Tra sci e ciaspolate, una sosta in baita può regalare momenti di puro gusto. Vi portiamo in vetta alle montagne, alla ricerca di ingredienti a km zero, cucinati magistralmente sui fornelli stellati e gourmet. Che sia un grande classico della cucina tradizionale, o una reinterpretazione creativa, la vista sulle cime innevate che accompagna il tripudio per il palato, è assicurata.

LA PROVINCIA DI BOLZANO È LA PIÙ STELLATA D’ITALIA
Non è difficile trovare ristoranti e malghe stellate sulle Dolomiti altoatesine. Qui gli chef hanno una parola d’ordine: valorizzazione dei prodotti del territorio. Selezionati con cura maniacale tra i micro produttori locali. Lo sa bene Herbert Hintner, una stella allo Zur Rose di San Michele Appiano dove provare ravioli di polenta con tartufo nero, sfoglie di pasta ai crauti con burro alla senape e carne salmistrata e soufflé di panettone con ragù di arance e zabaione al miele. A Corvara, in Alta Badia, si trova invece La Stüa de Michil, il ristorante gourmet a una stella Michelin dell’Hotel La Perla, dove il bio non è un trend, ma una filosofia di vita radicata nel tempo. Nicola Laera, mamma ladina e papà pugliese, ha preso le redini della cucina di questo gioiello romantico senza tempo. L’atmosfera è elegante e raffinata. Da provare: riso vialone nero al brodo di patata al forno burrò fumè, emulsione di fasolari e aglio nero, petto d’anatra Moulard, jus al cassis, nocciole, rape rosse e sedano rapa. Tre stelle del firmamento per Norbert Niederkofler, ideatore di Care’s, alla guida del tristellato St. Hubertus, ristorante dell’hotel Rosa Alpina di San Cassiano in Badia (Bolzano), dove scoprire l’essenza della cucina altoatesina con il menù a sei portate dei grandi classici: tartare di coregone, animella di vitello, erbe acide e pino, risotto Buon Enrico, kefir e pecora, gnocchi di rapa rossa, agnello della Val d’Isarco, yogurt e lamponi (200 euro, bevande escluse). Sempre in provincia di Bolzano, ma a San Cassiano, si trovano le tentazioni di Matteo Metullio, classe 1989, lo chef stellato più giovane d’Italia guida il ristorante La Siriola (due stelle Michelin) dove provare l’esperienza totale del gran menù degustazione; 8 portate scelte al momento dallo chef, la visita in cucina, e poi via in direzione Cheese Room, il piccolo paradiso per gli amanti dei formaggi. Il viaggio continua con il pre dessert nella famosa Stanza del Cioccolato.

LA PROVINCIA DI TRENTO, TRA GRANDI CHEF E SALOTTI 
A Madonna di Campiglio si allieta il palato con la cucina raffinatissima di Davide Rangoni, chef del Dolomieu (1 stella Michelin) che porta la montagna nel piatto, creando autentiche poesie. Sempre a Madonna di Campiglio, altra meta stellata: Il Gallo Cedrone, ristorante una stella Michelin dell’Hotel Bertelli, dove rilassarsi dopo la sciata e concedersi una deliziosa pausa. Magistrali le proposte dello chef Sabino Fortunato: il risotto carnaroli alle spugnole e formaggio d’alpeggio con guancetta di cervo confit, nocciole e lamponi, e il filetto di manzo Val Rendena maturato nel sale, fois gras, cardoncelli e nero di Norcia. A Ravina, invece, si raggiunge Alfio Ghezzi tra i grandi chef della cucina italiana, che nella Locanda Margon, raffinato salotto due stelle Michelin, propone piatti creativi ma che rappresentano al meglio il gourmet di montagna, abbinati alle bollicine metodo classico Trentodoc. Dalla carte: uovo di montagna cremoso, anguilla affumicata, cipolla marinata e crescione, gnocchi di patate, soffice di patate e salmerino, polvere di patate viola e pancetta, trota marmorata, rapanelli e salsa di sedano rapa alla griglia.

PRANZO GOURMET CON VISTA
Ci sono tre mete gourmet: il rifugio La Roda ad Andalo, raggiungibile da Fai della Paganella per gli sciatori oppure senza sci con gli impianti di risalita, dove ammirare l’intero Gruppo delle Dolomiti di Brenta e il Lago di Garda. Sempre sulla Paganella, all’arrivo della pista Dosso Larici, c’è il Rifugio Meriz, dove imparare addirittura a tirare la pasta in una grotta con lo chef Lorenzo Tiberio. C’è anche una taverna sotto la roccia: la“Whisky rum and chocolate room”. Per il binomio gusto-panorama si può salire anche a quota 2096 mt, al Rifugio Oberholz, ad Obereggen, ai piedi del Latemar: struttura di design con legno e grandi vetrate, con sale accoglienti dove degustare vini e formaggi trentini. Sapori e piatti raffinati anche sull’altro versante delle Dolomiti, in provincia di Belluno. Due coppie, due storie ai fornelli: a Sappada, troviamo il Laite, una stella, di Fabrizia e Roberto (lei in cucina, lui in cantina). Un piccolo ristorante, due antiche stube, dove trovare l’amore a tavola con cervo fondente, cirmolo, tuberi e muschio, raviolo di carruba, robiola ai Tre Latti, tartufo, genziana, gelato al Doppio Latte, semi di girasole, miele allo zafferano. A San Vito di Cadore c’è invece il ristorantino una stella Michelin Aga di Alessandra e Oliver: 16 coperti, rapporto diretto tra chef e commensali e un’esperienza di gusto unica. Da ordinare: cappelletti al Germano, succo di verdure tostate, karkadè, timo limone, salmerino affumicato, cocco, crescione, cime di rapa croccanti e il gelato al ginepro, radici di cicoria, Yogurt (menù a 5 portate 80 euro, a 8 piatti 105 euro).

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