La Russia in battello

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Paesaggi di acqua e di foreste, chiuse monumentali e cupole dorate di chiese ortodosse: il viaggio sul Volga, in 11 giorni da Mosca a San Pietroburgo, e’ una perfetta iniziazione per chi non ha mai fatto una crociera. La visita delle due grandi citta’ russe e una navigazione ritmata da fermate quotidiane evita la monotonia di un soggiorno a bordo, su un tragitto di duemila chilometri.

Paesaggi di acqua e di foreste, chiuse monumentali e cupole dorate di chiese ortodosse: il viaggio sul Volga, in 11 giorni da Mosca a San Pietroburgo, e’ una perfetta iniziazione per chi non ha mai fatto una crociera. La visita delle due grandi citta’ russe e una navigazione ritmata da fermate quotidiane evita la monotonia di un soggiorno a bordo, su un tragitto di duemila chilometri.

Per chi parte da Mosca, ci sono a disposizione due giorni per scoprire la capitale, anche se il traffico non ne facilita la visita. Dopo i lavori iniziati nel 1987 per l’850° anniversario della citta’, il suo patrimonio artistico e’ stato molto valorizzato. Il Cremlino e i suoi dintorni, la Basilica di SAN Basilio, la metropolitana e le sue stazioni museo, i grandi magazzini Gum diventati oggi un centro commerciale di lusso, le facciate colorate dei palazzi restaurati di recente e della stazione sono tappe obbligate.

Quattro ponti
La partenza e’ per le 17 alla stazione fluviale Nord, costruzione monumentale del 1937, anno in cui e’ stato aperto il canale Moscova-Volga, che permette di raggiungere il fiume. Lunga 96 metri, la nave ha quattro ponti, 67 cabine e naviga a 24 km all’ora. Dopo due ore l’arrivo sul Volga tramite la prima delle diciassette chiuse del percorso, esempi dell’architettura industriale del periodo staliniano, costruite tra il 1937 e il 1964. Due immensi archi di pietra segnano l’ingresso e l’uscita dal bacino che si svuota e si riempie per permettere alla nave di superare i dislivelli del tragitto: ci vuole piu’ o meno un quarto d’ora perche’ le porte, azionate da immense ruote dentate, si aprano e si richiudano.

I pasti avvengono in una delle due sale da pranzo, in tavoli di otto persone. Minestre, verdure, carne o pesce preparati con panna o formaggio: cucina tipica russa, mai pesante o indigesta. Dopo cena, nella grande sala del ponte superiore vengono organizzati degli spettacoli. Tre musicisti e un cantante propongono una serata di canti russi e una di musiche russe. Un modo per entrare nell’atmosfera nazionale, che va a completare le lezioni del pomeriggio sulla storia di questo immenso Paese. Dagli zar a Putin l’excursus e’ rapido ma permette di rinfrescare la memoria e apprezzare un modo di raccontare la storia meno caricaturale di vent’anni fa.

Il mistero del principe
Prima tappa a Ouglitch dove mori’ nel 1591, a otto anni, lo zarevich Dimitri, figlio di Ivan il Terribile. Assassinio o malattia? Il mistero dura ancora oggi. Nel 1692 la costruzione della chiesa SAN Dimitri sul Sangue Versato, nel luogo del presunto assassinio del principe, e’ una sorta di commemorazione e un modo per inserire questo episodio tragico della storia russa nella memoria collettiva del popolo. All’interno, gli edifici religiosi sono pieni di dipinti per la maggior parte ben conservati. Le iconostasi, che separano la navata della chiesa dall’abside nelle chiese ortodosse, sono decorate da cinque piani di icone, le piu’ antiche delle quali risalgono al 998. I canti religiosi permettono di apprezzare le voci di rara bellezza dell’arte lirica russa. Lontano, il suono delle campane tintinna meravigliosamente alle orecchie.

Anche se lo sforzo di mantenimento e’ evidente, alcuni edifici portano i segni dei regimi politici, da Caterina la Grande ai comunisti che temevano, ognuno a modo suo, l’influenza della Chiesa Russa e avevano fatto chiudere le basiliche. Come nel caso del monastero di San Cirillo del lago Bianco, a Kirilov, fondato nel 15° secolo o della cattedrale dell’Assunzione, uno dei primi edifici in pietra costruiti nel Nord della Russia dove il materiale di costruzione tradizionale era il legno. La scala di Kiji sul lago Onega tuffa il visitatore in un’atmosfera irreale. Le decine di cupole delle due chiese costruite nel XVIII secolo diventano dorate argentate o verdi secondo la luce. Sembrano enormi scarabei poggiati su questa campagna inospitale, bianca per buona parte dell’anno. Questa regione e’ il punto piu’ settentrionale del viaggio, durante i 9 mesi d’inverno il buio arriva alle 16.

Il mare interno
Il tragitto della crociera attraversa quattro immensi laghi, veri mari interni. Sono il risultato dello sbarramento del Volga a rischio di minacciare l’equilibrio ambientale e sommergere dei villaggi. Qualche rovina infatti spunta dall’acqua, come quella della chiesa di Krokhino all’entrata del lago Bianco. Sulle sponde del Volga e della Neva, le foreste dai mille colori dovute alla varieta’ degli alberi, si succedono una dopo l’altra. L’andirivieni di zattere cariche di tronchi ricordano che non solo i turisti usano questa via di comunicazione. Ben prima di arrivare a San Pietroburgo si scopre la periferia della citta’ che Pietro il Grande volle capitale. La collezione eccezionale di dipinti e la decorazione interna fanno dell’Ermitage una tappa obbligata del viaggio. Per farsi un’idea dell’ambizione architettonica degli zar, non e’ una cattiva idea spingersi fino alla riva del Golfo di Finlandia, a Petrodvorets, dove Pietro il Grande aveva deciso d’installare la sua residenza estiva.

Giardini a terrazze, una grande cascata con statue dorate e giochi d’acqua valgono a questo palazzo il soprannome di «Versailles russa». Piu’ modesto ma ben proporzionato il palazzo di Pavlovsk costruito da Caterina II per suo figlio Paolo, notevole anche per le decorazioni interne. Un buon esempio degli impressionanti lavori di restauro fatti dai sovietici dopo la Seconda guerra mondiale. Da non perdere la passeggiata sui canali. Un momento di piacere che permette di entrare meglio nello spirito di questa citta’ i cui immensi lungofiume (la prospettiva Neva e la prospettiva Nevski) sono sconcertanti per chi ha in mente Amsterdam e Venezia.

Fonte: www.lastampa.it

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