Botton d’Oro di Villa Marta, a pochi chilometri da Lucca, dove il menu di ottobre prevede di onorare il mese della castagna proponendo come antipasto le Crespelle di farina di castagna con ricotta fresca e come dessert il Castagnaccio con salsa di cachi, che vanno ad affiancare i sempreverdi antipasti toscani, le bistecche alle fiorentina e i ravioli di melanzane.

C’è un altro modo per conoscere da vicino la tradizione legata al castagno e ai suoi derivati. Con un fuori porta in località Colognora, in Val di Roggio, sempre nel lucchese, si può visitare il "Museo del Castagno" rimanendo impressionati dall’antichità congelata del borgo ospitante. La full immersion nel mondo della castagna può avere anche un lieto fine: come quello di adottare un castagno, ad esempio. E’ l’Associazione Nazionale Città del Castagno, con sede a Castelnuovo Garfagnana, che lo propone al fine di tutelare quei 3.000 ettari sui 18.000 di un tempo, rimasti a produzione del castagno. Bastano 75 euro all’anno, e di certo non mancheranno le castagne nelle vostre dispense.

Indirizzi utili

Lucca APT
www.luccatourist.it

Associazione Castanicoltori della Garfagnana
via della Stazione 12
55032 – Castelnuovo Garfagnana (LU)
Tel e fax 0583/641498
www.associazionecastanicoltori.it

Museo del Castagno
www.museodelcastagno.it

Fonte: www.ilsole24ore.it

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