La cucina di Gallipoli

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Un paese spaccato in due. Un ponte unisce il passato e il presente di una delle più note località turistiche e balneari della Puglia: Gallipoli.
A guardare Gallipoli dal Castello Aragonese si può rimanere perplessi: il vistoso grattacielo di cemento e vetro che si staglia nel profilo della città nuova non può certo definirsi un tocco di buon gusto urbanistico, ma basta voltargli le spalle e gettare uno sguardo al borgo antico per capire di non aver buttato via una bella giornata di sole.

Un paese spaccato in due. Un ponte unisce il passato e il presente di una delle più note località turistiche e balneari della Puglia: Gallipoli.
A guardare Gallipoli dal Castello Aragonese si può rimanere perplessi: il vistoso grattacielo di cemento e vetro che si staglia nel profilo della città nuova non può certo definirsi un tocco di buon gusto urbanistico, ma basta voltargli le spalle e gettare uno sguardo al borgo antico per capire di non aver buttato via una bella giornata di sole.

Gallipoli è un porto, una terra di pescatori che è stata sbalzata nel XXI secolo un po’ in fretta, una località balneare che d’estate accoglie decine di migliaia di turisti che vogliono godere delle lunghe spiagge sabbiose dei dintorni ma che conserva un’anima antica facile da cogliere nelle mura, le case e le chiese del borgo antico e in tradizioni antiche ancora vive e vivaci.

I vicoli – La vostra visita dovrebbe cominciare da qui, dai vicoli e gli spalti di questo isolotto carico di storia che è la città vecchia. Si entra nel passato gallipolino attraversando uno stretto ponte in muratura che nell’arco di poche decine di metri vi porta dal cristallo del Grattacielo alla pietra chiara del massiccio Castello Aragonese e alle forme tondeggianti del Rivellino integrato nel sistema murario. Le bianche case e i palazzi del centro storico si ammassano dentro la cinta muraria che segue il profilo dell’isolotto calcareo su cui sorge la città vecchia, fortificandone il perimetro. Pochi metri, una breve passeggiata, ed eccoci nell’ombra fresca dei vicoli che si insinuano tra le case intonacate che ricordano tanto quelle di molte località costiere spagnole. Le chiese, caratterizzate da un gusto barocco gallipolino tipico, sono una decina nello spazio di un quartiere, anima religiosa e delle tradizioni della città, incastonate tra le case, nel cuore del centro abitato o affacciate sul mare.
Le cattedrali – Alcune splendide come la seicentesca Cattedrale di Sant’Agata con la sua elaborata facciata in barocco leccese e la Torre dell’Orologio o le chiese confraternali del SS Crocefisso, del SS Rosario, Santa Maria della Purità, di Santa Maria degli Angeli, dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e di S. Giuseppe e della Buona Morte o la chiesa del Sacro Cuore. Tutte meritano una sosta. Le Confraternite sono una parte fondamentale della cultura locale il cuore pulsante degli eventi religiosi gallipolini. A gennaio nella processione in onore dei Patroni Sant’Agata e San Sebastiano tutte le confraternite sfilano nei loro costumi tradizionali in un rigido ordine rituale. Così come nel corso dei riti della Settimana Santa i confratelli indossano i cappucci e le vesti per comporre un susseguirsi di solenni processioni che dalle varie chiese confraternali sfociano nei vicoli della città vecchia.

Il mare al tramonto – Ogni angolo del borgo antico nasconde un palazzo in cui l’austerità della pietra spesso è alleggerita dalle peripezie architettoniche e decorative del barocco. Ciascuno di essi rappresenta il segno lasciato da una delle famiglie notabili (tante) della città. Una passeggiata per le vie della città vecchia risulterà di per sé appagante. Ma affacciarsi dalle mura, o meglio, da ciò che resta delle mura, verso il mare al tramonto, in pochi minuti di una vista strepitosa potrete raccogliere tutto il senso della vostra visita. Ammirerete gli ultimi raggi di sole baciare il faro e la superficie piatta dell’Isola di Sant’Andrea, gioiello naturalistico che nonostante la vicinanza al centro abitato ha mantenuta intatta la sua selvaggia, arida natura oppure le case bianche della Città Vecchia colorarsi di arancione.
La cucina e l’ospitalità – La vostra permanenza, lunga o breve che sia, risulterà comoda, confortevole, supportata da una meravigliosa cucina di mare sostenuta dall’abilità dei pescatori locali che non mancano di rifornire le tavole dei ristoranti della città. Allora non perdete il polpo lesso, "lu purpu alla pignata" che cucinano da queste parti o le cozze al forno, o la famosa "Scapece" il fritto di "pupiddi" (pesce di piccole dimensioni), frittura consumata nel corso delle feste e d’estate in genere. La ricettività è ottima anche in virtù dell’esplosione balneare del Gallipolitano e dei suoi lidi come Baia Verde o Riverbella.

Fonte: www.tiscali.it

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