La festa del peperoncino!

Condividi questo articolo su :

Sapevate che i peperoncini di tutto il mondo vengono classificati in base al loro grado di piccantezza? L’Habanero, ad esempio, coltivato ai Caraibi e nello Yucatàn, vanta tra 100mila e i 300mila gradi Scoville (da Wilbur Scoville, il chimico statunitense che ai primi del Novecento ideò il test per misurare la piccantezza dell’o rtaggio). Roba da ustione. Mentre il peperoncino mediterraneo e californiano si attesta sui 100-500 gradi. Tra i due ci sono lo Jalapeno (Messico, Texas, Usa), il Jamaikan hot (Giamaica e Caraibi), il Thai (Sudest asiatico e California) e tanti altri.

Sapevate che i peperoncini di tutto il mondo vengono classificati in base al loro grado di piccantezza? L’Habanero, ad esempio, coltivato ai Caraibi e nello Yucatàn, vanta tra 100mila e i 300mila gradi Scoville (da Wilbur Scoville, il chimico statunitense che ai primi del Novecento ideò il test per misurare la piccantezza dell’o rtaggio). Roba da ustione. Mentre il peperoncino mediterraneo e californiano si attesta sui 100-500 gradi. Tra i due ci sono lo Jalapeno (Messico, Texas, Usa), il Jamaikan hot (Giamaica e Caraibi), il Thai (Sudest asiatico e California) e tanti altri.

Per provare tutta la gamma non resta che andare a Diamante, il paese di quasi seimila abitanti sulla costa tirrenica della Calabria, a una settantina di chilometri da Cosenza. Per cinque giorni, dal 9 al 13 settembre, la cittadina ospita il Peperoncino Festival (diciattesettesima edizione) il weekend lungo più piccante d’I talia. Con un sottotitolo, Arte, cultura e gastronomia in salsa piccante, che sintetizza la filosofia della movimentata kermesse afrodisiaca.

Chef, nduja e liquori piccanti. Tutto gratis. Particolarmente ricco quest’anno il programma del festival (per tutti gli appuntamenti clicca qui). Gli chef, in arrivo da ogni parte d’E uropa, sono i protagonisti della sezione gastronomica: Fabio Campoli, chef Kumalè, Francesco Mazzei dal Ristorante "L’anima" di Londra, gli chef ungheresi da Dusnok e tanti altri. Tutti vengono a spiegare che il peperoncino non è solo piccante, ha profumi e aromi unici per piatti di grande personalità. Centocinquanta stand disseminati in tutto il paese con specialità gastronomiche calabresi, da quelle tradizionali – come la nduja e la sardella – fino a patè, confetture e liquori piccanti. Tutto per strada, gratis, con decine di eventi che si svolgono contemporaneamente. 

United peppers of Europe. Denso e variegato, inoltre, il programma delle attività culturali. Cinque mostre, quattro convegni, proiezioni di film, concerti, spettacoli di teatro e di cabaret. Per le strade del centro storico e del lungomare cinquanta gruppi danno vita a "Stradateatro" la più importante rassegna di teatro di strada del Mezzogiorno: nelle piazzette musica folk con tarantelle, pizziche e tarante, mentre decine di personaggi in costume daranno vita alla rassegna delle statue viventi. E ancora, eventi come il progetto "United peppers of Europe" per un coordinamento dei cinque Festival del Peperoncino organizzati in Europa e le finali dei campionati nazionali della satira e dei mangiatori di peperoncino. Per finire la campagna di educazione alimentare No al sale, si al peperoncino e il premio per la migliore tesi di laurea sul peperoncino.

Il navigatore satellitare per orientarsi tra gli eventi. La società informatica TD group ha realizzato per il Festival una guida turistica multimediale per palmari e-traveller, destinata ai visitatori per orientarsi tra gli eventi del festival, scaricabile gratuitamente.

