La Nuova Zelanda vuole bloccare i turisti … polari

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La Nuova Zelanda sta pensando di adottare una linea dura contro il turismo antartico, vietando tutte quelle attività che hanno un effetto significativo sul continente ghiacciato.

La messa a terra di una nave da crociera norvegese in gennaio, che ha rovesciato del petrolio in mare e la pronta evacuazione di più di 300 passeggeri e dell’equipaggio, hanno dato la consapevolezza di quali possono essere le insidie proposte dal turismo.

La Nuova Zelanda sta pensando di adottare una linea dura contro il turismo antartico, vietando tutte quelle attività che hanno un effetto significativo sul continente ghiacciato.

La messa a terra di una nave da crociera norvegese in gennaio, che ha rovesciato del petrolio in mare e la pronta evacuazione di più di 300 passeggeri e dell’equipaggio, hanno dato la consapevolezza di quali possono essere le insidie proposte dal turismo.

A tal proposito, sembra si stia profilando un tavolo di trattative tra i 45 paesi aderenti al Trattato Antartico e 83 compagnie private, che si occupano, in proprio, del turismo in Antartide. Si stima che questa estate il continente ghiacciato verrà visitato da 30 mila turisti.

Il Trattato Antartico vide la luce a Washington il 1° dicembre 1959 tra i governi di Argentina, Australia, Belgio, Cile, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Unione Sud-Africana, la vecchia URSS, Regno Unito e  Stati Uniti d’America (in seguito ampliatosi ad altri paesi, compresa l’Italia che vi ha aderito nel 1981). Nel Trattato vengono regolate le eventuali mire espansionistiche dei Paesi in gioco, riconoscendo all’origine, l’interesse di tutta l’umanità affinchè l’Antartide sia riservato per sempre soltanto ad attività pacifiche e non divenga né il teatro né il motivo di vertenze internazionali.

Le nazioni aderenti al Trattato, s’incontreranno a Delhi, in India, questa settimana.

Trevor Hughes, direttore dell’Antarctic Policy, una branca del Ministero per il Commercio estero, dice che a Nuova Delhi la Nuova Zelanda inviterà le nazioni aderenti al Trattato a vietare tutte quelle attività turistiche che possono rappresentare una minaccia per l’ambiente antartico.

La proposta mira ad impedire il facile turismo sul ghiaccio, di cui a farne le spese è soprattutto il settore della pesca. Inoltre, tende ad impedire eventuali costruzioni di hotel on the Ice per ospitare i turisti. Ne sarebbero invece esenti gli scienziati impegnati in attività a scopo pacifico.

Tuttavia, su questo dibattito, il Paese dei kiwi è chiamato in causa su entrambi i fronti. Difatti la Nuova Zelanda è fra i 28 paesi con diritto di voto pieno sul trattato, ed è stata la prima ad ottenere lo status internazionale di "area antartica specialmente gestita" a Città del Capo nel 2004.

In questo caso dovra vedersela con la Heritage Expeditions, la quale attualmente si occupa di fare da spola nell’area tra la Scott Base (77°51′S, 166°45′E in Antarctica) e il Ross Island, un isola con tre vulcani perduta tra il ghiaccio.

La Heritage Expeditions è una delle società più influenti dei viaggi nell’Antartico che sino ad oggi si è occupata della sua sorveglianza e se dovesse essere accettata la proposta neozelandese dovrebbe, come dire, mettersi da parte.

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