La nuova Mykonos

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È iniziata una nuova stagione. Anche per Mykonos, l’isola degli eccessi, delle notti bianche, dei party sulla spiaggia. Sull’onda della rivoluzione dei riti e del gusto che ha attraversato la Grecia, l’icona delle Cicladi ha rispolverato le sue vecchie maniere e il suo allure un po’ snob, quello che fece diventare l’isola l’approdo più famoso della Grecia già ai tempi di Onassis.

È iniziata una nuova stagione. Anche per Mykonos, l’isola degli eccessi, delle notti bianche, dei party sulla spiaggia. Sull’onda della rivoluzione dei riti e del gusto che ha attraversato la Grecia, l’icona delle Cicladi ha rispolverato le sue vecchie maniere e il suo allure un po’ snob, quello che fece diventare l’isola l’approdo più famoso della Grecia già ai tempi di Onassis. Così oggi si raggiunge questa terra brulla segnata da rocce e nastri di sabbia dorata – da giugno atterrano anche i voli low cost – per godere il nuovo lifestyle, quello che invita a vivere in raffinatissime villeche garantiscono privacy e relax anche nelle estati più affollate.

Il restyling dell’isola ha coinvolto anche l’hôtellerie e la tavola: sono nati raffinati boutique hotel, premiati a livello internazionale e chef fantasiosi hanno aperto ristoranti accanto alle chiassose taverne. Ma c’è un altro cambiamento nel lifestyle di Mykonos, quello del pubblico: insopportabile e cafone nel solleone agostano. Oggi l’isola è riscoperta dai trendsetter e dalla ricca borghesia greca. Così stanno cambiando i riti e la mappa dei locali. L’indirizzo più glamorous di Mykonos non è più la discoteca Space, ma la minuscola taverna Kiki’s, con terrazza a picco sul mare di Aghios Sostis, aperta fino al tramonto, senza telefono e elettricità.
Cambia lo stile dei locali persino nei luoghi iperturistici, come il finto (ma sempre bellissimo) borgo di pescatori nel rione Alevkandra, la piccola Venezia, che con l’alta marea quasi scompare sotto la risacca.

Qui un’antica casa di marinai, aperta direttamente sul mare, con i tradizionali balconi in legno, costa come un attico a New York. Una di queste, arredata ancora con qualche bibelot, ospita al primo piano il Veranda’s Club, un must per l’aperitivo (tel. 0030.22890.26.262). Alle spalle, l’anfiteatro della Chora, labirinto di viuzze e case candide. Passeggiando, si scoprono gli horio (casa, colombaia e chiesa), le cappelle costruite per voto, le piazzette ombreggiate da un platano o un eucalipto. Delle 400 costruite dai marinai dell’isola che ritornavano incolumi dai lunghi viaggi per mare, la più famosa e antica è Paraportiani, all’estremità sud del porto, su due livelli. In realtà sono ben cinque chiese diverse, miscuglio di elementi bizantini e cicladici, ma anche di sacro e profano, perché la piazzetta davanti è da sempre diventata il salotto dei gay che fin dagli anni Cinquanta hanno scelto come buen retiro Mykonos.

Per cenare, si può scegliere Nikos, nel cuore della Chora, storica e tipica taverna greca. È rifornito ogni giorno dai pescherecci che battono le acque pescose tra l’isola e la sacra Delo. Bisogna lasciar perdere l’aragosta e i piatti elaborati e concentrarsi sulle orate e i calamari alla griglia, ma anche sui souvlaki, i famosi spiedini di carne e le verdure alla griglia. A pochi passi, sulla bella terrazza del ristorante Avra, affacciata sulla stradina piena di negozietti, si gusta la vera cucina greca.

Ma Mykonos è soprattutto mare. La luce abbagliante accompagna l’itinerario lungo le spiagge e le baie più fotografate dell’Egeo. In alcune non c’è nulla, solo silenzio e mare. Tra le escursioni da fare Delo, uno dei principali centri religiosi della Grecia antica assieme a Olimpia e Delfi. Otto miglia nautiche e mezz’ora di navigazione separano il profano dal sacro, Mykonos da Tinos, la Lourdes dell’Egeo. A Mykonos non c’è molto da comprare. I vicoli sono una sfilata di negozi di souvenir o di firme internazionali. Un’eccezione è Amelie, che ha una bella scelta di oggetti di interior design di sapore greco, mentre da Efimerides si trovano modellini di barche tradizionali. A pochi passi, l’indirizzo più interessante: Minima Gallery vende sculture, ceramiche e quadri astratti di artisti locali.

Fonte: www.corriere.it

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