La sindrome da rientro dalle vacanze

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Stanchezza, irritabilita’, disturbi del sonno, tachicardia, sudorazione eccessiva e "ansia da prestazione": sono i sintomi della "sindrome da rientro", una vera e propria epidemia che nei primi giorni di lavoro dopo le vacanze colpisce un italiano su tre. Walter Pasini, direttore del Centro Oms per la Medicina del turismo, stima che il disturbo, i cui sintomi variano da persona a persona, interessi oltre il 34% di chi riprende la propria attivita’ abituale dopo il periodo delle vacanze.

Stanchezza, irritabilita’, disturbi del sonno, tachicardia, sudorazione eccessiva e "ansia da prestazione": sono i sintomi della "sindrome da rientro", una vera e propria epidemia che nei primi giorni di lavoro dopo le vacanze colpisce un italiano su tre. Walter Pasini, direttore del Centro Oms per la Medicina del turismo, stima che il disturbo, i cui sintomi variano da persona a persona, interessi oltre il 34% di chi riprende la propria attivita’ abituale dopo il periodo delle vacanze.

 "C’e’ un disagio psicologico – spiega Pasini – dovuto allo stacco piu’ o meno netto con le proprie abitudini e i propri impegni. Il cervello ci mette un po’ a riadeguarsi ai ritmi della vita quotidiana, e piu’ il viaggio e’ lungo piu’ ci vuole tempo. Diciamo che se si sta via una settimana la sindrome passa in qualche giorno, ma se si sta fuori un mese ci vorra’ ben piu’ di un mese in citta’ per tornare quelli di prima". Anche se, avverte l’esperto, "non si torna mai completamente come si era, siamo cambiati noi ed e’ cambiato, seppure di pochissimo, il mondo che ci circonda al rientro". Tornare al lavoro dopo settimane di ferie comporta un doloroso periodo di riadattamento: "Spesso si prova inadeguatezza e ansia: ce la faro’ a fare quello che facevo prima? Questo puo’ portare anche a momenti di panico e di smarrimento". Un problema serio, avverte Pasini: "Purtroppo gli aspetti psicopatologici del viaggio sono trascurati, si tende a privilegiare la profilassi, il problema delle malattie infettive ecc. Invece e’ un tema affascinante ancora tutto da studiare".

Oggi tuttavia, sottolinea l’esperto, la sindrome da rientro e’ meno diffusa del passato: "Qualche anno fa facemmo uno studio secondo cui la sindrome colpiva il 56% degli italiani, ora siamo al 34%. Perche’ cambiano i viaggi, si riducono i giorni di permanenza, e soprattutto con le mail e i telefonini non ‘stacchiamo’ piu’ del tutto, il contatto con la nostra realta’ quotidiana non si interrompe mai completamente".

 In ogni caso, ricorda Pasini, per recuperare efficienza e pieno benessere fisico e’ utile seguire alcuni consigli:

1) Ricordare che i sintomi ansiosi che proviamo sono probabilmente sindrome da rientro e accettarli, ma senza assecondarli alimentandoli con pensieri negativi.

2) Darsi tempo per recuperare la forma e l’efficienza psico- fisica e non sovraccaricarsi di lavoro nei primi giorni. Quindi: gradualita’ e non trascurare le necessarie ore di riposo notturno.

3) Prendere l’abitudine di affidare idee e progetti a un diario, a un computer portatile o a un registratore per non perdere la progettualita’.

4) Concentrarsi su pensieri positivi relativi alle opportunita’ che i mesi davanti a noi ci offriranno.

5) Evitare di proiettare sul collega di lavoro o su un proprio familiare le sensazioni di disagio e inadeguatezza tipiche di questo periodo.

Fonte: www.agi.it

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