La top 10 dei vulcani

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Sito anglosassone stila la lista dei dieci crateri più spettacolari, da osservare o percorrere in tutta sicurezza. Fuori per evidenti ragioni l’Islanda, molta Italia assieme a Giappone, Nuova Zelanda, Hawaii e Ecuador.

Nelle ultime settimane le prime pagine sono state colonizzate dall’impronunciabile islandese, ma l’Eyjafjallajokull non è che uno dei tanti vulcani attivi nel mondo.

Sito anglosassone stila la lista dei dieci crateri più spettacolari, da osservare o percorrere in tutta sicurezza. Fuori per evidenti ragioni l’Islanda, molta Italia assieme a Giappone, Nuova Zelanda, Hawaii e Ecuador.

Nelle ultime settimane le prime pagine sono state colonizzate dall’impronunciabile islandese, ma l’Eyjafjallajokull non è che uno dei tanti vulcani attivi nel mondo.

Da sempre croce e delizia degli esseri umani per la loro forza distruttrice e nel contempo generatrice, quando non bloccano il traffico aereo europeo, sono una grande risorsa per il turismo grazie al fascino primitivo che rimanda agli albori del pianeta. Il sitoSkyscanner, che permette di comparare il costo dei voli, ha stilato la sua personale top ten delle destinazioni per gli amanti dei vulcani: il risveglio dell’islandese è costato al settore circa un miliardo di euro, forse è possibile sfruttare i suoi fratelli meno esuberanti. (E a proposito di Islanda, nessuno dei suoi spettacolari vulcani compare in classifica, per scelta dei promotori stessi dell’idea, data la concomitanza con il drammatico evento delle settimane scorse).

Stromboli, Eolie, Italia. Conosciuto come "il faro del Mediterraneo" per il lancio di materiale incandescente a centinaia di metri di altezza, costituisce un caso unico al mondo fra i vulcani: la sua attività persistente offre infatti in qualsiasi momento l’opportunità di osservare da distanza ravvicinata le eruzioni in condizioni di relativa sicurezza (la morfologia del vulcano obbliga le colate di lava a riversarsi sul versante nord-occidentale, dove sono confinate all’interno della Sciara di Fuoco). Il vulcano, da cui ritornarono alla superficie i protagonisti del romanzo di Jules Verne "Viaggio al centro della Terra", era talmente importante per la navigazione che quando rimase a nanna per un paio di anni fu necessario costruire un vero "faro" in cima allo scoglio di Strombolicchio per sostituirlo.

Kilauea, Hawaii. Situato nella Big Island è uno dei maggiori vulcani attivi al mondo. Da non perdere un giro in barca per assistere a uno  spettacolo mozzafiato: la lava che letteralmente "esplode" a contatto con l’oceano, l’acqua bolle e crea nuvole bianche di vapore.

Etna, Italia. E’ molto probabile vedere la montagna di fuoco siciliana sovrastata da una colonna di fumo e a periodi abbastanza ravvicinati entra in eruzione.  L’ultimo episodio qualche settimana fa. L’8 aprile c’è stata una esplosione vulcanica che ha prodotto un pennacchio di cenere alto 1 chilometro. Interessante e coinvolgente una escursione in 4 x 4 per esplorare i campi di lava, le grotte e le gallerie vulcaniche e le fessure eruttive dell’Etna che si contende con il Teide, nell’isola di Tenerife, il titolo di vulcano attivo più alto d’Europa (politicamente spagnolo, geograficamente il Teide è nella zona africana).

Teide, Tenerife, Spagna. I pennacchi dell’Etna o le "cannonate" dello Stromboli sono troppo? Se preferite un vulcano un po’ meno attivo il Monte Teide, nell’isola di Tenerife, nell’arcipelago delle Canarie, è quello che fa per voi. Nonostante non si registrino eruzioni dal 1909, l’attività del vulcano è visibile dalle emissioni di vapore, "le fumarole", vicino alla cima.  Ma salire sulla montagna non regala solo emissioni di vapori sulfurei e rocce calde. Nelle vicinanze non ci sono altri rilievi e questo permette agli escursionisti (previo rilascio di un permesso per l’ascesa) di godere di una vista a 360 gradi dell’intera isola.

Monte Ruapehu, Nuova Zelanda. Non solo un vulcano, ma anche un lago e una pista da sci. Offerta completa per la cima più alta dell’Isola del Nord, dove sono state girate alcune scene del Signore degli Anelli. In quanto parte dell’Anello di fuoco del Pacifico, non stupisce che la Nuova Zelanda sia la patria di diversi vulcani attivi. L’ultimo "sbuffo" del Ruapehu risale al 1996 e nel 2007 si è agitato, ma oltre alle attività dovute alla sua origine vulcanica offre altre attrattive. Si erge nel Parco nazionale del Tongariro, che offre trekking tra i migliori di tutta la Nuova Zelanda (e la concorrenza là è forte davvero) e il cratere ospita uno specchio d’acqua. Inoltre in inverno si trasforma in un’area sciistica dove praticare qualsiasi sport.

Monte Fuji, Giappone. Lo skyline di Tokyo non sarebbe lo stesso senza la sua figura possente lì a dominare  il paesaggio (anche se vederlo nel perenne smog asiatico non è così scontato). Con la sua cima innevata per dieci mesi all’anno è il simbolo della capitale giapponese e gli abitanti della città lo ritengono sacro; nonostante sia ancora considerato attivo non erutta dal 1708, ma scalarlo nei mesi estivi (percorrendo sentieri di cenere vulcanica) permette di godere di un paesaggio quasi lunare e di un panorama spettacolare.

Cotopaxi, Ecuador. Chiedete ad un bambino di disegnare un vulcano con la cima innevata e senza saperlo sul foglio comparirà il Cotopaxi. E’ l’archetipo del vulcano: cono perfetto e cratere circolare. Con quasi 6 mila metri di altezza il "Collo della Luna" è una tra le montagne di fuoco più alte del mondo.
Situato sul "Viale dei Vulcani" delle Ande, sbuffa vapore e le ultime attività risalgono a una trentina di anni fa. Ma anche se durante la vostra visita non dovesse dare segni di vita, lo spettacolo è assicurato dalle foreste incontaminate e dai laghi che lo circondano.

Sierra Negra, Galapagos. Il lembo di terra di Isabela Island nell’arcipelago delle Galapagos è dominato da ben sei vulcani. Il Sierra Negra è uno dei più grandi, in una delle zone più attive del mondo per quanto riguarda i fenomeni vulcanici (circa 50 eruzioni negli ultimi 200 anni: l’ultima del Sierra Negra risale al 2005). A ovest si fonde con il vulcano Cerro Azul e a nord con l’Alcedo.  La zona è perfetta per il trekking e per le immersioni.

Yellowstone Supervolcano, Stati Uniti. Sebbene l’ultima eruzione risalga a 640 mila anni fa, l’area della Caldera di Yellowstone è un punto sensibile. I geyser che sparano acqua calda e fango fanno pensare che l’attività qui non si sia di certo fermata: al massimo è solo momentaneamente assopita. Il termine "supervulcano" non si usa per definire la sua grandezza, ma la potenza di una sua possibile eruzione. I vulcanologi prevedono conseguenze devastanti per il territorio degli Stati Uniti e del Canada qualora si dovesse verificare. Ma per ora possiamo stare tranquilli e ammirare le bellezze del parco nazionale di Yellowstone.

Soufière Hills, Montserrat, Piccole Antille. Dopo secoli di inattività il Soufière nel 1995 si è svegliato seppellendo la vecchia capitale Plymouth (precedentemente evacuata) e creando una sorta di moderna Pompei, ora visitabile. L’aspetto interessante è che da allora non ha mai smesso di "sputare" cenere. Questo "inconveniente" rende alcune aree off limits, ma altre sono state aperte per visite guidate. Il vulcano dà meglio di sé se osservato da  Jack Boy Hill da dove, dopo il tramonto, si può vedere il suo bagliore rosso.

Fonte: www.repubblica.it

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