Il museo del peperoncino. Per chi volesse approfondire il tema, nel Palazzo ducale di Maierà, a dieci chilometri da Diamante, si trova il museo del peperoncino, voluto dall’Accademia italiana del peperoncino. Quattro le sale: nelle Vie del peperoncino vengono raccontati seimila anni di viaggi in giro per il mondo attraverso mappe, foto, disegni e testimonianze storiche. La pianta, profumi e sapori, una panoramica sulle varietà coltivate nel mondo, le salse più famose e i profumi. Nella sala Arte e comunicazione il peperoncino diventa protagonista nell’arte e della pubblicità, nella terza sono in mostra gli oggetti ispirati al peperoncino: tazze, bicchieri, accendini, borse, posate, carte da gioco e tovaglie da tavolo. Nella saletta video, infine, proiezioni di filmati su Maierà, sul Festival del peperoncino e un esilarante filmato sul "Processo al peperoncino". Il museo è aperto fino al 13 settembre (dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 22.30). Informazioni al numero 3479086317.

LE ESCURSIONI INTORNO A DIAMANTE
Se tra una scorpacciata e l’altra volete dare tregua alle vostre fauci in fiamme, ecco tre suggerimenti.

In barca a Dino e all’Arco Magno
La Calabria, con quasi ottocento chilometri di costa, ha solo due isole, entrambe sulla Riviera dei Cedri: Dino di fronte a Praia a Mare e Cirella davanti all’omonima frazione del comune di Diamante. Quest’ultima è facilmente raggiungibile a nuoto e con pattini, Dino è più ricca di insenature e grotte. Due volte alla settimana (mercoledì e venerdì), la motobarca S’Aligusta parte da Diamante (Foce del Torrente Corvino) per un’escursione all’Arco Magno di S. Nicola Arcella e alle grotte di Dino. Si parte alle 8.45 e si rientra alle 14. L’escursione prevede la visita della “ grotta azzurra”, lunga una settantina di metri, certamente la più bella. Ricorda quella di Capri, ma i colori vanno dal verde ramato all’azzurro pastoso e intenso. L’altra è la grotta del leone. Di ritorno, sosta all’Arco Magno di S. Nicola Arcella per un bagno. Informazioni al 3393998355 e al 3491886994.

Sulla riviera dei cedri, dove i rabbini scelgono i frutti per il sukkot.
Il cedro si coltiva fra Praia a mare e Paola, una trentina di chilometri da Diamante, e dà il nome a tutta la riviera. Quasi per miracolo o per uno strano capriccio della natura il cedro riesce ad attecchire solo qui, sui ripiani collinosi o lungo i greti dei fiumi dove la terra, come dicono i contadini, è "ligumusa", quasi impura perché piena di pietre. In primavera, i fiori delicati e bianchissimi dei cedri riempiono di profumo i giardini e le vie; a novembre, poi, si raccolgono i grossi frutti dai quali si ricavano essenze, liquori canditi e anche gelati e granite. Nei testi sacri, il cedro è indicato come il frutto puro per eccellenza e per questo le comunità ebraiche lo usano per il sukkot, la festa delle capanne, una delle ricorrenze più importanti dell’anno che si celebra a fine settembre. I cedri della festa devono essere piccoli e puri, perciò i rabbini nel mese di agosto vengono sulla riviera dei cedri per raccogliere i frutti con le loro mani, avvolgendoli subito nella stoppa prima di spedirli con gli aerei.

Gli ultimi ceramisti di Belvedere
A Belvedere Marittimo, che dista nove chilometri da Diamante, la ceramica calabrese trova un’espressione di alto livello. Lungo la strada che porta dalla marina di Belvedere al paese si trovano le esposizioni dei ceramisti tradizionali, che vendono "langelle", "vummuli" e anfore. Sono lavori in pura creta, con poco smalto giallo o con vernici di mille tonalità di verde e rappresentano la più autentica tradizione locale. Si tratta di artigiani in via di estinzione, gli ultimi appassionati che non lasceranno eredi e forse anche per questo i loro lavori hanno un grande valore. A Marina di Belvedere c’è invece il negozio-laboratorio della "Arte Pink", dove si trovano oggetti che hanno un legame con le forme e le tradizioni locali. Oltre a Belvedere, i manufatti della ceramica calabrese si possono trovare anche Seminara (soggetti antropomorfi con colorazione in verde intenso, marrone e giallo), Gerace (riproduzione di anfore e pinakes locresi), Nicotera (ispirazione grottesca di origine mediterranea) e Bisignano (oggetti con colorazione in marrone).

Fonte:  www.viaggi.repubblica.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: