La vecchia Sicilia

Condividi questo articolo su :

È una terra d’antan, il profondo Sud siciliano, dove si vive ancora con riti e ritmi dell’Ottocento borbonico. Il viaggio nell’estremo sud dell’isola, dove Mediterraneo e Ionio si incontrano comincia dal mare, dalla costa affacciata sull’Africa, dai borghi dei pescatori. 

È una terra d’antan, il profondo Sud siciliano, dove si vive ancora con riti e ritmi dell’Ottocento borbonico. Il viaggio nell’estremo sud dell’isola, dove Mediterraneo e Ionio si incontrano comincia dal mare, dalla costa affacciata sull’Africa, dai borghi dei pescatori. 

La sagoma rossastra della Fornace Penna, abbandonata dagli anni Venti, domina solitaria la spiaggia e le dune di Punta Pisciotto, a Sampieri. Qui si è svolta l’epopea dei pescatori in luoghi come Marzamemi e la sua tonnara, dove gustare ottimo pesce locale. Nei dintorni la natura mostra il suo meglio, come a Portopalo di Capo Passero, brulicante di pescherecci, alcuni tunisini, con la scritta araba. Una sottile striscia di terra collega all’Isola delle Correnti, un grosso scoglio perennemente spazzato dal vento, che ospita poche case abbandonate. Il paesaggio cambia quasi improvvisamente all’Oasi di Vendicari, aperta sulla spiaggia di Cala Mosca con la torretta di avvistamento, baluardo contro i saraceni.

Ma è verso l’interno che si scopre la Sicilia più autentica. Quella protetta dai Monti Iblei, quella suggestiva di Modica, Ragusa, Scicli e Noto, le città barocche entrate nel Patrimonio dell’Unesco, scoperte in un Grand Tour del terzo millennio dagli inglesi che, un tempo, le trascuravano a favore di Taormina. La prima tappa è Noto. Qui la scenografia barocca ha firmato chiese come Santa Chiara o quella dell’Annunziata. Lungo i vicoli il centenario Caffè Sicilia, a pochi passi, vicino al sontuoso palazzo settecentesco dei Villadorata (corso V. Emanuele 125, Noto, tel. 0931.83.50.13). È il regno di Corrado Assenza, che prepara capolavori arabeggianti come cassate, granite e gelati a base di gelsi neri, arance amare, cedri. In una viuzza defilata, i tavolini all’aperto di Mandolfiore per gustare indimenticabili gelati e un’infinità di granite cremose (via Ducezio 2, Noto,tel. 0931. 83.66.15). Per un’insalata di polpo o il coniglio a stimpirata, in agrodolce con verdure, si può scegliere invece, nell’antico quartiere Pianalto, la Trattoria del Crocifisso (via Principe Umberto 46, Noto, tel. 0931.57.11.51)
Lasciandosi alle spalle Noto, ci si inoltra per la strada che porta alla Cava d’Ispica, la valle profonda con pareti a picco più spettacolare dei Monti Iblei. Un paesaggio selvaggio, in una stupefacente scenografia naturale, che corre lungo 13 chilometri, dove si conservano tracce dell’uomo già dall’Eneolitico, veri condomini archeologici ante litteram, come il cosiddetto Palazzieddu o il Castello, con corridoi, camminamenti, scale ricavate nella pietra. 

A soli 3 chilometri, si può soggiornare in una dimora immersa in un giardino botanico. A Villa Fortezza Bruno si è ospiti di una delle famiglie aristocratiche più antiche dell’isola, con suite old style (c.da Miuccia, SP Ispica-Pachino, km 3, tel. 0932.95.16.13). La colazione, ai primi tepori primaverili, è servita in terrazza: ricottine appena fatte, torte di frutta, spremute, e l’ottimo caciocavallo ragusano. Attorno, distese a perdita d’occhio di fichi d’India, carrubi, agrumeti. Da esplorare in una gita a cavallo, organizzata dalla proprietaria. Scicli è a una ventina circa di chilometri, da percorrere in mezzo a distese di carrubi e mandorli, fichi d’India e agrumeti racchiusi nel disegno geometrico dei muretti a secco. Solo 10 chilometri e si è a Modica, capolavoro del barocco della zona.
Dal barocco di Modica a Ragusa, due città in una, inferiore e superiore, collegate tra loro da alti ponti, ricostruita a scacchiera dopo il terremoto del 1693. E due patroni, san Giovanni e san Giorgio, una rivalità che risale al Seicento.

Fonte: www.corriere.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: