La colazione in hotel è diventata un lusso !

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Tutto compreso addio: ormai il breakfast si paga quasi ovunque, e caro. Ecco una classifica europea del portale Hrs: l’Italia è decima, con 10,50 euro medi.

Cara colazione, quanto mi costi. Gli italiani, si sa, faticano ad allontanarsi da un bell’espresso o un cappuccino, un cornetto, una spremuta d’arancia. Magari cereali, yogurt, frutta. Anche se qualcuno non disdegna l’avventura verso i territori delle pesanti breakfast all’anglosassone.

Tutto compreso addio: ormai il breakfast si paga quasi ovunque, e caro. Ecco una classifica europea del portale Hrs: l’Italia è decima, con 10,50 euro medi.

Cara colazione, quanto mi costi. Gli italiani, si sa, faticano ad allontanarsi da un bell’espresso o un cappuccino, un cornetto, una spremuta d’arancia. Magari cereali, yogurt, frutta. Anche se qualcuno non disdegna l’avventura verso i territori delle pesanti breakfast all’anglosassone.

È la globalizzazione del gusto. In ogni caso, ciascun Paese ha le sue (incontestabili) abitudini gastronomiche e, per quanto ormai ogni hotel di un buon livello disponga di un discreto buffet, quando si è in viaggio il primo pasto della giornata può spesso risultare salato. No, non nel sapore ma nel prezzo. E magari, come se non bastasse, rivelarsi una (sgradita) sorpresa una volta a tu per tu con il concierge, pronti a fare check-out e partire.

Ma quanto costano le colazioni in albergo? Risponde una ricerca di Hrs, portale di prenotazioni alberghiere leader in Europa per i viaggi d’affari, che include una classifica dei prezzi della colazione negli hotel del Vecchio Continente. Come i viaggiatori più assidui sanno bene, infatti, il prezzo della propria camera si riferisce sempre più spesso alla sola notte. Di più: secondo i dati dell’indagine, il servizio è ormai considerato un extra in due alberghi su tre. In pratica, un po’ in linea con quanto accade con le compagnie aeree low-cost, si è definitivamente chiusa l’epoca del tutto incluso. Ecco perché conviene fare sempre più attenzione al momento della prenotazione. L’Italia non fa eccezione, piazzandosi al decimo posto delle nazioni in cui la colazione costa di più: in media 10,50 euro a persona oltre la tariffa praticata per l’ospitalità. A condurre la singolare chart è però il Belgio, dove la prima colazione si aggira intorno ai 15,05 euro, seguito da Olanda (14,41) e con la Danimarca a chiudere il podio (13,90 euro).

 "Nella scelta dell’hotel, i costi della colazione rappresentano una variabile importante – ha spiegato Tobias Ragge, ad di Hrs – ed è perciò di fondamentale importanza essere completamente trasparenti a riguardo". Tradotto: occhio, perché ci marciano. Scorrendo l’analisi si scopre il Lussemburgo al quarto posto (13,39 euro), seguito da Irlanda (12,59), Norvegia, Austria e Francia nella fascia 12,55-11,23 euro. Prima del Belpaese, al nono posto, arriva l’Estonia. Come prevedibile si spende meno nei Paesi del Sud Europa, che caratterizzano la seconda fascia della lista. Dopo l’Italia spuntano infatti la Grecia (10,44 euro), la Spagna (13esima con 10,17) o il Portogallo (10,14). A scendere sotto la soglia psicologica dei 10 euro a colazione sono le rimanenti nazioni fra cui Svezia, Lituania, Germania e, a chiudere col 22esimo posto, la supereconomica Polonia. A Varsavia e dintorni basta aggiungere in media 6,40 euro al conto della camera.

Buttando un occhio oltre i confini d’Europa si paga di più a Singapore (16,86 euro) mentre le mete più economiche, sotto il profilo sono Brasile (8,49 euro) e Cina (8,83). Ma è entrando nel dettaglio che saltano fuori le curiosità. Per esempio il record assoluto di un hotel svizzero a 6 stelle, dove per fare colazione bisogna sborsare 39,65 euro. I livelli più alti si registrano ovviamente nelle strutture a 5 stelle. Anche in questo caso è la Svizzera a guidare la classifica con una media di 31,19 euro a persona, seguita dalla Germania (27,71 euro) e il Belgio (27,50). Non basta. Secondo un precedente studio eResult commissionato sempre da Hrs, un viaggiatore d’affari su sette (14,3%) richiede e paga a parte la cosiddetta "early bird breakfast", cioè la colazione per i mattinieri, servita in anticipo rispetto alla fascia oraria prevista dalla struttura. È una faccenda che riguarda in particolare gli hotel specializzati in clientela business, visto che il 15,8 per cento ha inserito questi servizi nella propria offerta. Ma racconta di come il mondo della petit déjeuner si stia arricchendo di nuovi e più articolati strumenti per trasformarsi da presenza scontata a piacere accessorio. E a pagamento.

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