L’ isola di Samos

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Molte isole della Grecia si fanno ricordare per una qualche peculiarità: o la sfrenata movida, o i tramonti mozzafiato, o le spiagge incantevoli o cibi e vini da favola. Naturalmente c’è anche chi dagli dei ha avuto ben poco e di isole modestine ce ne sono.

Molte isole della Grecia si fanno ricordare per una qualche peculiarità: o la sfrenata movida, o i tramonti mozzafiato, o le spiagge incantevoli o cibi e vini da favola. Naturalmente c’è anche chi dagli dei ha avuto ben poco e di isole modestine ce ne sono.

Samos sta a metà, una vera terra dei contrasti. Vale la pena di una vacanza? A soli tre chilometri dalla turca Kusudasi (le escursioni costano uno strafrego), Samos è grande (il doppio dell’Elba), con un’orografia molto complessa, alte montagne e strade su cui la guida non è un passeggio (se non volete ricorrere ai mezzi pubblici, economicissimi, ma con poche corse, optate per un’auto a nolo, non uno scooter).

Vi si arriva benissimo con qualche tour operator italiano che ha voli diretti o con voli di linea fattibili in giornata con cambio ad Atene. Isola dell’Egeo nordorientale molto tranquilla, complice anche una clientela essenzialmente da menopausa, molto serena e sicura, con prezzi più che abbordabili e senza strutture lussuose. Però è anche molto calda, con le ore centrali del giorno, senza un refolo di vento, simili a Sharm. Verdissima, boscosissima, con tanti prodotti agricoli di qualità, come il celebre vino dolce che Lord Byron amava (e che nessuno vi propone).

Entriamo in mare? La spiaggia sabbiosa più decantata dell’isola, Psilì Amos, sulla costa meridionale, è orlata da un bel bosco di tamerici, ma il mare è torbido e per nuotare cammini fino in Turchia. In compenso (solito gioco del bene e male isolano) al ristorante El Greco preparano una zuppa di pesce (9 euro) da follia. Le spiagge di ciottoli migliori sono a Sud, intorno a Pythagorion, con mare limpido; altrove ho visto tanta sporcizia e sulla costa Nord, intorno a Kokkari, onde da paura. Ripeto, l’isola è grande e con molto tempo a disposizione e una moto da enduro si possono trovare calette incantevoli.

Da non perdere (o da perdere per non farvi gabbare). A Pythagorion la vista della cittadina dalla fine dei due moli, un emiciclo di case color pastello tipo Portofino. Evitate i ristoranti cosiddetti di pesce sulla spiaggetta cittadina: le acciughe non ci sono, le boghe nemmeno, il dentice neppure, non parliamo di molluschi e crostacei. E allora perchè li tenete in menù? Sulla prima collina, anche andandoci a piedi, vale la pena di visitare l’acquedotto di Eupalino, costruito intorno al 500 A.C.; è una galleria molto stretta, fredda e che può causare claustrofobia.

La capitale Vathy'(Samos) ha un lungomare animatissimo: molto gradevole il Museo Archeologico e soprattutto il "mezedopoleio" senza nome a due passi dalla stazione dei taxi e della Banca nazionale greca. Un locale di altri tempi, frequentato solo (escluso io) da samioti di una certa età dove si beve un ouzo (o più), un bicchiere di vino (o più) accompagnandoli con piattini di antipasti (mezedes): pescetti fritti, calamari spillo, seppie, gamberi lessi, zucchine in carpione, crocchette, polpette al pomodoro….Con 20 euro in due vi assicuro che vi strafocate di cibi e bevande deliziosi.

E perchè l’isola non si smentisca pochi metri più in là c’è la piazza principale, dedicata a Pitagora, che qui nacque. Pensate gli abbiano dedicato un monumento? No, c’è la statua di un leone. Misteri di Samos….

Fonte: www.lastampa.it

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