La nuova Rimini

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Addio ai bagnini ruspanti, ai venditori di «cocco bello, cocco fresco», ai pattìni, alla piadina e a tutti i cliché che vengono in mente quando si pensa alla riviera romagnola. Il lungomare di Rimini potrebbe presto cambiare faccia e diventare un luogo chic in cui è d’obbligo presentarsi con un bikini «adatto per l’occasione».

Addio ai bagnini ruspanti, ai venditori di «cocco bello, cocco fresco», ai pattìni, alla piadina e a tutti i cliché che vengono in mente quando si pensa alla riviera romagnola. Il lungomare di Rimini potrebbe presto cambiare faccia e diventare un luogo chic in cui è d’obbligo presentarsi con un bikini «adatto per l’occasione».

Almeno questa è l’idea che ci si può fare guardando i tre bellissimi progetti internazionali che partecipano al bando di gara indetto dal Comune (ed esposti fino al 31 luglio nel Palazzo dell’Arengo), per la riqualificazione mediante project financing di due chilometri di costa: due tratti di mare che vanno da Largo Boscovich, dove si trova il porto, a Piazzale Kennedy, e da quest’ultimo fino a Piazza Marvelli.

ONDE ARTIFICIALI – Per il primo tratto l’architetto belga Julien de Smedt per conto di Studio Altieri ha ideato una serie di onde artificiali realizzate «con un segno che segue il leggendario motivo del lungomare di Copacabana» ed è in grado di restituire a bagnanti e turisti la vista dell’orizzonte, interrando tutti i parcheggi e inserendo le attività commerciali all’interno delle decine di «collinette» tutte ricoperte di verde e percorribili anche sulla sommità. La passeggiata di fronte all’arenile sarà accompagnata da aree per il benessere, campi sportivi, terrazze con caffè e ristoranti, mentre in Piazza Fellini è prevista una grande arena per concerti e spettacoli, e un nuovo lussuosissimo hotel a forma di onda sorgerà di fronte al mare e farà da contraltare moderno allo storico Grand Hotel.

DUNE NEL VERDE – Le linee ondulate ritornano anche nell’alternativa del francese Jean Nouvel in collaborazione con Coopsette, con una serie di dune che richiamano la tipicità delle spiagge adriatiche, saranno immerse nel verde e non supereranno le costruzioni esistenti, come la maggior parte dei nuovi edifici: l’idea del progettista è infatti non è di aggiungere volumi che snaturino il paesaggio, ma di ricongiungere l’attività cittadina a quella delle spiagge, valorizzare la passeggiata notturna sul lungomare e rendere il turismo meno stagionale. Tutto nel rispetto della tradizione riminese, con il recupero della pineta e del Kursaal, immaginato come una struttura a forma di cuore rosso fuoco, omaggio alla gioia di vivere e all’arte di Federico Fellini.

SOGNANDO DUBAI – Quello che però promette di trasformare Rimini nella Dubai della riviera adriatica è il progetto di Norman Foster per Gecos: oltre alla sparizione dei parcheggi, secondo quanto disposto dal bando, e all’ampliamento delle aree verdi a ridosso dell’arenile, è prevista la costruzione di un mega-albergo nella piazza Kennedy, progettato pensando alle linee sinuose delle donne tanto amate dal regista di Amarcord e che ospiterà il museo dedicato al cineasta riminese. Da qui partirà uno spettacolare molo, che vorrebbe richiamare i pontili di un tempo, ma è un’avveniristica passerella lunga 200 metri che fa pensare alle costruzioni artificiali degli Emirati Arabi e accoglierà nella parte conclusiva ristoranti e negozi. Un paesaggio esistente per ora solo in forma di disegni, dove pare difficile collocare bagnanti intenti a prendere il sole sul pedalò: e infatti a guardare bene gli schizzi, sul mare ci sono solo yacht e barche a vela.

Fonte: www.corriere.it

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